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Buon appetito kasher a tutti

Tag: Pasti di Latte

Entrata di Venere in Pelliccia (ecologica)

Ovvero, il “risi e bisi” my way,  in una famiglia dove quasi nessuno ama il risotto con i piselli, quando l’MTC chiama. Il classico di Annamaria si deve per forza convertire, camuffare, destrutturare, altrimenti resterà nei piatti (non nel mio, ma mica posso ingurgitare quattro porzioni!). E allora proviamo a cambiare le carte in tavola, anzi, il riso: un aromatico Venere che più a “chilometro zero” non si può, visto che ci “nuoto” in mezzo, farina di Carnaroli (sempre a “chilometro zero”) macinata in casa, per un croccante mini tempura, a far da contorno, anzi, “pelliccia”, al ciotolino del riso, su cui verranno posati i piselli freschi e teneri, a mo’ di smeraldi. C’è tutto: la pelliccia, i gioielli… Venere può fare una entrée di lusso anche sulla nostra tavola!

Ps. Naturalmente, per motivi di non mescolanza, non ho potuto inserire carne nella ricetta. Ho preferito scegliere burro e Parmigiano.

 

 

 

Ingredienti per 4 Persone

  • 100 gr di Riso Venere
  • 100 gr di Piselli freschi sgusciati
  • I Baccelli dei Piselli spuntati e lavati
  • 1/4 di Cipolla bianca tritata (o 1/2 se è piccola)
  • 1 Litro d’Acqua
  • Sale e Pepe macinato fresco
  • 60 gr di Burro (30 per stufare i piselli e 30 per condire il riso)
  • Riccioli di Parmigiano ottenuti con la Mandolina (per condire il riso e guarnire)

Per il Tempura

  • 2 Cucchiai di Farina di Riso
  • Acqua Minerale gassata ghiacciata
  • Cubetti di Ghiaccio
  • Sale

 

Preparazione

Preparare il brodo  con l’acqua e i baccelli puliti (tenerne 5, i più teneri, da parte per la tempura) e salare. Quando i baccelli saranno teneri, filtrare il brodo e passare le bucce al passaverdura.

Rosolare la cipolla in 30 gr di burro e cuocere i piselli, con due cucchiai di brodo verde, fino a renderli teneri, ma non sfatti.

 

 

Riportare il brodo a bollore e cuocervi il riso Venere (ci vorranno 40/45 minuti, se è un buon Venere).

 

Mentre il riso cuoce, immergere una ciotola nei cubetti di ghiaccio e prepararvi una pastella con due cucchiai di farina di riso, acqua gassata ghiacciata, quanto basta a rendere la pastella piuttosto fluida e sale. Affettare a julienne molto fine i baccelli tenuti da parte e ad anelli sottili mezza cipolla bianca e infarinare il tutto lievemente. In una padella, versare abbondante olio di arachide e, quando è ben caldo, dorare baccelli e cipolle precedentemente immersi nella pastella. Scolare su carta assorbente e tenere in caldo.

Scolare il riso e condirlo con il resto del burro e il parmigiano.

Servire il Venere in ciotoline o bicchierini, guarnendolo con i piselli e qualche lamella di parmigiano e contornarlo con il tempura

 

BETEAVON!

 

 

 

 

 

Gnocchi “alla Romana” con Farina di Matzà e Blue Cheese per Pesach

Benvenuti nell'”Isola di Pasqua” (ebraica), cioè in quella parte di una delle mie cucine dove è vietato l’ingresso al Chamez, il lievito e a tutto ciò che può, anche incidentalmente, lievitare o esserne venuto in contatto. Quando ho portato dentro la farina speciale, i figli hanno capito che era venuto il momento delle “Matzà Tov”*, come le chiamano loro, ossia degli gnocchi di Pesach, o matzo balls che dir si voglia.

La mia ricetta classica per gli gnocchi di matzà prevede di sbattere tre uova con una presa di sale e una grattata abbondante di noce moscata (o zenzero), versare sette cucchiai colmi di farina di azzima, a poco a poco e sempre mescolando per non formare grumi e poi aggiungere tre cucchiai di olio extra vergine. Far riposare per almeno un paio d’ore, bagnarsi le mani e formare delle pallottole da far sobbollire in brodo di verdura o di pollo per circa venti minuti. Servire con il brodo, oppure scolarli e condirli con una salsa a piacere.

Sono stati tutti piacevolmente sorpresi quando ho servito la versione creata per l’MTC di aprile, basata sulla ricetta proposta da Stefania-ArabaFelice in Cucina (cambiata la farina, però). Tutto rigorosamente Kasher le Pesach, ma tutto molto, molto più gustoso rispetto alla ricetta originale degli Ashkenaziti, che, si sa, anche se io apprezzo tutto, sono più famosi per la letteratura classica, che non per la bontà della loro cucina!

