beteavon

Buon appetito kasher a tutti

Tag: Pomodori

Farro in Insalata

Quando il gatto (nel nostro caso il Leone) non c’è, i topi ballano… oppure cucinano i loro piatti preferiti, senza dover sottostare ai gusti del capofamiglia. Complice un congresso, ci siamo ritrovati a decidere in tutta autonomia, figli e io, cosa preparare. Gli gnocchi con il pesto sono stati votati all’unanimità come “il piatto preferito, quando il babbo è via”; al terzo posto, il wok di pollo e verdure verdi, mentre al secondo, vista anche la temperatura più ferragostana che primaverile, il farro freddo in insalata, decisamente nutriente, ma fresco da non appesantire e permettere a chi deve poi studiare, per la maturità o per gli esami all’università, di farlo senza quella sensazione di “abbiocco postprandiale”: figliolini cari, non avete scuse, ora!

Ingredienti per 4 Persone (come Primo. Se per Antipasto, dimezzare le Dosi)

  • 320 gr di Farro a Cottura rapida
  • Sale per l’Acqua di Cottura
  • 50 gr di Fagiolini
  • 8 Pomodori Piccadilly o Datterini
  • 1 Spicchio d’Aglio tritato fine (se gradito)
  • 6/8 Cucchiai d’Olio extra vergine
  • 1 Cucchiaio di Aceto balsamico
  • 1 Macinata di Pepe nero

Preparazione

In un’insalatiera, preparare l’aglio tritato fine, i pomodori tagliati a quarti, privati dei semi e poi tagliati a metà e una vinaigrette con l’olio, l’aceto balsamico e il pepe. Nel frattempo, portare a ebollizione una pentola con abbondante acqua e i fagiolini puliti, salare, e cuocere il farro. Quando sarà pronto, scolarlo con i fagiolini, far raffreddare e condire con i pomodori e la vinaigrette. Servire freddo o a temperatura ambiente, anche il giorno seguente.

BETEAVON!

 

Tofarelle al Ragô d’oca

Il 7 aprile ci sarà l’Incontro Voiello a Milano: La Cucina di Pianura. Vivendo a cavallo tra quattro province che più in pianura di così non si può, conosco bene questo tipo di cucina e in più, come c’è la famosa cucina Giudaico Romanesca, esiste (meglio dire esisteva) una tipica cucina di pianura Ebraico-Lombardo/Piemontese. Per quel che riguarda Mortara, in Lomellina, già dal XIII secolo gli ebrei allevavano oche, con le carni delle quali producevano la “Sallama”, così chiamata proprio per distinguerla dal salume suino. Ancora oggi, pur non esistendo più una comunità ebraica, Mortara è la città dell’oca per eccellenza e viene prodotto un “salame ecumenico”, esclusivamente costituito da petto d’oca disossato e poi stagionato per oltre sessanta giorni. Andare alla Corte dell’Oca , chiacchierare con i signori Palestro, tornare a casa con “tutta l’oca minuto per minuto” e cucinarla (per ore!) abbinata alla Pasta Voiello è stato proprio un Piacere Vero!

Per amor di precisione voglio specificare che la ricetta contiene tutti ingredienti permessi, ma ho dovuto usare carne d’oca non macellata secondo le regole della kasherut, in quanto impossibile da trovarsi fresca qui da noi.

Ingredienti per 8 persone

  • 600 gr di Tofarelle Voiello (anche se avrei preferito le Mafaldine, impossibili a trovarsi in tutte e quattro le Province!)
  • 1/2 Oca sgrassata, tagliata a Pezzi e privata della Pelle
  • 150 gr di Salame ecumenico d’Oca
  • 1 grossa Cipolla
  • 1 Gambo di Sedano
  • 1 Carota
  • 1/2 Bicchiere di Vino Rosso
  • 2 Foglie d’Alloro
  • 6 Barattoli piccoli di Polpa di Pomodoro finissima
  • 8 Cucchiai d’Olio extra vergine
  • 1 Pizzico di Peperoncino
  • Sale e Pepe macinato fresco

Preparazione

Preparare un trito con il salame d’oca, il sedano, la carota, la cipolla e farli rosolare nell’olio. Aggiungere i pezzi d’oca e farli rosolare bene. Aggiungere il vino, farlo evaporare, quindi unire il pomodoro, le foglie d’alloro, il peperoncino e regolare di sale e pepe. Far cuocere il tutto a fuoco lento e coperto per circa un’ora. Spegnere, lasciare intiepidire, quindi disossare l’oca e sminuzzarne la polpa. Rimettere la carne nel sugo e continuare la cottura per un’altra mezz’ora, sempre a fuoco lento, ma senza coperchio. Portare a ebollizione sette litri d’acqua, salarla e cuocere le Tofarelle. Scolarle e condirle con il sugo, che può essere preparato anche il giorno precedente e, se in abbondanza, può essere surgelato.

BETEAVON!

Pesto di Pomodori secchi

Quando già pensi di esserti costruita il tuo giro, di avere affetti ormai radicati e magari credi di non avere più bisogno o voglia di approfondire i rapporti con altre persone, scopri che c’è ancora tanto posto per qualcuno che condivide non solo le tue stesse idee e interessi, ma che ti è vicino sempre, senza il bisogno di trovarsi e parlarsi ogni giorno, semplicemente per un’ affinità elettiva che si è rivelata tardi, ma, forse proprio per questo, è ancora più forte e profonda. Capita così che uno di questi cinque amici “dell’età matura” (chissà mai perché tutti provetti enigmisti?) ;), arrivi a far merenda a casa tua, un pomeriggio. Aprire un prosecco, metter su due bruschettine estemporanee e perdersi in chiacchiere, sfornando panini freschi, battendo pesti vari e salse di noci… beh, non ha prezzo. Grazie a Jacopo, Luigi, Mariella, Silvano e Stefania: giovani-vecchi amici a cui voglio un mondo di bene!

