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Buon appetito kasher a tutti

Tag: Vino bianco

Tonno Tonnato

Il Vitel Tonnè è un tipico antipasto/secondo freddo piemontese, che andrebbe benissimo in queste calde giornate, se non fosse che il Talmùd proibisce di mangiare insieme carne e pesce, nella stessa preparazione. Nessun problema: eliminiamo la carne della “base” e usiamo il pesce fresco, più leggero, più estivo e, soprattutto, più kasher. La salsina tonnata, se usata da sola, è ottima spalmata su crackers e pane, per aperitivi o merende.

 

 

Ingredienti (per 8 Persone come Antipasto o 4 come Secondo)

  • 8 Tranci di Tonno fresco tagliati sottili (circa 75/80 gr ciascuno)
  • 4 dl di Acqua per il Brodo di Verdura
  • 1 dl di Vino bianco secco
  • 4 Acciughe sotto Sale (dissalate)
  • 100 gr di Tonno sott’olio scolato
  • 1 Carota piccola
  • 2 Cipolle piccole
  • 1 Gambo di Sedano
  • 2 Chiodi di Garofano
  • 2 Foglie d’Alloro
  • Qualche Grano di Pepe nero
  • 20 Capperi sotto Sale (dissalati)
  • 1 Cucchiaio di Aceto balsamico (per me Carmel Mazzetti L’Originale)
  • 4 Cucchiai di Olio extra vergine
  • 2 Uova sode
  • 1 Pizzico di Sale grosso

 

Preparazione

In un tegame basso e largo, preparare un brodo di verdure aromatizzato, mettendo a bollire l’acqua con il vino, la carota, le cipolle, il sedano, l’alloro, i chiodi di garofano e i grani di pepe. Salare e lasciare bollire per circa 15 minuti. Lasciare intiepidire 5 minuti e aggiungere i tranci di tonno, a fuoco spento, in modo che si insaporiscano e cuociano nel brodo che si sta raffreddando. Nel frattempo, preparare la salsa tonnata mettendo nel mixer il tonno sbriciolato, le uova sode, i capperi, le acciughe, l’olio, l’aceto balsamico e un po’ di brodo di cottura quanto basta, in modo da ottenere una salsa morbida e cremosa. Scolare il pesce dal brodo, quando è freddo e disporlo su un piatto di portata, in un unico strato. Spalmare la salsa sui tranci e guarnire con qualche cappero. Chiudere con la pellicola e lasciare in frigorifero per almeno un’ora. Servire fresco.

BETEAVON!

 

Cocktail Mimosa (Versione alcolica e non)…

 

… E suggerimenti per il Tintoretto, per uno o più cocktail da sorseggiare all’ombra, sdraiati a leggere un buon libro, ascoltando buona musica (o, almeno, per sognare le vacanze).  Per una versione da minorenne, o da astemio, sostituire la dose di prosecco, con pari quantità di Sprite o 7Up e accompagnare con un vassoio di tartine (l’ho servito con un accompagnamento di Carr’s Table Water, farciti con tonno, uova sode e maionese mescolati assieme).

 

 

Ingredienti per 10 Bicchieri da Cocktail:

Per il Mimosa

  • 250 gr di Succo di Arancia fresco e filtrato con un Colino
  • 1 Bottiglia di Prosecco (Bartenura, per me) da 750 cl. (o pari Quantità di “Gazzosa” per la Versione analcolica)
  • Una Fetta d’Arancia e qualche Fogliolina di Menta ben pulita per decorare

Per il Tintoretto

  • 175 gr di succo di Melagrana
  • 1 Bottiglia di Bartenura da 750 cl.

 

Preparazione

In una caraffa graduata, versare le quantità indicate di succo ben freddo d’arancia o melograno (filtrare tutto). Aggiungere il prosecco ghiacciato (o la Sprite ghiacciata), rimescolare e versare nei bicchieri da cocktail. Decorare con l’arancia e menta (per il Mimosa) e servire immediatamente.

 

BETEAVON!

 

 

Risotto ai Fiori di Zucchine e Zafferano

 

Tutto “made in casa mia” (eccetto olio e zafferano, ma, almeno per il secondo, ho intenzione di provvedere presto), perché l’orto sta iniziando a dare i suoi frutti… e pure in maniera copiosa. E mica possiamo sprecare tutte queste delizie bio (bio non tanto perché voluto, ma perché viene proprio tutto da sé, senza grosse attenzioni: insomma, il meglio nel gusto, con il minimo della fatica e a kilometro, anzi, a metro zero!)

 

Ingredienti per 6 persone

  • 1/2 Kg di Riso Carnaroli
  • 10 Cucchiai di Olio extra vergine
  • 1 Cipolla tritata finemente
  • 1/2 Bicchiere di Vino bianco secco
  • 1 Litro di Brodo vegetale bollente
  • 1 Cucchiaino di Zafferano (di quello buono e pregiato) in Pistilli
  • 1 Mazzolino di Fiori di Zucchine (circa 10 belli freschi)
  • 1 Macinata di Pepe (ho usato quello bianco) e Sale, se necessario (io avevo già salato il brodo di verdura, quindi non ne ho aggiunto)

 

 

Preparazione

In un largo tegame o padella, stufare lentamente la cipolla nell’olio, farla appassire, ma senza bruciarla o colorirla. Aggiungere il riso e lasciarlo tostare, rimestandolo con il cucchiaio di legno, perché non attacchi. Sfumare con il vino e lasciarlo evaporare, quindi iniziare ad aggiungere il brodo a mestoli, lasciandololo assorbire dal riso a poco per volta e sempre rimestando. Dopo il secondo mestolo, aggiungere i pistilli di zafferano e i fiori di zucchina (privati del pistillo amaro, tagliati a striscioline e lavati bene, per eliminare impurità), pepare e portare a cottura, continuando ad aggiungere il brodo e salando, se necessario. Lasciare il riso “all’onda”, mantecando, prima di servire, con un altro cucchiaio d’olio, se si desidera mantenerlo parve, o una noce di burro e una manciata di parmigiano, in caso di pasti di latte.

