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Buon appetito kasher a tutti

Tag: Pesce

Hràimi di Baccalà “alla Livornese”

Una versione un po’ più piccantina (moolto più piccantina) del baccalà alla livornese, che, almeno tre volte al mese, compare sul nostro desco, per via delle origini familiari del coniuge (Pisa, con derivazioni livornesi: uno scontro continuo tra parenti, a tavola e fuori, vista la vis polemica toscana). La ricetta originale tripolina della hràimi prevede anche cipolla e carvi macinato, che ho sostituito con paprika forte e coriandolo. Per questo M.T.C. di novembre proposto da Cristina, ho voluto rendere un po’ più forte il classico sugo “alla mosaica”, mettendo d’accordo, almeno stavolta, le due “fazioni”. E giusto per aizzare un po’ gli animi, io che sono genovese, memore della Meloria, prima della hràimi ho servito una bella tegliona di farinata… ma chiamiamola cecìna, ché i toscani so’ fumini!

Ingredienti per 4/6 Persone

  • 8 hg circa di Baccalà già ammollato
  • 6 Spicchi di Aglio
  • 600 gr di Passata di Pomodoro
  • 1/2 Cucchiaino di Peperoncino
  • 2 Cucchiaini di Paprika forte
  • 1/2 Cucchiaino di Cumino in Polvere
  • 1/2 Cucchiaino di Coriandolo in Polvere
  • Succo di 1/2 Limone grande (o 1 piccolo)
  • Sale q.b.
  • 1 Spolverata di Prezzemolo tritato fine (facoltativo)

 

Preparazione

Non avendo il baccalà già ammollato, l’ho lasciato a bagno per 48 ore, cambiando l’acqua sei volte, poi ho tagliato i filetti a quadrotti.

Ho tritato l’aglio e l’ho soffritto nell’olio, con il peperoncino, senza farli troppo dorare. Ho aggiunto le spezie, che avevo già miscelato insieme e la passata di pomodoro e ho lasciato sobbollire per una decina di minuti

Ho infine aggiunto il baccalà, fatto cuocere per altri 10 minuti, girando il pesce a metà cottura. A fine cottura ho aggiustato il sale e ho spremuto il mezzo limone

Si può servire caldo o a temperatura ambiente, servito con (o su) fette di pane, perché il piccantissimo sugo è eccezionale anche da solo! Se si vuole, spolverare con prezzemolo o coriandolo tritato fine

BETEAVON!

Cefalo al Forno con la sua Salsina

Ci sono libri che ho letto una volta, altri che non ho mai finito. Qualcuno l’ho ripreso, magari dopo tanti anni, e riletto con avidità, scoprendo dettagli e particolari che avevo completamente tralasciato alla prima lettura. C’è un libro, invece, che mi segue ovunque, soprattutto quando vado a fare la spesa e, ogni volta, è fonte di certezze: questo. Spiego il caso recente, ma ce ne sono di quotidiani, soprattutto quando si tratta di controllare ingredienti di prodotti che contengono addittivi o coloranti, perché la kashruth non è difficilissima, ma un po’ complicata sì: io amo il pesce e il pesce deve avere squame e pinne (regola breve); li conosco piuttosto bene, specialmente il pesce azzurro, le orate, le occhiate, i pagari, i saraghi, il tonno (giusto per parlare di quelli mediterranei, che il mio papà mi ha insegnato a distinguere da quando ero piccolina). Poi il salmone, il merluzzo, la trota, il salmerino, per citarne alcuni tra i permessi, ma il cefalo non fa parte dei pesci della mia tradizione familiare. Quando ho visto dei bei cefali freschissimi sul banco, a tre euro al kilo… “Quelli…?””Cefali, signora, quanti ne vuole?” “Un attimo, prego, che devo controllare” -e tiro fuori il libro… cefalo, cefalo, pag. 45- “Permesso, Grazie, due belli grandi e, per piacere, mi lavi gentilmente il tagliere prima di pulirmeli”… Non so cosa abbia pensato la gentilissima commessa, forse che ero straniera e avevo bisogno del dizionario, se mi va bene, ma ecco il gustosissimo risultato, morbido e saporito

 

 

Ingredienti per 4 Persone

  • 2 Cefali da circa 600/700 gr l’uno o 4 piccoli puliti e squamati
  • 1 Cipolla di Tropea ad Anelli sottili
  • 2 Spicchi di Aglio scamiciati e divisi a metà
  • 1 Patata media tagliata a Tocchetti
  • 8/10 Pomodori ciliegini tagliati a metà
  • 1 Ciuffo di Prezzemolo
  • 2 Cucchiai d’Olio extravergine
  • Sale e Pepe