Ingredienti per un barattolo

  • 200 gr di Pomodori secchi
  • 1 Bicchiere d’Acqua
  • 1/2 Bicchiere di Olio extra vergine
  • 1 Grossa Presa di Origano
  • 1 Pizzico di Peperoncino

Preparazione

A mano o con il mixer tritare fini i pomodori secchi. Metterli in una pentola bassa e larga assieme a tutti gli ingredienti e lasciar cuocere a fuoco medio fino a quando il tutto sia diventato una crema omogenea, dervire tiepida con crostini, che, se proprio si vuole esagerare, possono essere sfregati con uno spicchio d’aglio. Il pesto si può conservare in frigorifero per alcuni giorni, in un barattolo, coperto con un filo d’olio. Riscaldare lievemente prima di usarlo.

BETEAVON!

Schiaffoni per gli Studenti

No, no, per carità, spero di non venir fraintesa. Gli Schiaffoni sono il tipo di Pasta Garofalo che ho usato per il contest de Il Pomodoro Rosso . Ricetta veloce per studenti, lavoratori, studenti-lavoratori, che tornano a casa la sera con poco tempo (o poca voglia di mettersi a spignattare), la dispensa semivuota e tanta fame… Oppure per ex studenti (di tanto tempo fa), che ora hanno figli liceali o universitari, che, all’improvviso, ti chiamano per: ” Mamma, due ore buche, vengo a pranzo con 1, 2, 3…n amici. Tra mezz’ora!!”… E qui due begli Schiaffoni (non Garofalo), almeno con il pensiero, glieli appiopperesti volentieri!

Sono passati trent’anni, dai miei venti da studente…

…Ma il tempo emigra mi han messo in mezzo
non son capace più di dire un solo no
Ti vedo e a volte ti vorrei dire
ma questa gente intorno a noi che cosa fa?
Fa la mia vita, fa la tua vita
tanto doveva prima o poi finire lì…

Roberto Vecchioni: “Luci a San Siro”

Ingredienti per 4 Studenti

  • 4 hg di Schiaffoni Garofalo 83-1
  • 8/10 Cucchiai di Olio extra vergine
  • 8 Pomodori Pachino tagliati in 4 (senza privarli di Buccia e Semi, altrimenti che studenti siete? 😉 )
  • 4 Spicchi di Aglio tritato
  • 2 Filetti d’Acciuga dissalati
  • Una grossa manciata di Origano secco
  • Sale e Pepe nero macinato fresco

Preparazione

Mettere al fuoco 5 litri d’acqua per la pasta, salarla a bollore e gettare la pasta. Nel frattempo, mettere tutti gli ingredienti in un largo tegame e cuocere a fuoco vivace, ma non troppo, fino a quando le acciughe si saranno sciolte e i pomodori saranno un po’ sfatti. Scolare la pasta al dente e saltarla un minuto nel sugo. A piacere, aggiungere altro origano e pepe.

BETEAVON!

ps. Se dovesse avanzare una porzione, tagliare ogni schiaffone in tre pezzi, mescolarli con un uovo battuto, prezzemolo tritato e mozzarella o parmigiano (se graditi o permessi) e riciclarli in frittata, da servire con un’ insalata verde.


“Girelle” salate al Tricolore

Piccola edizione del tardo sabato sera, un extra in onore al contest di Antonella.

“Gli Italiani: una razza di purissimi bastardi”: così diceva il mio amato Indro Montanelli (conservo gelosamente le dediche affettuose fatte a mio padre). Siamo incrociati con francesi, austriaci, spagnoli, arabi… tutto dappertutto e io ne sono un esempio (e ne sono fiera). Così è anche in cucina: usiamo ingredienti tipicamente “stile polo nord” e pure piatti che sembrano spuntare da un libro di ricette africane o mediorientali… una cucina fusion, la nostra, e, nonostante ciò, unica e, non esagero, la migliore! Inizio con una “stupidata”, che sarebbe una “stupidata” se mi fossi portata il pancarrè che uso di solito da Milano. E invece no, l’avevo lasciato là e, per trovare un pancarrè senza alcool, strutto e conservanti proibiti alla mia cucina, ieri pomeriggio mi sono dovuta fare più di 35 km tra andata e ritorno. Però l’ho trovato :) e quindi pregasi apprezzare almeno lo sforzo fatto e il costo della benzina usata. Questo è solo un piccolo snack, o un aperitivo. Seguiranno altre ricette, perché questo contest mi piace tanto e si presta, con tutti gli ingredienti d’Italia, a colorare la nostra tavola con la bandiera.

Ingredienti per 1 Persona (4 Girelline)

  • 1 Fetta lunga di Pancarrè
  • Qualche Foglia di Basilico fresco
  • 1 “Sottiletta” alla Mozzarella (o al Formaggio Preferito)
  • 1 Pomodorino Pachino affettato con la Mandolina

Preparazione

Sulla fetta di pancarrè, stendere le foglie di basilico intere. Sovrapporre la “sottiletta” e i pomodori affettati. Arrotolare a sigaro e poi tagliare in tre o quattro rotolini. Se piace, si può precedentemente spalmare la fetta di pancarrè con qualche salsa tipo maionese o bernese.

BETEAVON!… e Shavua Tov! (Buona Settimana!)

Pagina 3 di 512345