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Buon appetito kasher a tutti

Tag: Riso

Scaloppine ubriache di Salmone alla Grappa e Uvetta

Una seconda scaloppina, questa volta di pesce, per seguire la proposta di Elisa e i suoi Sapori. In casa mia, la scaloppina tradizionale di carne non è molto amata, quindi devo camuffarla ed evitare accuratamente, quando la presento in tavola, di chiamarla scaloppina: in questo modo, viene sempre apprezzata moltissimo.

Se si volesse servire come piatto unico, raddoppiare la dose del riso di contorno.

PS. L’uovo nella quarta foto è un omaggio al secondo compleanno del M.T.Challenge, a ricordo della prima ricetta proposta.

 

Ingredienti per 4 Persone

  • 1 kg di Filetto di Salmone
  • 150 gr di Farina di Pistacchi ottenuta tritandoli finissimi nel mixer
  • 4 Cucchiai colmi di Olio extravergine
  • 50 gr di Uvetta
  • 1 dl di Grappa
  • 1 l di Brodo di Pesce (1 dl per il Fondo, il resto per cuocere il riso)
  • 1/2 dl di Vino bianco secco
  • Succo di 1/2 Limone
  • 2 dl e 1/2 di Panna (per me di Soia)
  • 120 gr di Riso Long & Wild (80% Thaibonnet, 20% Zizania Palustris)
  • Sale q.b.

 

Preparazione

Il giorno precedente, mettere in ammollo l’uvetta nella grappa (deve starci almeno 12 ore) e preparare il brodo di pesce, senza passare gli avanzi al setaccio.

Eliminare le lische e la pelle da un filetto di salmone da 1 kg circa e tagliarlo in 8 scaloppe. Adagiare le scaloppe di salmone tra 2 foglie di pellicola trasparente e batterle con un batticarne per renderle sottili. Cuocere il riso in 9 dl di brodo di pesce salato, scolarlo e tenerlo in caldo. Panare le scaloppe con la farina di pistacchi, scaldare l’olio in una larga padella e cuocerle velocemente da entrambi i lati salandole. Scolarle e tenerle da parte. Deglassare il fondo con il succo di limone.

 

Preparare il fondo di cucina unendo il brodo di pesce, il vino e l’uvetta con tutta la grappa. Versarlo in padella e farlo ridurre a 1/3, dopodiché aggiungere la panna, amalgamare bene e farla ritirare della metà, per avere una salsina ben emulsionata.

Rimettere le scaloppe in padella per pochi secondi, per riscaldarle e farle insaporire. Servire con la salsa e con il contorno di riso tiepido

BETEAVON!

Risotto Camembert, Pecorino, Scalogno e Fiordifrutta ai Fichi

Ricordi di packed lunch preparati da mamma, quando, in vacanza, si andava con papà a pesca, in barca o sugli scogli. Un filo di marmellata spalmata sul pancarrè fresco, un pezzetto di Camembert, di pecorino sardo, il tutto in un rotolino. Tanto tè da bere… tanti ricordi. Ora che è passato tanto tempo, ora che vivo tra le risaie e il mare, ormai, è solo “a scacchi” di germogli verdi o spighe gialle da marzo a settembre, è bello provare a far rivivere i ricordi, fondendo il passato al presente. Questo risotto perché mi manca chi non c’è più, compresa la presenza quotidiana del mare di Liguria, ma anche perché piace tanto ai miei figli, un ponte presente tra passato e futuro.

Ingredienti per 4 Persone

  • 2 Scalogni (4 Spicchi)
  • 100 gr di Sale grosso
  • 1 Cucchiaino di Olio extravergine
  • 2 Cucchiai colmi di Fiordifrutta Fichi Rigoni di Asiago
  • 1 Cucchiaino di Acqua per diluire la Salsa
  • 250 gr di Riso Carnaroli
  • 1 Scalogno piccolo
  • 4 Cucchiai di Olio extravergine
  • 1/2 Bicchiere di Vino bianco secco (Prosecco Le Piole)
  • 7 dl circa di Brodo vegetale
  • 100 gr di Camembert (Chevalier Makabi)
  • 50 gr di Pecorino sardo (Galbusera kasher semistagionato)
  • 30 gr di Burro per mantecare (Makabi)
  • Sale q.b.

