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Buon appetito kasher a tutti

Tag: Zucchero

Torta Sette Vasetti e un Barattolo

Per fare una cosa veloce, per lasciare che Jacopo prepari da sé qualcosa per festeggiare la nascita di Elvis of the Mist, il nuovo puledrino di mamma Lily e papà Avalon, che è arrivato ad arricchire la nostra già nutrita arca. Classica torta di facile riuscita e di gusto semplice e rustico, perché ai cowboy di famiglia non interessano farcie esotiche, decori eleganti e alzatine di fine porcellana: si può far festa con poco, basta che sia buono e poi… siamo a cavallo!

 

 

Ingredienti

  • 1 Vasetto di Yogurt bianco (che servirà poi da Dosatore)
  • 3 Vasetti di Farina
  • 2 Vasetti di Zucchero
  • 1 Vasetto di Olio di Semi
  • 3 Uova
  • 1 Bustina di Lievito in Polvere per Dolci
  • 1 Pizzico di Sale
  • 1 Barattolo di Fiordifrutta Rigoni di Asiago alle Visciole (o altro Gusto a Piacere)
  • Zucchero a Velo per decorare

 

 

Preparazione

In una ciotola capiente, battere bene i tuorli con lo zucchero, fino a ottenere un composto spumoso. Aggiungere lo yogurt, l’olio, la farina, il lievito e la Fiordifrutta, amalgamando bene tutti gli ingredienti. Montare a neve ferma gli albumi con un pizzico di sale e incorporarli al composto. Versare l’impasto in una teglia unta e infarinata e cuocere in forno a 180° per una mezz’ora. Lasciar raffreddare prima di cospargerla con zucchero a velo.

 

BETEAVON!

Caponata alla Giudia (Caponatina)

Sto leggendo un libro molto interessante sulla cucina ebraica siciliana. La storia della cucina di un popolo, specialmente di un popolo in diaspora, è legata indissolubilmente alle risorse del territorio, fusa e mediata con le proprie regole religiose e alimentari e le proprie tradizioni. In Sicilia vivevano gli ebrei Sefarditi (da Sefarad, Spagna) e l’abbondanza di verdure, pesce, frutta e legumi mediterranei, nonché la vicinanza con la comunità tripolina hanno sviluppato una cucina povera, ma ricca di gusto e colore. Le melanzane (mele insane, originariamente) sono entrate molto più tardi nella cucina tradizionale meridionale (fine XV secolo), ma, al contrario, si ritrovano da subito (XIII secolo) nella cucina ebraica sefardita, così come i ceci, legumi tipici delle panelle palermitane, introdotti in Sicilia proprio dai Sefarditi.

Questa caponatina è un trionfo di sapori e colori, adatta alle calde giornate estive, economica e leggera.

 

 

Ingredienti per 6 Persone

  • 1 Cipollotto fresco
  • 2 Gambi di Sedano bianco con le foglie
  • 1 grosso Spicchio d’Aglio
  • 3 Melanzane lunghe belle sode
  • 1 Cetriolo grossotto
  • 4 Pomodori maturi e sodi
  • 1 bella Manciata di Capperi sotto Sale (di Pantelleria)
  • 1 Manciata di Olive nere snocciolate
  • 1 Manciata di Olive verdi snocciolate
  • 6 Cucchiai di Olio extra vergine
  • Olio di Arachide o Mais per friggere le Melanzane
  • 3 Cucchiai abbondanti di Aceto bianco
  • 1 Cucchiaio colmo di Zucchero
  • Sale q.b.
  • Qualche Foglia di Menta fresca (o Basilico)

 

