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Buon appetito kasher a tutti

Tag: Pasti di Latte

BBBB: Benedict, Bagels, Breakfast… in Brooklyn

… Che poi non è vera, la terza B: è stata un Brunch, che sempre B è, ma io proprio non riesco a mandar giù niente che non sia caffè nero senza zucchero, al massimo un tè, sempre amaro, prima dell’1:00 p.m. Così è per tutta la famiglia. Latte, caffè, due biscotti o una fettina di torta, se proprio si “deve” far colazione ed esagerare. Ma cosa non si fa per Roberta, che non è una donna, ma una giramondo: sempre in viaggio con una valigia pronta, un condominio in Italia, uno in Francia e pure uno in Olanda, una miniera di idee e simpatia (lo so perché “c’ero anch’io”, una sera) e se American Breakfast deve essere, complice l’M.T.C., la family si adegua: in una pigra domenica d’ottobre, questo si ritrova al risveglio, perché It’s raining again , la sera sarà una long Way Home in coda verso Milano e, non so se si è capito, adoro i Supertramp

 

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I BAGEL

Il bagel è un tipico “panino” ebraico. Il bagel è yiddish, polacco, in particolare ed esiste da secoli. Rotondo, simboleggia la continuità della vita e sembra venisse donato alle partorienti. Arrivò a NY agli inizi del ‘900, con gli immigrati dall’Est europeo e da lì…

Per l’impasto di 4 Bagel grandi o sei medi: 230 g di farina, 7 g di lievito di birra fresco, circa 100/125 ml di acqua calda (dipende dalla farina), 1 cucchiaino di miele d’acacia, sale q.b.

Per la bollitura: 2 l di acqua, 1 cucchiaino di miele d’acacia, 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio.

Impastare farina, lievito, acqua calda e miele a mano o con l’impastatrice per circa 5 minuti. Unire il sale e continuare a impastare fino a ottenere una pasta elastica. Lasciar lievitare coperto per un’ora e mezza circa. Trasferire su un piano infarinato e ricavare 4 o 6 pezzi dall’impasto, a seconda della dimensione desiderata. Fare una palla, bucarla con un dito e farla girare sul piano, tenendo il dito in mezzo, fino ad avere una ciambella. Far lievitare i bagel, coperti, ancora un quarto d’ora circa, intanto scaldare il forno a 180/190° e portare l’acqua a ebollizione con il miele e il bicarbonato. Tuffare i bagel a due per volta, girandoli dopo un minuto, scolarli con la schiumarola e trasferirli su una placca coperta di carta da forno. Spennellare i bagel con un uovo sbattuto con un cucchiaio d’acqua, cospargerli con semi di papavero o sesamo e infornare finché sono dorati (circa 25 minuti. Ho iniziato con forno statico per 15 minuti e finito con il ventilato)

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L’UOVO ALLA BENEDICT

Per ogni porzione: 2 uova, due fette di salmone affumicato, un bagel medio diviso a metà, un cucchiaio di aceto di vino bianco per l’acqua (va bene anche l’Aromel di barbabietola, per questa volta!), due cucchiai di cream cheese per nappare le uova e un rametto di aneto fresco tritato.

 

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Cottura delle uova: riempire una pentola con una decina di cm di acqua, aggiungere l’aceto e scaldare fino a quasi ebollizione. Rompere ogni uovo in un piattino, controllarlo, lasciandolo intatto. Creare un vortice nell’acqua e far scivolare l’uovo. Cuocere per circa tre/quattro minuti (l’albume si deve rassodare, ma il tuorlo deve restare molto morbido). Scolare bene l’uovo con una schiumarola. Consiglio di cuocere due uova per volta, non di più

 

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Per comporre l’uovo alla benedict, dividere ogni bagel a metà e scaldarlo in una padella antiaderente. Deporre su ogni meta’ una fetta di lox (ad averlo!! Io ho usato salmone scozzese Sal Sea Food, certificato dal Rabbinato di Leeds: si trova all’Esselunga), coprire con un uovo in camicia e nappare con una salsa di cream cheese appena scaldata, aromatizzata all’aneto fresco tritato fine.