 

Preparazione

Per prima cosa preparare la “salsa” di scalogno e Fiordifrutta Fichi: prendere un foglio di carta da forno, stendere il sale grosso e sopra i due scalogni sbucciati, ciascuno diviso in due spicchi; aggiungere il cucchiaino di olio. Chiudere il cartoccio e infornare a 180° per 20 minuti.
Aprire il cartoccio, tritare finemente gli scalogni e aggiungere alla marmellata di fichi, amalgamando bene in una salsa omogenea (eventualmente aggiungere un po’ di acqua).

Per il risotto:  Appassire lo scalogno rimasto, tritato fine, nell’olio di oliva extravergine. Aggiungere il riso Carnaroli, farlo brillare delicatamente, bagnare con il vino e farlo evaporare. Unire gradualmente il brodo per non farlo asciugare .
A cottura quasi ultimata mantecare con il camembert e il pecorino tagliati a dadini, aggiustare di sale, se necessario e finire la mantecatura con il burro. Adagiare il risotto sul piatto e guarnire con la salsa di marmellata di fichi e scalogno (oppure servire la salsa a parte in una salsiera)

 

La Minestra di Esaù (in versione “c’è quel che c’è”)

“Mamma abbiamo freddo, siamo stanchi, abbiamo studiato tutta la mattina e, soprattutto abbiamo fame! Cosa c’è per pranzo?” “La minestra di Esaù”. “Con le polpettine?” “No, con il riso e le lenticchie verdi, perché non avevo quelle rosse e neppure la carne”. “Pazienza, va bene, ma la prossima volta lenticchie rosse e palline”.

L’origine di questo piatto viene dalla storia biblica di Esaù, che vendette la sua primogenitura al fratello per una minestra di lenticchie. Si dovrebbero usare le lenticchie rosse perchè la Genesi dice che Esaù, quando venne al mondo, era tutto rosso e in più chiese a Giacobbe di mangiare “un po’ di quella roba rossa” e fu chiamato Adom, che significa, appunto, “rosso” . I miei figli, non avendo primogeniture da doversi contendere, si spartiscono in pace una doppia razione di minestra, di solito preparata con le lenticchie rosse decorticate, che non richiedono ammollo. Io preferisco usare il riso, facendone un primo piatto parve, ma, volendo una versione più ricca o che faccia da piatto unico, si può sostituire con delle polpettine di macinato (salate e pepate) rosolate  in un po’ d’olio, da aggiungere alle lenticchie a metà cottura.

 

 

Ingredienti per 6 persone

  • 500 gr di Lenticchie rosse (le mie erano verdi e le ho tenute a bagno la notte)
  • 1 Cipolla
  • 1 Spicchio di Aglio scamiciato
  • 1 Rametto di Rosmarino
  • 1 Foglia di Alloro
  • 1 Pizzico di Peperoncino
  • 1 Pizzico di Cumino
  • 6 Cucchiai di Olio extravergine
  • 6 Cucchiai di Passata di Pomodoro
  • 2 l. di Brodo vegetale
  • Sale e Pepe q.b.
  • 150 gr di Riso da Minestra (o 400 gr di Carne macinata, preparata in piccole Polpettine, da rosolare brevemente in Olio)

Preparazione

Preparare un trito con la cipolla, l’aglio, il rosmarino e l’alloro. Rosolarlo brevemente nell’olio e aggiungere le lenticchie ben lavate e scolate. Far insaporire, con i pizzichi di peperoncino e cumino, quindi aggiungere il brodo e la passata. Lasciar sobbollire per circa un’ora e mezza, aggiustare di sale, versare il riso e portare a cottura. Non guasta, una volta sevita la minestra, un leggero giro di olio a crudo e una macinata di pepe.

BETEAVON!