*Gioco di parole tra Matzà e Mazal Tov

Ingredienti per gli Gnocchi (per 4)

  • 600 gr di Latte
  • 150 gr di Farina di Matzà
  • 50 gr di Parmigiano
  • 30 gr di Burro
  • 2 Tuorli
  • 8 Foglie di Basilico fresco tritate (sono genovese, il Basilico ce l’ho nel D.N.A.)
  • Sale (giusto un pizzico)
  • Noce moscata

Ingredienti per la Salsa di Nappatura

  • 200 gr di Blue Cheese (o Roquefort o Gorgonzola, se permesso)
  • 10 Cucchiai di Latte
  • 20 gr di Burro

Preparazione degli Gnocchi (secondo i dettami di ArabaFelice)

Mettere in una pentola capiente il latte, il sale e la grattata di noce moscata. Portare ad ebollizione e versarvi quindi il semolino la farina di matzà a pioggia mescolando in continuazione. Abbassare un po’ il fuoco, e mescolare con forza finche’ si otterra’ un composto solido e compatto, che si stacchi dalla pentola.
Spegnere il fuoco e far intiepidire, quindi aggiungere i 2 tuorli, il parmigiano,  il burro e il basilico tritato. Mescolare con forza e versare il composto in una teglia coperta con carta forno bagnata e strizzata. Livellare con le mani bagnate fino ad appiattirlo ad uno spessore di un cm.
Tagliare con un bicchiere da vino gli gnocchi e adagiarli in una teglia imburrata, leggermente sovrapposti (possibile conservarli in frigorifero, coperti, per due giorni).

Preparazione della Salsa

Fondere al microonde o a bagnomaria, per qualche minuto a bassa temperatura, il formaggio, il latte e il burro. Mescolare bene per amalgamare la salsa.

Finitura

Nappare gli gnocchi con la salsa e qualche fiocchetto di burro e mettere a gratinare in forno caldo per pochi minuti.

 

All’uscita dal forno:

BETEAVON!

Con questa ricetta un po’ complicata (chiedere pure spiegazioni, se non sono chiari i perché e i percome delle mie scelte di ingredienti), partecipo all’MT Challenge di aprile

 

 

 

 

 

 

 

 

Crumble di Pere

“Ineluttabile modalità del visibile”… Ulysse di Joyce? No, prova specchio, prova gonne e pantaloni. Non posso più cercare di nascondere quei due (facciamo anche tre) chili accumulati nella brutta stagione e nei brutti punti (sempre quelli). Da domani, verdure, frutta, tè, litri d’acqua. Colazione, pranzo e cena. Via dolci, snack, assaggini di cibi e vini fuori pasto. E allora un’altra (purtroppo l’ultima, per un bel po’) delle golose e veloci ricette di Laurel , preparata giovedì scorso tra le belle foto di Olivia, La Cuoca Errante e replicata per il pranzo in famiglia. Deliziosa, ma mancava il “quid”: una pallina di gelato alla vaniglia, che si squaglia lentamente amalgamandosi con il tiepido e fragrante crumble e della quale rimarrà solo il rimpianto: sono ufficialmente a dieta, che diamine!

Ingredienti per circa 10/12 Porzioni

FRUTTA

  • 6 Pere grosse, mature, ma sode (Kaiser o Williams)
  • 50 gr di Zucchero
  • Succo di 1/2 Limone piccolo
  • 1 Cucchiaino colmo di Scorza  di Limone grattugiata
  • 1 Grattugiata di Noce moscata (io ho abbondato, perché mi piace)
  • 1 Pizzico di Sale

CRUMBLE

  • 120 gr di Zucchero
  • 100 gr di Farina
  • 100 gr di Burro a pezzetti, freddo di Frigorifero
  • 70 gr di Fiocchi di Avena
  • 50 gr di Mandorle pelate
  • 1 Pizzico di Sale

Preparazione

Accendere il forno a 190° (ricetta originale. Il mio sui 200°). Sbucciare le pere, dividerle a quarti, levare il torsolo, tagliare ogni quarto in tre/quattro fette per il lungo (dipende dalla grossezza, comunque fette di circa mezzo cm l’una) e poi ogni fetta a metà. In un ciotolone, mescolare le pere con tutti gli ingredienti del punto frutta e lasciare macerare. In un mixer, mettere tutti gli ingredienti per il crumble e mandare a velocità massima per alcuni secondi (non troppi, per non scaldare il burro), fino ad ottenere un composto di briciolone. Imburrare una pirofila da forno a bordi alti, versarvi il composto di frutta e poi distribuire sopra il crumble, fino a ricoprire completamente la frutta. Infornare e cuocere per circa 30/35 minuti a 190° e finire con il grill per colorire e rendere più croccanti le briciole. Servire caldo-tiepido.