BETEAVON!

 

Risotto con le Ortiche

In questi giorni piovosi, ma caldi, la flora campagnola è esplosa con tutte le sue forze. Il problema è che il prato va sfalciato ogni settimana (e non è che sia proprio un quadratino) e, tra i lamponi e le ortensie, le aromatiche e le rose è tutto un “fiorire” di infestanti. Guanti, forbici e cestino e anche le cimette tenere dell’ortica finiscono in tavola.

 

 

Ingredienti ( per 4 Persone)

  • 280 gr di Riso Carnaroli
  • 200 gr di Cime di Ortica
  • 1 Cipolla bianca
  • ½ Bicchiere di Vino bianco secco
  • 6 Cucchiai di Olio extravergine
  • Acqua di cottura delle Ortiche
  • 6 dl di Brodo vegetale
  • Sale e Pepe

 

Preparazione

 


 

Sbollentare per qalche minuto, in poca acqua salata, le ortiche, dopo averle accuratamente lavate. Scolare e conservare l’acqua di cottura (che ho filtrato moltissime volte, con i filtri da caffè americano, posizionati in un colino a maglie molto fitte, per evitare qualsiasi tipo di impurità). Tritare finemente la cipolla e farla stufarere in padella con l’olio e le ortiche sbollentate, ben strizzate, fino a quando diventa trasparente. Aggiungere il riso, farlo tostare, quindi versare il vino e lasciare sfumare. A questo punto aggiungere l’acqua di cottura bollente e mescolare fino a completo assorbimento dell’acqua da parte del riso. Continuare a versare il brodo vegetale, un mestolo per volta, fino a completa cottura del riso. A cottura ultimata, aggiustare di sale, se necessario. Amalgamare bene e servire con una girata di pepe macinato fresco. Se si desidera servirlo in un pasto di latte, si può mantecare il risotto con una noce di burro e spolverarlo di parmigiano (ma è molto gustoso anche parve!)

BETEAVON!

 

Tonno alla Mediterranea

Con quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi prima di andare a Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c’inghiotte e non torniamo più.

Eppur parenti siamo un po’
di quella gente che c’è lì
che in fondo in fondo è come noi, selvatica,
ma che paura ci fa quel mare scuro
che si muove anche di notte e non sta fermo mai.

Genova per noi
che stiamo in fondo alla campagna
e abbiamo il sole in piazza rare volte
e il resto è pioggia che ci bagna.
Genova, dicevo, è un’idea come un’altra.
Ah, la la la la la la

Ma quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
ed ogni volta l’annusiamo
e circospetti ci muoviamo
un po’ randagi ci sentiamo noi.

Macaia, scimmia di luce e di follia,
foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia…
e intanto, nell’ombra dei loro armadi
tengono lini e vecchie lavande
lasciaci tornare ai nostri temporali
Genova ha i giorni tutti uguali.

In un’immobile campagna
con la pioggia che ci bagna
e i gamberoni rossi sono un sogno
e il sole è un lampo giallo al parabrise…

Con quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi che abbiamo visto Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c’inghiotte e non torniamo più.

Paolo Conte, Genova per noi

Ho un rapporto conflittuale con la città dove sono nata: la amo, ma a distanza; me ne inebrio quando ci torno (raramente) e ne respiro a fondo gli odori e il vento e il mare, ma non ci vivrei più e mi prende la voglia di scapparne via al più presto. Per me, ormai, Genova è un ricordo, il ricordo della famiglia, delle gite a raccogliere narcisi e prebuggiùn per i pansoti, dei banchi della frutta esotica, secca e candita sotto le feste e del pesce al Mercato Orientale e dell’attesa delle barche col pescato in riviera. Il pesce, l’amore per la cucina di pesce (quello rustico, che fa odore, mica il branzino, che è “roba da milanesi”) è forse quello che ancora fa di me una genovese.

Con questa ricetta, partecipo al bel contest di  Valerio :)

Ingredienti per 4 persone

  • 4 Fette di Tonno pulito
  • 100 gr di Olive nere denocciolate
  • 50 gr di Capperi sotto sale
  • 6 Pomodori Piccadilly
  • 3 Spicchi d’Aglio
  • 1/2 Cipolla dorata
  • 1/2 Bicchiere di Vino bianco
  • Qualche Foglia di Basilico
  • Un Giro abbondante di Olio extra vergine
  • Origano
  • Sale e Pepe nero macinato fresco

Preparazione

Salare e pepare il tonno e cospargerlo abbondantemente di origano. Farlo rosolare da entrambi i lati, per pochi minuti, con un filo d’olio evo. Intanto preparare le verdure: dissalare i capperi, fare una dadolata con i pomodorini divisi in quattro e privati dei semi, affettare sottilmente la cipolla, scamiciare l’aglio e dividere in due ogni oliva. Trasferire il tonno in un tegame capace, mettervi tutt’intorno i pomodori, la cipolla, l’aglio, i capperi, le olive e il basilico. Irrorare con l’olio e il vino bianco, salare leggermente e, sul fuoco, far prendere l’ebollizione. Cuocere a fuoco basso, per circa una mezz’ora, fino a che il sughetto si sia ristretto.

BETEAVON!