beteavon

Buon appetito kasher a tutti

Tag: Rosmarino

La Minestra di Esaù (in versione “c’è quel che c’è”)

“Mamma abbiamo freddo, siamo stanchi, abbiamo studiato tutta la mattina e, soprattutto abbiamo fame! Cosa c’è per pranzo?” “La minestra di Esaù”. “Con le polpettine?” “No, con il riso e le lenticchie verdi, perché non avevo quelle rosse e neppure la carne”. “Pazienza, va bene, ma la prossima volta lenticchie rosse e palline”.

L’origine di questo piatto viene dalla storia biblica di Esaù, che vendette la sua primogenitura al fratello per una minestra di lenticchie. Si dovrebbero usare le lenticchie rosse perchè la Genesi dice che Esaù, quando venne al mondo, era tutto rosso e in più chiese a Giacobbe di mangiare “un po’ di quella roba rossa” e fu chiamato Adom, che significa, appunto, “rosso” . I miei figli, non avendo primogeniture da doversi contendere, si spartiscono in pace una doppia razione di minestra, di solito preparata con le lenticchie rosse decorticate, che non richiedono ammollo. Io preferisco usare il riso, facendone un primo piatto parve, ma, volendo una versione più ricca o che faccia da piatto unico, si può sostituire con delle polpettine di macinato (salate e pepate) rosolate  in un po’ d’olio, da aggiungere alle lenticchie a metà cottura.

 

 

Ingredienti per 6 persone

  • 500 gr di Lenticchie rosse (le mie erano verdi e le ho tenute a bagno la notte)
  • 1 Cipolla
  • 1 Spicchio di Aglio scamiciato
  • 1 Rametto di Rosmarino
  • 1 Foglia di Alloro
  • 1 Pizzico di Peperoncino
  • 1 Pizzico di Cumino
  • 6 Cucchiai di Olio extravergine
  • 6 Cucchiai di Passata di Pomodoro
  • 2 l. di Brodo vegetale
  • Sale e Pepe q.b.
  • 150 gr di Riso da Minestra (o 400 gr di Carne macinata, preparata in piccole Polpettine, da rosolare brevemente in Olio)

Preparazione

Preparare un trito con la cipolla, l’aglio, il rosmarino e l’alloro. Rosolarlo brevemente nell’olio e aggiungere le lenticchie ben lavate e scolate. Far insaporire, con i pizzichi di peperoncino e cumino, quindi aggiungere il brodo e la passata. Lasciar sobbollire per circa un’ora e mezza, aggiustare di sale, versare il riso e portare a cottura. Non guasta, una volta sevita la minestra, un leggero giro di olio a crudo e una macinata di pepe.

BETEAVON!

 

 

 

Frittelline di Patate ed Erbe aromatiche

Ho un’arca personale. Anzi, no, ne ho due. Una è ufficiale: due cani, una miciotta, cinque cavalli e un/a puledrino/a in arrivo ad aprile. L’altra è ufficiosa, ma per questo non meno mia e non meno curata e “naviga”, da due anni e mezzo, tra i miei vasi sui balconi, i portici e i rustici (ormai appositamente attrezzati per un confortevole approdo). Tutto è iniziato nell’estate del 2009: una micetta miagolante si presenta davanti alla mia porta, seguita da tre trottolini caracollanti di sì e no un mesetto. I gatti, tra le risaie, sono veramente utili a evitare un’invasione di roditori più o meno sgraditi (più più che meno), perciò è stato automatico offrire una grossa ciotola di pappa mescolata con il latte. Gradita di sicuro, visto che, a oggi, la famigliola è diventata una nutrita (molto nutrita, direi bella grassotta) colonia di circa venti trappole-per-topi. Lo scorso autunno, preoccupata dal numero di cucciolate sfornate, mi sono messa in contatto con il Dottor Ferrian, abile veterinario locale, nonché notorio degustatore di buon cibo e buon vino. Per farla breve: lui cattura un miciotto, lo opera, me lo riporta la sera, per la degenza post operatoria al calduccio del mio spogliatoio e io gli offro un aperitivo di ricompensa. Né il dottore, né i pazienti si sono mai lamentati dei miei stuzzichini.

 

Ingredienti per circa 10 Frittelline

  • 3 Patate medie
  • 2 Cucchiai di Farina
  • 1 Rametto di Rosmarino e 2 Foglie di Salvia
  • Sale e Pepe nero macinato fresco
  • 1 Grattatina di Noce Moscata
  • Olio di Arachidi per friggere

Preparazione

Pelare e grattugiare le patate con la grattugia a buchi larghi. Aggiungere la farina, il sale, il pepe, la noce moscata e le aromatiche tritate grossolanamente. Mescolare e formare delle frittelle da friggere nell’olio ben caldo. Scolare su carta assorbente e servire ben calde. Le erbe aromatiche possono essere sostituite a piacimento.

