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Buon appetito kasher a tutti

Tag: Ricette Ebraiche

Caponata alla Giudia (Caponatina)

Sto leggendo un libro molto interessante sulla cucina ebraica siciliana. La storia della cucina di un popolo, specialmente di un popolo in diaspora, è legata indissolubilmente alle risorse del territorio, fusa e mediata con le proprie regole religiose e alimentari e le proprie tradizioni. In Sicilia vivevano gli ebrei Sefarditi (da Sefarad, Spagna) e l’abbondanza di verdure, pesce, frutta e legumi mediterranei, nonché la vicinanza con la comunità tripolina hanno sviluppato una cucina povera, ma ricca di gusto e colore. Le melanzane (mele insane, originariamente) sono entrate molto più tardi nella cucina tradizionale meridionale (fine XV secolo), ma, al contrario, si ritrovano da subito (XIII secolo) nella cucina ebraica sefardita, così come i ceci, legumi tipici delle panelle palermitane, introdotti in Sicilia proprio dai Sefarditi.

Questa caponatina è un trionfo di sapori e colori, adatta alle calde giornate estive, economica e leggera.

 

 

Ingredienti per 6 Persone

  • 1 Cipollotto fresco
  • 2 Gambi di Sedano bianco con le foglie
  • 1 grosso Spicchio d’Aglio
  • 3 Melanzane lunghe belle sode
  • 1 Cetriolo grossotto
  • 4 Pomodori maturi e sodi
  • 1 bella Manciata di Capperi sotto Sale (di Pantelleria)
  • 1 Manciata di Olive nere snocciolate
  • 1 Manciata di Olive verdi snocciolate
  • 6 Cucchiai di Olio extra vergine
  • Olio di Arachide o Mais per friggere le Melanzane
  • 3 Cucchiai abbondanti di Aceto bianco
  • 1 Cucchiaio colmo di Zucchero
  • Sale q.b.
  • Qualche Foglia di Menta fresca (o Basilico)

 

Preparazione

Pulire le melanzane, tagliarle a fette di circa due centimetri e poi tagliare le fette a dadini. Metterle in uno scolapasta, cospargendole di sale e lasciarle riposare per un’ora con un peso sopra, perchè diano l’acqua. Sbucciare il cetriolo, tagliarlo per lungo ed eliminare i semi, poi ridurlo a fettine di circa un centimetro. Scaldare l’olio extra vergine in un tegame capiente e soffriggervi il cipollotto tagliato a pezzetti, aggiungendovi poi i gambi di sedano lavati e tagliati a rondelle (sempre di circa un centimetro) e i pezzetti di cetriolo. Cuocere per circa dieci minuti, mescolando spesso. Aggiungere lo spicchio d’aglio schiacciato, i capperi sciacquati, le olive snocciolate, lo zucchero, l’aceto, le foglie del sedano spezzettate e i pomodori, privati dei semi e tagliati a pezzettoni. Continuare a cuocere per un altro quarto d’ora. Risciacquare e strizzare i dadini di melanzana e farli dorare bene in abbondante olio di arachidi o mais, poi tamponarli con la carta assorbente e incorporarli delicatamente alle altre verdure. Mescolare e cuocere ancora per cinque minuti, regolando sale, zucchero e aceto, se necessario. Lasciare raffreddare e, prima di servire, unire qualche foglia di menta fresca. Ottimo come antipasto e contorno, preparato in anticipo e coperto con pellicola, si conserva in frigo per alcuni giorni.

 

BETEAVON!

 


 

 

Torta di Carne (Mina)

In famiglia non amiamo la carne in modo particolare. Preferiamo decisamente il pesce. Però, questo “tortino”, una ricetta della cucina ebraica turca per Pesach, è sempre gradito, perché la sfoglia di azzima croccante si sposa benissimo con il morbido e succoso ripieno. Non sarà tanto raffinato, ma “raccattare” gli ultimi pezzetti di trita rimasti nel piatto con un pezzetto di sfoglia è una di quelle cose che danno un sacco di soddisfazione! (Da fare solo tra le mura domestiche o, al limite, in un pranzo informale, tra amici di lunga data)

 

Ingredienti per sei Persone (come Secondo. Per otto/dieci come Antipasto)

  • 2 Cipolle grandi tritate
  • 750 gr di Polpa di Manzo tritata
  • 6 Matzot (Azzime)
  • 2 Uova + 1 (sbattuto per spennellare la superficie)
  • 1 Cucchiaino di Cannella
  • 6 Cucchiai abbondanti di Olio extra vergine
  • Sale e Pepe nero macinato fresco