 

 

Preparazione

Sbollentare i tocchetti di patata per 5 minuti, poi scolarli. Ungere lievemente una teglia da forno su cui adagiare i cefali salati e pepati all’interno e farciti con gli anelli di cipolla e l’aglio. Mettere in teglia anche i pomodorini, i tocchetti di patata e le foglie ben lavate del prezzemolo (se sono foglie grandi, sminuzzarle con le mani). Salare e pepare leggermente le verdure, irrorare il tutto con i due cucchiai d’olio e cuocere in forno già caldo, a 180° per 20/25 minuti. A fine cottura, spinare il pesce, disporre i filetti sui piatti e frullare le verdure del fondo di cottura più le cipolle. Nappare il cefalo con la salsina ottenuta e guarnire con prezzemolo tritato fine.

BETEAVON!

 

Sarde a Beccafico

Pur nata in una città di mare, non lo amo in modo particolare. Mi piace l’odore, mi piace vederlo da lontano ogni tanto, immaginarlo, soprattutto in inverno, sapere che c’è, ma non mi manca. Quello che mi piace tanto, invece, è il pesce, in particolare quello povero, quello azzurro, quello che ha veramente il sapore del mare. Queste sarde, freschissime, hanno portato un’onda salata anche in mezzo alle risaie.

 

 

Ingredienti

  • 12 Sarde fresche e polpose
  • Olio extravergine d’oliva
  • 8 Cucchiai di Pangrattato
  • 50 gr di Uva sultanina
  • 60 gr di Pinoli
  • 1 Cucchiaino di Zucchero
  • 12 Foglie di Alloro
  • Un Ciuffo di Prezzemolo
  • Succo di ¼ d’Arancia o Limone
  • 1 Spicchio d’Aglio
  • Sale e Pepe nero macinato fresco

 

Preparazione

Pulire le sarde, levare le lische e le teste. Sciacquarle, asciugarle e aprirle a libro.
mettere in una padella il pangrattato, farlo dorare (facendo attenzione a non bruciarlo). Quando sarà ben colorito, levare la padella dal fuoco,  unirvi un filo d’olio e amalgamare bene.
In una scodella unire il pangrattato con l’uvetta e pinoli, lo zucchero, il sale e pepe, uno spicchio d’aglio e il prezzemolo (questi ultimi tritati finemente). Amalgamare bene, quindi adagiare su ogni sarda un po’ di ripieno. Ricomporre le sarde farcite e legarle con il filo da cucire, in modo da ottenere degli involtini che non perdano il ripieno. Disporle allineate in una teglia unta, alternandole a foglie di alloro. A questo punto innaffiare con un filo d’olio e poco succo di arancia (o limone). Spolverare con pangrattato e mettere in forno caldo, a 160°, per circa 15/20 minuti.

BETEAVON!

 

Un GRAZIE di cuore a Miranda, per il premio che mi ha donato:

Tonno Tonnato

Il Vitel Tonnè è un tipico antipasto/secondo freddo piemontese, che andrebbe benissimo in queste calde giornate, se non fosse che il Talmùd proibisce di mangiare insieme carne e pesce, nella stessa preparazione. Nessun problema: eliminiamo la carne della “base” e usiamo il pesce fresco, più leggero, più estivo e, soprattutto, più kasher. La salsina tonnata, se usata da sola, è ottima spalmata su crackers e pane, per aperitivi o merende.

 

 

Ingredienti (per 8 Persone come Antipasto o 4 come Secondo)

  • 8 Tranci di Tonno fresco tagliati sottili (circa 75/80 gr ciascuno)
  • 4 dl di Acqua per il Brodo di Verdura
  • 1 dl di Vino bianco secco
  • 4 Acciughe sotto Sale (dissalate)
  • 100 gr di Tonno sott’olio scolato
  • 1 Carota piccola
  • 2 Cipolle piccole
  • 1 Gambo di Sedano
  • 2 Chiodi di Garofano
  • 2 Foglie d’Alloro
  • Qualche Grano di Pepe nero
  • 20 Capperi sotto Sale (dissalati)
  • 1 Cucchiaio di Aceto balsamico (per me Carmel Mazzetti L’Originale)
  • 4 Cucchiai di Olio extra vergine
  • 2 Uova sode
  • 1 Pizzico di Sale grosso

 

Preparazione

In un tegame basso e largo, preparare un brodo di verdure aromatizzato, mettendo a bollire l’acqua con il vino, la carota, le cipolle, il sedano, l’alloro, i chiodi di garofano e i grani di pepe. Salare e lasciare bollire per circa 15 minuti. Lasciare intiepidire 5 minuti e aggiungere i tranci di tonno, a fuoco spento, in modo che si insaporiscano e cuociano nel brodo che si sta raffreddando. Nel frattempo, preparare la salsa tonnata mettendo nel mixer il tonno sbriciolato, le uova sode, i capperi, le acciughe, l’olio, l’aceto balsamico e un po’ di brodo di cottura quanto basta, in modo da ottenere una salsa morbida e cremosa. Scolare il pesce dal brodo, quando è freddo e disporlo su un piatto di portata, in un unico strato. Spalmare la salsa sui tranci e guarnire con qualche cappero. Chiudere con la pellicola e lasciare in frigorifero per almeno un’ora. Servire fresco.