BETEAVON!

 

 

 

 

 

Sformato di Riso dolce con Salsa FiordiFrutta Rigoni di Asiago ai Lamponi

Sono un'”abbonata” alle FiordiFrutta Rigoni di Asiago, che, oltre alla bontà della frutta biologica e alla varietà di gusti, recano un simbolino fondamentale, per le mie ricette, sull’etichetta. E’ una piccola stella con una K in mezzo, poco appariscente, che mi da la certezza di poterle usare senza problemi per i miei dolci, in quanto certificate, assieme ai vari tipi di miele, parve e kasher. E’ comodo anche trovarle in tutti i supermercati, senza doverle cercare nei negozi specifici (cosa poco comune, qui in Italia), perciò accetto volentieri l’invito e, con questo dolce, partecipo al goloso contest di Mariacristina, con il premio offerto da Rigoni di Asiago

Ingredienti per 4 Persone

  • 75 gr di Riso originario
  • 1/4 di Litro di Latte
  • Semini di mezza Stecca di Vaniglia
  • 1 Pezzo di Scorza di Limone non trattato
  • 60 gr di Zucchero
  • 2 Uova
  • 1 Pizzico di Sale
  • 3 Cucchiai di FiordiFrutta ai Lamponi
  • 1/2 Tazzina da Caffè di Acqua

Preparazione

Lavare bene il riso, metterlo al fuoco con il latte freddo, la presa di sale, la vaniglia e la scorza di limone e portarlo a ebollizione. Terminare la cottura a fuoco lento, mescolando di tanto in tanto, finché il latte non si sia assorbito. Levare dal fuoco. Montare i tuorli con metà dello zucchero, aggiungerli al riso e incorporarli bene, lasciando poi raffreddare. Nel frattempo, montare a neve ferma gli albumi con il restante zucchero e incorporarli al riso. Ungere bene uno stampo, riempirlo con il composto e infornare per circa trenta minuti a 180°. Quando è pronto, lasciar raffreddare e sformare. Al momento di servire, preparare una salsa, scaldando la FiordiFrutta ai lamponi diluita con l’acqua, con una parte della quale guarnire lo sformato e servendone altra a parte in una ciotola.

BETEAVON!

 

“Girelle” salate al Tricolore

Piccola edizione del tardo sabato sera, un extra in onore al contest di Antonella.

“Gli Italiani: una razza di purissimi bastardi”: così diceva il mio amato Indro Montanelli (conservo gelosamente le dediche affettuose fatte a mio padre). Siamo incrociati con francesi, austriaci, spagnoli, arabi… tutto dappertutto e io ne sono un esempio (e ne sono fiera). Così è anche in cucina: usiamo ingredienti tipicamente “stile polo nord” e pure piatti che sembrano spuntare da un libro di ricette africane o mediorientali… una cucina fusion, la nostra, e, nonostante ciò, unica e, non esagero, la migliore! Inizio con una “stupidata”, che sarebbe una “stupidata” se mi fossi portata il pancarrè che uso di solito da Milano. E invece no, l’avevo lasciato là e, per trovare un pancarrè senza alcool, strutto e conservanti proibiti alla mia cucina, ieri pomeriggio mi sono dovuta fare più di 35 km tra andata e ritorno. Però l’ho trovato :) e quindi pregasi apprezzare almeno lo sforzo fatto e il costo della benzina usata. Questo è solo un piccolo snack, o un aperitivo. Seguiranno altre ricette, perché questo contest mi piace tanto e si presta, con tutti gli ingredienti d’Italia, a colorare la nostra tavola con la bandiera.

Ingredienti per 1 Persona (4 Girelline)

  • 1 Fetta lunga di Pancarrè
  • Qualche Foglia di Basilico fresco
  • 1 “Sottiletta” alla Mozzarella (o al Formaggio Preferito)
  • 1 Pomodorino Pachino affettato con la Mandolina

Preparazione

Sulla fetta di pancarrè, stendere le foglie di basilico intere. Sovrapporre la “sottiletta” e i pomodori affettati. Arrotolare a sigaro e poi tagliare in tre o quattro rotolini. Se piace, si può precedentemente spalmare la fetta di pancarrè con qualche salsa tipo maionese o bernese.

BETEAVON!… e Shavua Tov! (Buona Settimana!)

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