Preparazione

Pulire le melanzane, tagliarle a fette di circa due centimetri e poi tagliare le fette a dadini. Metterle in uno scolapasta, cospargendole di sale e lasciarle riposare per un’ora con un peso sopra, perchè diano l’acqua. Sbucciare il cetriolo, tagliarlo per lungo ed eliminare i semi, poi ridurlo a fettine di circa un centimetro. Scaldare l’olio extra vergine in un tegame capiente e soffriggervi il cipollotto tagliato a pezzetti, aggiungendovi poi i gambi di sedano lavati e tagliati a rondelle (sempre di circa un centimetro) e i pezzetti di cetriolo. Cuocere per circa dieci minuti, mescolando spesso. Aggiungere lo spicchio d’aglio schiacciato, i capperi sciacquati, le olive snocciolate, lo zucchero, l’aceto, le foglie del sedano spezzettate e i pomodori, privati dei semi e tagliati a pezzettoni. Continuare a cuocere per un altro quarto d’ora. Risciacquare e strizzare i dadini di melanzana e farli dorare bene in abbondante olio di arachidi o mais, poi tamponarli con la carta assorbente e incorporarli delicatamente alle altre verdure. Mescolare e cuocere ancora per cinque minuti, regolando sale, zucchero e aceto, se necessario. Lasciare raffreddare e, prima di servire, unire qualche foglia di menta fresca. Ottimo come antipasto e contorno, preparato in anticipo e coperto con pellicola, si conserva in frigo per alcuni giorni.

 

BETEAVON!

 


 

 

Sciroppo di Rose

“Mettici un po’ di Vetrix”… Nel film “Il mio grosso, grasso Matrimonio greco”, ogni piccolo problema veniva risolto con una spruzzata del mitico lava vetri. Anche la parte materna della mia famiglia ha il suo vetrix personale, da almeno quattro generazioni: lo sciroppo di rose! Bambina negli anni ’60, pur se figlia di medico e farmacista, anzi, forse proprio per questo, ogni mio raffreddore invernale o, al contrario, sudata da caldo estivo, mal di pancia da intestino pigro o, al contrario, troppo attivo, venivano curati in un unico modo: un bel bicchierone di questo liquido profumato e color rubino, chiamato, da noi, il vino dei bimbi, rigorosamente preparato in famiglia, in quantità industriali, con le rose di maggio degli allora vasti giardini casalinghi genovesi. Nel maggio del ’90, davanti a un bicchiere di acqua e sciroppo, ho appreso di aspettare il primo dei figli, ai quali ho poi fornito innumerevoli biberon dissetanti da portare al nido o ai giardini. La scorsa domenica ho preparato la nuova produzione, lunedì Jacopo ha preso otto in latino… che sia davvero magico?

Ingredienti per 1 Litro e 1/2 di Sciroppo

  • 350 gr di Petali di Rose rosse profumate e assolutamente non trattate (le mie erano 11 Rose)
  • 1 Litro di Acqua, possibilmente di Sorgente (io uso una minerale naturale con basso Residuo fisso)
  • 1,25 kg di Zucchero.

Preparazione

Separare i petali e pulirli perfettamente a uno a uno, per eliminare ogni traccia di polvere o eventuali insetti. Lasciarli in infusione nell’acqua bollente per 24 ore .

Filtrare il liquido, che sarà rosso e profumato, con un colino e una garza e strizzare bene i petali, per far uscire tutto il liquido concentrato. Aggiungere 1, 250 kg, di zucchero, rimettere tutto sul fuoco e portare ad ebollizione, piano piano, rimestando continuamente. Far sobbollire per circa 15 minuti. Imbottigliare subito lo sciroppo di rose caldo e tapparlo molto bene. Si conserva a lungo (mesi), in dispensa o in frigorifero ed è ottimo, puro, nello yogurt bianco o sul gelato alla crema. Diluito (1 cucchiaio di sciroppo in un bicchiere di acqua fresca) è una bibita adattissima nelle calde giornate abbassa pressione.

 

BETEAVON!

 

 

Focaccia con Pomodorini e Origano

Non è mica semplice trovare del buon pane in giro, questo vale un po’ per tutti, anche in una città grande come Milano. Per quanto mi riguarda, ho bisogno di consultare anche la lista degli ingredienti. Fateci caso, ma la maggior parte dei pani, specie quelli di supermercato, anche quelli appena sfornati, contengono latte, alcohol e, in qualche caso, pure strutto. Eliminando gli ultimi due di default, se uso pane preparato con il latte, come la faccio poi la “puccetta” nei sughetti con la carne, o come faccio a farcirlo con un affettato? (a prop di affettati: ieri ho comprato un petto di tacchino al miele da Eretz, uno dei market kasher di Milano, che è proprio delizioso). Se ho tempo, soprattutto la domenica, il pane me lo preparo da me e quando cominciano a esserci verdure ed erbe aromatiche fresche dell’orto, pure qualche gustosa focaccia per aperitivi e merende.