BETEAVON!

Tapulon Kasher

Tapulon e Kasher: sembrerebbe un ossimoro, ma a tutto c’è rimedio e tutto si può trasformare! Il Tapulon è un piatto tipico delle province di Novara e Vercelli (ciascuna con le sue mille variazioni), praticamente uno stracotto di carne equina (con aggiunta pure di salame e lardo)… E qui ci sono da fare un po’ di premesse: per la kasherut, la carne d’asino o cavallo non è permessa (ovviamente manco il suino), ma, anche se lo fosse, mai e poi mai la userei nelle mie preparazioni, sia chiaro! Come potrei pensare di cibarmi delle mie quattro piccole (quelle nelle foto) e dei miei piccoli, nati “in casa” e cresciuti con tanto amore? Ergo, tale carne non è un problema mio, però il Tapulon è una bella ricetta regionale e sarebbe un peccato non elaborarla, visto che può trasformarsi in un buonissimo e gustoso piatto kasher, sostituendo l’asino con la carne di manzo e i salumi con una salsicciotta o un salamino sempre di manzo. Inoltre, le verze dell’orto hanno preso sufficiente gelo da essere pronte e la mia nuova cocotte deve essere messa alla prova,  quindi… ecco a voi il “Tapulon Kasher”; poco a che vedere con l’originale, ma un ottimo secondo invernale, oppure piatto unico, insieme alla polenta!

Ingredienti per 4 persone

  • 600 gr di Carne trita di Manzo non troppo magra e tritata grossa
  • 1 Cavolo Verza tagliato a Striscioline, a Mano o con la Mandolina
  • 100 gr di Salsiccia o Salame di Manzo
  • 2 Spicchi di Aglio tritati
  • 1 Manciata di Aghi di Rosmarino tritati
  • Qualche Cucchiaio di Olio extra vergine
  • 1 Bicchiere colmo di Vino rosso corposo
  • 1 Mestolo di Brodo di Carne
  • Pepe nero macinato fresco
  • Sale

Preparazione

Preparare un battuto con l’aglio e il rosmarino e soffriggerlo con l’olio. Quando inizia a sfrigolare, aggiungere la verza e farla stufare lentamente, a fuoco basso, eventualmente aggiungendo un cucchiaio di brodo, se dovesse essere troppo asciutta. Quando la verza sarà morbida, aggiungere la carne trita e la salsiccia sbriciolata. Far colorire le carni, salare e pepare e versare il vino. Cuocere a fuoco lento per un’ora e mezza, aggiungendo un po’ di brodo se si dovesse asciugare troppo. Servire subito, da solo o accompagnato da polenta (meglio se grigliata).

BETEAVON!

Castagnaccio

Questa è la ricetta di mia suocera, pisana. Il castagnaccio è un dolce povero, neanche troppo dolce, non bellissimo da vedere, ma buonissimo da gustarsi tiepido, dopo una cena rustica o per merenda perché non “stucca”.

Ingredienti

350 gr di Farina di Castagne

80 gr di Uvetta

30 gr di Zucchero

1/2 l. di Acqua fredda

1 Tazza di Acqua tiepida

100 g di Pinoli

8 Cucchiai di Olio extravergine di Oliva

1 Rametto di Rosmarino

una presa di sale
Procedimento


Mettere in ammollo in una ciotola l’uvetta nell’acqua tiepida.
In una pirofila versare l’acqua fredda e unire una presa di sale, metà dell’olio e la farina di castagne setacciata a poco alla volta e sbattere con la frusta fino ad eliminare eventuali grumi di farina. L’impasto ottenuto deve essere liscio, denso, omogeneo e senza grumi.
Unire all’impasto gli aghi di rosmarino e amalgamare il tutto, versando un altro po’ d’ acqua se necessario. Aggiungere 80 gr di pinoli, 70 gr di uvetta strizzata e asciugata e amalgamare bene.
Ungere un’ampia teglia bassa, versarci dentro il composto distribuendolo uniformemente, spolverare la superficie con aghi di rosmarino, l’uvetta e i pinoli avanzati e condire con la parte di olio ancora disponibile.
Riscaldare il forno a 180 gradi e infornare per 40/45 minuti. Tradizionalmente, il composto non dovrebbe essere alto più di 1 centimetro. Togliere dal forno quando si sarà formata una crosticina sulla superficie.

BETEAVON!