 

APPLE TEA

Per ogni bicchierone, un terzo di succo di mela, due terzi di acqua, un pezzetto di cannella, mezzo cucchiaino di miele, una bustina di tè nero, forte, ma non aromatizzato o affumicato.

Far bollire (piccolo bollore) succo, acqua, cannella e miele, mescolando di tanto in tanto. Spegnere il fuoco, lasciare in infusione la bustina di tè da tre a cinque minuti e, se piace, aggiungere anche un pezzettino di mela verde (non l’ho messa). Servire caldo o freddo a piacere

FOURTH OF JULY YOGURT

Per ogni porzione: un vasetto di yogurt cremoso (dolcificato a piacere o al naturale), una manciatina di mirtilli freschi e una di frutti rossi (ho usato ribes, ma vanno bene pure fragole a pezzetti o lamponi) e due gocce di essenza di vaniglia.

Mescolare lo yogurt con la vaniglia. Inserirlo in una tasca da pasticcere per distribuirlo meglio nel bicchiere. Iniziare con un po’ di yogurt sul fondo, aggiungere qualche mirtillo. Un altro strato di yogurt e qualche ribes. Alternare gli strati e finire con un abbondante mix di frutti. Volendo, si può decorare con ciuffetti di panna montata

ALTERNATIVA:

Sostituire lo yogurt con una fetta di pancarrè* (tostata, se si vuole) spalmata di cream cheese. Decorare con mirtilli, marmellata rossa (la mia era Melagrana) e fettine di banana, in modo da ricreare una pseudo Stars and Stripes

*Pancarrè integrale del panificio Dolcevita in via Soderini

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Beteavon!

 

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Lemon Curd

E’ bello affondare il cucchiaino nella marmellata, ma, nel bel mezzo di agosto, è ancora più gustoso “pucciarlo” in un barattolone di lemon curd ben freddo, fatto in casa, con i limoni di sorrento I.G.P. Colazioni, merende, voglie improvvise di qualcosa di dolce, ma non troppo stucchevole, sono soddisfatte: basta anche una cialdina di pasta frolla di riso, o un qualsiasi biscottino. Se poi volete, crostata e crostatine cotte in bianco, farcite con lemon curd e frutti: una delizia!

 

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Ingredienti per un Barattolo come in Foto

  • 3 Limoni di Sorrento, o comunque Limoni Bio (sia il Succo, che la Scorza tritata finissima)

  • 90 gr di Burro (o Margarina per la versione parve)

  • 200 gr di Zucchero

  • 2 Uova intere  e 2 Tuorli

Preparazione

Togliere la parte gialla della buccia ai limoni usando un pelapatate e spremere il succo. Tritare molto finemente la scorza. Battere bene lo zucchero con le uova e i tuorli. Mettere sul fuoco dolcissimo, a bagno maria, un pentolino con il burro o margarina e fare sciogliere, mescolando. Una volta sciolto, unire il composto di uova e zucchero, il succo di limone e la scorza grattugiata. Continuare a mescolare fino a bollore e all’addensarsi della crema. Lasciare rapprendere per circa 3 minuti, togliere dal fuoco e versare la crema dentro al contenitore di vetro precedentemente sterilizzato. Far raffreddare completamente e poi conservare in frigo (durerebbe almeno due settimane, ma finisce prima!!)

 Beteavon!

 

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Insalata di Fichi, Rucola e Caprino con Salsa agrodolce di Melagrana

La presenza del caprino rende quest’insalata un piatto unico, adatto alle calde giornate estive. La ricca salsa agrodolce, con la melassa di melagrana, esalta il contrasto tra fichi e rucola. Tutto questo, al solito, per  il Challenge di Menù Turistico e il tema del mese di Leo

 

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Ingredienti per 4 Porzioni abbondanti

  • 1 Scalogno tritato finemente (meglio se passato nel frullatore)

  • 1/2 Cucchiaino di Senape di Digione

  • 2 Cucchiaini di Melassa di Melagrana più alcune gocce per guarnire

  • 4 Cucchiai di Olio extravergine più uno per guarnire

  • 100 gr di Rucola pulita e controllata

  • 20 foglioline di Basilico fresco ben pulite

  • 4 Fichi maturi e sodi (per il contrasto di colori sarebbero meglio neri)

  • 125 gr di Caprino cremoso (Raddoppiare la dose se piatto unico)

  • Sale e Pepe macinato fresco q.b.