 

 

Ingredienti

per la Pasta

  • 300 gr di Farina
  • 160 gr di Acqua tiepida
  • 1/2 dado di Lievito di Birra Fresco
  • 1 Cucchiaio abbondante di Olio extra vergine
  • 1/2 Cucchiaino di Zucchero o miele
  • 1 Cucchiaino di Sale
  • 1 Cucchiaino di Origano (meglio se fresco) tritato

Per guarnire

  • 10 (o più, dipende dalle dimensioni) Pomodorini (Piccadilly, Ciliegia, Datterini)
  • 1 Manciata di Origano fresco tritato
  • 1 Cucchiaino di Fior di Sale
  • 2 Spicchi grossi d’Aglio (facoltativi)
  • 1 Cucchiaio d’olio

Preparazione

Per prima cosa, dividere i pomodori in quattro, privarli dei semi e metterli a sgocciolare. Se si gradisce l’aglio, tagliare gli spicchi scamiciati e privati dell’anima, a lamelle non troppo sottili. Tritare l’origano.

Per la preparazione della pasta, Mettere la farina, l’olio, il sale e il cucchiaino d’origano nell’impastatrice (o sulla spianatoia se si impasta a mano). Sciogliere lievito sbriciolato e zucchero con 2 cucchiai d’acqua presi dai 160 gr. Unire alla farina e iniziare a impastare, aggiungendo il resto dell’acqua gradatamente, fino a ottenere un impasto elastico e non appiccicoso (eventualmente aggiungere un altro po’ di farina). Far lievitare, coperto da un panno, in luogo tiepido per circa un’ora, fino al raddoppio del volume (io scaldo il forno al minimo per una decina di minuti, poi spengo e inserisco l’impasto coperto).

Ungere una teglia da 26 cm di diametro, se si vuole una focaccia più “panosa”, oppure da 28, se la si vuole più sottile. Stendere la pasta nella teglia con le mani, facendo pressione con le dita sulla superficie, in modo che si formino tante “fossette” e decorarla con i quarti di pomodoro, l’origano, il fior di sale e l’aglio, se piace. Un ultimo giro leggero d’olio e infornare nel forno precedentemente scaldato a 200°, per circa 25/30 minuti. Servire tiepida o fredda, farcita o liscia, al posto del pane .

Se si preferisce, si possono cuocere delle monoporzioni di pasta, decorate singolarmente, negli stampini da muffin unti (riempire per un po’ meno di metà) e poi trasferite nei pirottini. Le monoporzioni richiedono una cottura di circa 15/20 minuti.

BETEAVON!

 

 

 

Frittelle di Fiori d’Acacia

Basta! E’ un mese che dico “Niente più dolci” e invece… Un giorno è la torta, l’altro c’è un invito, qualcuno porta il gelato, la cioccolata. Pure andando in giro per la campagna, invece di accontentarmi delle cime di asparagina selvatica o dell’insalata che inizia a spuntare, devo alzare gli occhi, spinta da un profumo dolcissimo che copre, per fortuna, l’odore di concime delle risaie e, meraviglia, mi ritrovo una cupola di grappoli bianchi e invitanti. Almeno quelli a portata di braccio mica posso lasciarli lì, in balia delle api! Porto a casa, pastello e friggo… Alle calorie penserò, come sempre, domani.

 

Ingredienti per 4 Persone

  • 12 Grappoli di Fiori d’Acacia
  • 40 gr di Farina
  • 1 Uovo
  • Qualche Cucchiaio di Acqua gassata freddissima
  • Zucchero e Sciroppo d’Acero per servire e guarnire
  • Olio di Girasole per friggere

Preparazione

Pulire bene i fiori d’acacia, per evitare che trattengano insetti. Preparare una pastella non troppo densa con l’uovo, la farina e l’acqua ghiacciata, in cui immergere i fiori. Friggerli nell’olio ben caldo fino a doratura. Scolarli su carta assorbente e cospargeli con lo zucchero. Servirli ben caldi, irrorati di sciroppo d’acero.

BETEAVON!

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