Preparazione

In una padella, far rosolare le cipolle per alcuni minuti a fuoco non troppo alto. Aggiungere la carne trita e la cannella. Salare e pepare. Quando la carne è ben rosolata, lasciare raffreddare per un quarto d’ora. Nel frattempo, scaldare il forno a 180°. Aggiungere le uova alla carne e amalgamarle per bene. Passare le azzime sotto l’acqua corrente tiepida, farle ammorbidire, scolarle e foderare una teglia da forno con tre. Versare l’impasto di carne e ricoprirlo con le altre tre matzot ammollate. Spennellare con l’uovo sbattuto e infornare fino ad avere la superficie dorata (circa 40/45 minuti). Servire calda o tiepida (se servita come secondo, è ottima con un contorno di spinaci freschi bolliti, strizzati, e poi saltati, con una manciata di pinoli e uvetta, in un po’ d’olio e uno spicchio d’aglio, oppure con un’insalatina di valerianella e pomodorini, più leggera e primaverile).

BETEAVON!

 

Haroset e Uova “Nere” (Haminados)

La prima sera di Pesach nella Terra di Israele e le prime due sere in Diaspora, c’è una cena particolare, il Seder, che significa “Ordine”, infatti si procede secondo un ordine particolare e preciso. La cena si sviluppa intorno alla lettura della specifica Haggadah e, sulla tavola a festa, campeggia il piatto del Seder,  la Ke’arà, composto da tre Matzòt (azzime), Maròr (lattuga o altre erbe amare), Haròset (una specie di marmellata), Karpàs (prezzemolo o sedano), Betzà (uovo sodo) e Zeroà (un pezzo di agnello arrostito sul fuoco). Inoltre si prepara acqua con sale o aceto per intingere il Karpàs. Ogni componente ha un suo particolare significato simbolico. L’uovo (Betzà), per esempio, è simbolo di continuità e ciclo della vita, per la sua forma tonda. Per i sefarditi ( :) ), l’uovo sodo è scurito, a rappresentare anche il dolore per la distruzione del Tempio. Queste uova, all’inizio bianche, che in origine facevano parte del pasto di Shabbat, vengono sobbollite per ore e ore (nel mio caso dodici), insieme a bucce di cipolla rossa, alcuni cucchiai di polvere di caffè, un po’ di sale grosso e un cucchiaio d’olio, per evitare l’evaporazione dell’acqua. Il risultato è un uovo sodo, ma morbido, delicato e saporito, che, fuori da Pesach, diventa un delizioso antipasto servito con hummus e per la cui lunga preparazione… l’ENEL ringrazia!

Haroset  invece è una pasta grezza, dolce e densa, che simboleggia la malta e l’argilla che gli schiavi ebrei dovevano preparare in Egitto. Ogni famiglia, anche a seconda del posto in cui si trovi, ha la sua versione (ne conosco almeno dieci, italiane). A me piace molto questa, che viene molto gradita anche per colazione o per farcire biscotti e crostate.

Spero di non aver annoiato troppo con tutto questo racconto, che è stato più lungo e forse più complicato del Seder di Pesach vero e proprio, per cui…

Ingredienti per 6 Persone

  • 100 gr di Mandorle sgusciate ma non spellate
  • 40 gr di Zucchero
  • 1 Mela pastosa e dolce
  • 70 gr di Datteri senza Nocciolo
  • 70 gr di Prugne secche denocciolate
  • 1 Tuorlo sodo
  • 1 Arancia (Scorza e Succo)
  • 2 Cucchiai di Pinoli
  • 1 Matzà pestata fine (se necessaria)
  • Chicchi di Melagrana (o Pinoli) per guarnire (se graditi)

Preparazione

Nel mixer, tritare finemente le mandorle con lo zucchero e mettere da parte. Sbucciare la mela, tagliarla a fettine sottili e cuocerla in una casseruola con due cucchiai d’acqua, fino a che il liquido non si sia asciugato. Rassodare l’uovo e prendere il tuorlo. Grattugiare la buccia d’arancia e spremere il succo. Frullare nel mixer il tuorlo con il succo d’arancia, aggiungere poi la mela cotta, le mandorle tritate e frullare di nuovo. Unire nel mixer la buccia d’arancia grattugiata, i datteri e le prugne tagliuzzati e frullare ancora brevemente. La preparazione deve avere la consistenza di una marmellata grezza e, se il composto risultasse troppo fluido, aggiungere uno o due cucchiai di matzà pestata (come se fosse pane grattugiato). Decorare la superficie con chicchi di melagrana o pinoli.