 

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Preparazione

 In un’insalatiera, mettere lo scalogno frullato, la senape e la melassa. Aggiungere sale e pepe e mescolare vigorosamente con la frusta, aggiungendo l’olio lentamente, fino a ottenere una salsa densa e omogenea. Aggiungere la rucola e il basilico, tenendo da parte qualche foglia di entrambi per guarnire il piatto e mescolare delicatamente. Lasciare insaporire una decina di minuti, poi disporre l’insalata condita su un piatto da portata. Tagliare ogni fico in otto spicchi e disporli sull’insalata. “Punteggiare” il tutto con il caprino, spargere sopra le foglie tenute da parte e finire con qualche goccia di melassa e il cucchiaio d’olio evo tenuto da parte. Servire con fettine di baguette leggermente tostate

Beteavon!

 

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T-Aieddhra PatateRiso e… Offerte al Super

Se c’è la T-shirt, la T-bone e pure il T-rex, da oggi, in esclusiva per l’ (M.)T-Challenge di maggio proposto da Cristian, ci sta pure la mia T-ella in 3-D(iscount)

Non è facilissimo trovare ingredienti certificati o permessi, nei normali supermercati, ancora meno trovarli in offerta, ma ogni tanto qualcosa esce fuori e allora se ne approfitta. Due settimane fa, alla Lidl, c’erano queste offerte: Mutti 700 gr a 0,69, Nutella* 1Kg a 3,99, 2 litri di S.Benedetto a 0,22 a bottiglia, Pasta De Cecco 1 Kg a 0,99, Patatine Amica Chips classiche a 0,89 per il pacco da 300 gr. Considerando anche le bottiglie di Coca, i cioccolatini Schoghetten*, frutta e verdura, sono tornata a casa che sembravo pronta a sepellirmi per mesi nel bunker antiatomico prima della guerra nucleare. Al Penny ho poi trovato le gallette e i mini cracker di riso e mais della Fiorentini (quelli sono, oltre che buoni e certificati, pure senza glutine, per cui scorta per mia figlia) e il salmone Fjord (100 o 200 gr, purtroppo la baffa da 1/2 Kg non aveva il logo) con il simbolo 1K. Al Pam c’era l’offerta del Riso Valle Carnaroli a 69 cent e del Philadelphia* a 99 e all’Esselunga l’olio Monini classico a 2,98 la bottiglia. In conclusione, c’è uscito un coccio improvvisato, divorato con gusto e buonissimo (vabbeh, questo ultimo dato di fatto era… SCONTATO!). E ora attendo i sottocosto della pasta senza glutine Molino di Ferro, certificata IKU, che è buonissima, ma costa un sacco e io, genovese con celiaca a carico, sono parsimoniosa!

Per chi fosse interessato ad alcune marche certificate facilmente reperibili nei supermercati, guardare questa lista molto esaustiva e aggiornata!

P.s: Se vi chiedete il perché della forma a corona ve lo spiego: volevo farne un bagel di patate e riso, poi ho rinunciato, visto che ho fatto tutto di fretta, per una cena improvvisata, per altro riuscitissima. “E vuoi che muoro?”. Pure io? Che c’è già un sacco di gente che l’ha fatto questo mese 😉

N.B. I prodotti * sono D NON Chalav Israel

 


Ingredienti per un coccio pugliese di 18 cm di diametro

2 Cucchiai di Olio EVO Monini Classico per ungere la teglia più 1 per irrorare alla fine

1 Patata piccola (circa 150 gr)

2 Pomodorini Pachino tagliati in quattro

2 Pugni di Riso Carnaroli Valle  o Scotti

100 gr di Salmone Norvegese Fjord

Brodo vegetale leggero (salato poco) quanto basta a coprire

100 gr di Philadelphia

Pepe bianco q.b (facoltativo)

 


Preparazione

Scaldare il forno a 160°. Ungere tutto il coccio con un pennello. Affettare sottile, con la mandolina, mezza patata e disporre le fette sul fondo. Lavare il riso, scolarlo bene e diporlo nella teglia. Tagliare i pomodori in quattro e porli sopra il riso. Coprire con i 100 gr di salmone a fette e il Philadelphia passato nello schiacciapatate.