BETEAVON!

 

Kaki-Age delle Finestre di Fronte

C’è una strada, a Milano, con due scuole l’una di fronte all’altra. Un’ala dell’una si affaccia sull’entrata dell’altra e le due scuole si guardano. Davanti alla prima, staziona fissa una camionetta dell’esercito, perché, purtroppo, va così; davanti alla seconda, colpiscono, da un po’ di mesi, due grossi striscioni scritti in “tricolore”, perché, purtroppo, è andata così. Dicono “Grazie della vostra Solidarietà! FORZA GIAPPONE!”.  Il mio kaki-age per l’M.T.Challenge di giugno, liberamente ispirato a quello originale di Acquaviva, è una specie di “mediazione culturale”, che prevede “frittelline” di patate e cipollotti (un’elaborazione dei latkes) e semplici filetti di merluzzo, perché seppie, gamberi e cappesante non sono adatti agli alunni che guardano da una finestra, ma, sono certa, tutti gli alunni, al di qua e al di là della via, direbbero “Buone, ancora!”, in almeno tre lingue: giapponese, ebraico e quella comune, quella “tricolore”.

Ps. La salsa di accompagnamento, fatta con un sake kasher con tanto di certificazione, è meglio lasciarla a genitori e insegnanti delle finestre di fronte 😉

 

 

Ingredienti per 4 Persone

Per il Dip di accompagnamento

  • 100 ml di Ozeki Sake dry (k)
  • 1 Cucchiaino di Zucchero
  • 1 Macinata di Pepe nero o bianco a piacere
  • 5 gr di Gelatina parve (ho usato l’Aqua Gel)

Per la Pastella (come da indicazioni)

  • 125 gr. di Farina di Riso + qualche Cucchiaio che servirà per infarinare Verdure e Pesce
  • 200 ml. di acqua ghiacciatissima ( l’ho usata gassata)
  • 1 tuorlo d’uovo

Per il Sale d’Accompagnamento

  • Ogni anno, in estate, preparo un trito di aromatiche (Salvia, Rosmarino, Origano, Maggiorana), che lascio essiccare per alcuni giorni, mescolo con sale grosso pestato nel mortaio e chiudo poi in barattoli piccoli, così l’ho sempre pronto.

Ingredienti da pastellare

  • 2 Patate
  • 1 Cipollotto fresco
  • 400 gr di Filetti di Merluzzo (ma anche Nasello, Tonno, Salmone)
  • Olio di Arachidi abbondante per friggere

 

Preparazione

Per prima cosa, ho preparato la pastella, battendo il tuorlo con l’acqua ghiacciata e poi aggiungendo tutto in una volta la farina di riso. Ho mescolato bene e amalgamato, coperto con pellicola e messo in frigo, la ciotola inserita in un’altra ciotola più grande, contenente cubetti di ghiaccio. Nel frattempo, ho affettato le patate sbucciate e i cipollotti con la mandolina (fette sottili, ma non troppo) e poi  ho tagliato a coltello a pezzetti, mescolato assieme in una ciotola, coperto e riposto in frigo, così come per i filetti di pesce, tagliati prima a strisce e poi a dadini e messi in un’altra ciotola. Ho preparato la “salsa d’accompagnamento”, facendo bollire il sake dry con un cucchiaino di zucchero e una macinata di pepe, aggiungendo la gelatina. Ho lasciato sobbollire, rimescolando, per qualche minuto e ho poi levato dal fuoco, lasciando intiepidire e addensare a temperatura ambiente. In una larga padella, ho scaldato mezzo litro di olio d’arachidi, intanto ho infarinato pesce e verdure con poca farina (sempre di riso) e diviso la pastella in due ciotole (in una ho messo le verdure e nell’altra il pesce). Ho fritto prima le verdure a cucchiaiate e poi il pesce, scolato a mano a mano le frittelle su carta assorbente e poi ho servito con la ciotola della salsa e il ciotolino del sale alle erbe.

BETEAVON!

 



 

 

Con questa ricetta partecipo all’MTC di giugno


 

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