 

 

 

Risotto ai Fiori di Zucchine e Zafferano

 

Tutto “made in casa mia” (eccetto olio e zafferano, ma, almeno per il secondo, ho intenzione di provvedere presto), perché l’orto sta iniziando a dare i suoi frutti… e pure in maniera copiosa. E mica possiamo sprecare tutte queste delizie bio (bio non tanto perché voluto, ma perché viene proprio tutto da sé, senza grosse attenzioni: insomma, il meglio nel gusto, con il minimo della fatica e a kilometro, anzi, a metro zero!)

 

Ingredienti per 6 persone

  • 1/2 Kg di Riso Carnaroli
  • 10 Cucchiai di Olio extra vergine
  • 1 Cipolla tritata finemente
  • 1/2 Bicchiere di Vino bianco secco
  • 1 Litro di Brodo vegetale bollente
  • 1 Cucchiaino di Zafferano (di quello buono e pregiato) in Pistilli
  • 1 Mazzolino di Fiori di Zucchine (circa 10 belli freschi)
  • 1 Macinata di Pepe (ho usato quello bianco) e Sale, se necessario (io avevo già salato il brodo di verdura, quindi non ne ho aggiunto)

 

 

Preparazione

In un largo tegame o padella, stufare lentamente la cipolla nell’olio, farla appassire, ma senza bruciarla o colorirla. Aggiungere il riso e lasciarlo tostare, rimestandolo con il cucchiaio di legno, perché non attacchi. Sfumare con il vino e lasciarlo evaporare, quindi iniziare ad aggiungere il brodo a mestoli, lasciandololo assorbire dal riso a poco per volta e sempre rimestando. Dopo il secondo mestolo, aggiungere i pistilli di zafferano e i fiori di zucchina (privati del pistillo amaro, tagliati a striscioline e lavati bene, per eliminare impurità), pepare e portare a cottura, continuando ad aggiungere il brodo e salando, se necessario. Lasciare il riso “all’onda”, mantecando, prima di servire, con un altro cucchiaio d’olio, se si desidera mantenerlo parve, o una noce di burro e una manciata di parmigiano, in caso di pasti di latte.

BETEAVON!

 

Risotto con le Ortiche

In questi giorni piovosi, ma caldi, la flora campagnola è esplosa con tutte le sue forze. Il problema è che il prato va sfalciato ogni settimana (e non è che sia proprio un quadratino) e, tra i lamponi e le ortensie, le aromatiche e le rose è tutto un “fiorire” di infestanti. Guanti, forbici e cestino e anche le cimette tenere dell’ortica finiscono in tavola.

 

 

Ingredienti ( per 4 Persone)

  • 280 gr di Riso Carnaroli
  • 200 gr di Cime di Ortica
  • 1 Cipolla bianca
  • ½ Bicchiere di Vino bianco secco
  • 6 Cucchiai di Olio extravergine
  • Acqua di cottura delle Ortiche
  • 6 dl di Brodo vegetale
  • Sale e Pepe

 

Preparazione

 


 

Sbollentare per qalche minuto, in poca acqua salata, le ortiche, dopo averle accuratamente lavate. Scolare e conservare l’acqua di cottura (che ho filtrato moltissime volte, con i filtri da caffè americano, posizionati in un colino a maglie molto fitte, per evitare qualsiasi tipo di impurità). Tritare finemente la cipolla e farla stufarere in padella con l’olio e le ortiche sbollentate, ben strizzate, fino a quando diventa trasparente. Aggiungere il riso, farlo tostare, quindi versare il vino e lasciare sfumare. A questo punto aggiungere l’acqua di cottura bollente e mescolare fino a completo assorbimento dell’acqua da parte del riso. Continuare a versare il brodo vegetale, un mestolo per volta, fino a completa cottura del riso. A cottura ultimata, aggiustare di sale, se necessario. Amalgamare bene e servire con una girata di pepe macinato fresco. Se si desidera servirlo in un pasto di latte, si può mantecare il risotto con una noce di burro e spolverarlo di parmigiano (ma è molto gustoso anche parve!)

BETEAVON!

 

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