 

 

Ricoprire il tutto con la mezza patata rimasta, sempre affettata fine, aggiungere un giro di pepe bianco, se gradito. Ungere il top con l’olio rimasto e poi versare delicatamente il brodo vegetale, fino a livello dell’ultimo stato di patate (ma non coprire). Infornare fino a ottenere una bella crosticina croccante (circa 45 minuti).

Noi, non pugliesi e senza cozze/cozzen free, come si può notare dalla foto,abbiamo gradito molto. BETEAVON!

 

 

E, ovviamente, come TRADIZIONE da due anni a questa parte, partecipo, come posso, ma orgogliosamente, all’ M.T.C!!

 


 



Rifatte senza Glutine: Torta Amaretto

Grazie a Gaia, del blog La Gaia Celiaca, per questa torta davvero buonissima, proposta del mese del gruppo Rifatte senza Glutine. E’ piaciuta molto a tutti, sia in versione parve, che con il burro. E’ morbida morbida dentro, con una crosticina croccante fuori e nessuno si è accorto della mancanza di farine glutinose.

E’ molto importante che tutti i prodotti a rischio (*) usati per i celiaci e gli intolleranti siano controllatissimi. E’ necessario che riportino il simbolo della spiga barrata sulla confezione, o essere presenti nel prontuario dell’AIC.

Per quanto mi riguarda, in caso di “lieviti” (a parte il lievito fresco di birra) e di fecola, uso sempre prodotti certificati Kasher le Pesach. Ovvio che necessitino di quantità maggiori rispetto alle dosi normali e di una maggiore lavorazione, ma mi danno l’estrema sicurezza di non contenere contaminazioni da cereali alcuni.

 

 

Ingredienti

  • 2 Cucchiai di Fecola di Patate * (io ho usato quella KlP)

  • 1 Cucchiaio di Farina finissima di Mais *

  • 1 Cucchiaio di Farina di riso finissima + quella per infarinare la Tortiera*

  • 200 gr di Mandorle sbucciate (io avevo quelle pelate)

  • 200 gr di Zucchero semolato + 4 Cucchiai per battere i Tuorli

  • 110 gr di Burro (o Margarina, per la versione parve) + quello (a) per imburrare la Tortiera

  • 4 Uova

  • 1/2 Bustina di Lievito per Dolci * (io ho usato un Cucchiaio raso di Baking Powder Gefen KlP)

 

Preparazione

Per la base: rompere le uova e separare gli albumi dai tuorli. Tenere da parte gli albumi da montare per la farcitura. Sbattere i tuorli con 4 cucchiai di zucchero, molto a lungo, fino a ottenere una crema chiara e spumosa. Aggiungere 110 g di burro fuso intiepidito, o di margarina, per la versione parve, poi la fecola di patate, la farina di riso, la farina di mais finissima e il lievito, continuando a sbattere per almeno 15 minuti
Ungere e infarinare, con la farina di riso rimasta, una tortiera da 26/28 cm di diametro e versarvi l’impasto. Lo strato sarà sottile, ma deve essere così.

Per la copertura: tritare finemente le mandorle nel mixer e mescolarle a 200 g di zucchero.
Montare le chiare a neve fermissima e incorporarne un cucchiaio alla volta al miscuglio di mandorle e zucchero.
Versare il composto sopra l’impasto, e far cuocere nel forno precedentemente scaldato a 180° per 40 minuti circa.
Lasciar raffreddare e servire. Preparare anche il giorno precedente, perché il giorno dopo è anche meglio.

BETEAVON!

 

 

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