BETEAVON, HAG PESACH SAMEACH A TUTTI e…

 

Paté di Fegato (Gehackte Leber)

Pomeriggio di ieri in vista di preparativi. Già domenica avevo ripulito perfettamente un frigorifero, un freezer, alcune ante e ripristinato il fornetto e le piastre dedicate all’occasione (il bello di avere tanto spazio!). Non devono esserci in giro briciole lievitate, pasta, farina “normale”. Tutto deve essere controllato, tutto kasher le Pesach. Ieri, appunto, iniziato lo special shopping: farina di matzà, matzot, carne, vino, succo d’uva. Sono tornata a casa che sembravo un camioncino delle consegne Esselunga versione kasher. Anche davanti alla scuola era tutto un andare e venire di mamme e papà con borse e liste della spesa: “Hai visto che prezzi ribassati, quest’anno?” “Ci sarà da fidarsi della carne inglese?” “Ho già ordinato cinque chili di agnello”. A parte la temperatura e a parte l’yiddish sembrava di essere ancora in un piccolo Shtetl. Da qui l’idea di questa ricetta, tipica della cucina ebraica dell’Est europeo, ma assai somigliante al paté di fegatini alla toscana.

 

Ingredienti per 6 Persone

  • 500 gr di Fegati di Pollo
  • 1 Cipolla tritata
  • 2 Uova sode
  • 4 Cucchiai d’Olio extra vergine
  • Sale e Pepe nero abbondante macinato fresco

Preparazione (20 minuti circa)

Soffriggere piano la cipolla con l’olio. Aggiungere i fegati, precedentemente scottati alla piastra, salare e pepare. Cuocere per una decina di minuti, a fiamma moderata, mescolando bene. Passare il tutto al mixer, assieme alle due uova sode sgusciate, fino ad ottenere un paté. Servire a temperatura ambiente, come antipasto o aperitivo, su crostini di pane o con pezzi di matzà shemura per Pesach.

BETEAVON!

Con questa veloce ricetta, partecipo al contest di Alessandra-Mammapapera, ché il tempo, specie in questo periodo, non è mai abbastanza!

 

 

Testine o Gambetti di Spinaci all’Aceto

E’ inevitabile che il ricordo della mia prima cena a casa Finzi-Contini (eravamo ancora in gennaio, mi pare) tenda un poco a confondersi in me…. Rammento tuttavia con strana precisione che cosa mangiammo quella sera: e cioè una minestra di riso in brodo e fegatini, polpettone di tacchino in gelatina, lingua salmistrata con contorno di olive nere e gambi di spinaci in aceto…

Giorgio Bassani, Il Giardino dei Finzi-Contini

Ricordi di scuola, ricordi di nonna. A Genova non si butta, o almeno non si buttava, via nulla, specialmente per quanto riguardava il cibo e specialmente da parte di quelle persone che, pur agiate, hanno vissuto la fame e la mancanza di viveri. Le foglie degli spinaci si usavano per tantissime ricette, ma perchè scartare i gambi, che, oltre a fornire un ingrediente per il minestrone, venivano ottimamente “riciclati” come contorno, sia caldi che freddi? Li ho preparati oggi a pranzo: erano pochi, per fortuna eravamo solo in due, ma ce li siamo gustati… fra i ricordi.

Ingredienti per 2 Persone

  • I Gambi di 1 kg di Spinaci
  • 1 Spicchio di Aglio tritato
  • 3 Cucchiai di Olio extra vergine
  • 1 e 1/2 Cucchiai di Aceto bianco (io uso il “Mishpacha”, con un’Acidità del 5%)
  • 1/2 Cucchiaino di Zucchero
  • Sale e Pepe nero

Preparazione

Pulire molto, molto bene i gambetti sotto l’acqua corrente, per eliminare ogni residuo di terra e metterli in una padella, senza asciugarli, con l’aglio, l’olio e un cucchiaio di acqua. Stufarli a fuoco molto basso fino all’assorbimento del liquido di cottura, poi aggiungere l’aceto, lo zucchero, il sale e il pepe. Cuocere ancora per qualche minuto e servire. Ottimo con le carni arrosto o bollite.

BETEAVON!

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