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Buon appetito kasher a tutti

Tag: Parve

Teglia di Patate e Pomodori alle Erbe (con Matzà)

Una proposta veloce, per tutti, per un antipasto o un contorno adatto a Pesach. Il profumo delle erbe aromatiche, in cottura, si spande per tutta la cucina ed è un vero piacere.

 

 

Ingredienti per una Teglia circa 30 x 20 cm  (4 Strati di Patate e 4 di Pomodori)

  • 750 gr di Patate

  • 750 gr di Pomodori maturi ma sodi

  • Una grossa Manciata di Basilico fresco sminuzzato con le mani

  • Un rametto abbondante di Rosmarino tritato

  • Un Cucchiaio di Origano sbriciolato

  • Una Matzà sbriciolata con le Mani

  • Olio extravergine di Oliva

  • Sale e Pepe nero macinati freschi q.b.

 

Preparazione

Sbucciare le patate, lavarle, asciugarle e tagliarle a fettine sottili (benissimo con la mandolina). Lavare i pomodori, asciugarli, tagliarli a fettine, sempre sottili e lasciarli un po’ scolare. Ungere una teglia e mettere uno strato di patate, cospargendo con sale e rosmarino.

Alternare strati di patate a strati di pomodoro, cospargendo questi ultimi con sale, basilico e pepe.

Finire con uno strato di pomodori, cospargere la superficie con la matzà ben sbriciolata, l’origano e irrorare con una girata d’olio.

Infornare a 180° per circa un’ora o anche un po’ di più, in modo che si cuociano bene le patate, si asciughino i pomodori e si “crosti” la superficie di matzà. Lasciare intiepidire o raffreddare e servire. Adatto anche come contorno o antipasto per Shabbat, visto che si può preparare in anticipo. Fuori da Pesach la matzà può essere sostituita da pane grattugiato.

BETEAVON!

 

Scodelline parve e dolci per Purim

Avete preparato le Hamantaschen e tutti i dolci e dolcetti per Purim? Se avete ancora qualche minuto, c’è tempo anche per queste scodelline di crema alle mandorle e limone. Rapidissime, parve, un dessert dell’ultimo minuto adatto anche per l’imminente Pesach e per i bambini. Scodelline perché le porzioni devono essere piccole, visto che praticamente c’è un’uovo a persona, zucchero, mandorle. Però nessuno vieta di assaggiarne due. Servire l’ “escudillite”, come vengono chiamate in famiglia, nelle tazzine da caffè, a fine pasto o per merenda, magari accompagnate da cialdine di meringa ottenute con gli albumi avanzati.

“In cucina si sente un gran baccano, le donne sono tutte affacendate… Chi monta l’uovo per le scodelline?”

Giannina Funaro, “Viva Purim, il nostro Carnevale” (1902)

Hag Purim sameach!

 

 

Ingredienti per 6 scodelline

  • 80 gr di Zucchero

  • 80 gr di Acqua

  • 1 Cucchiaio di Succo di Limone

  • 80 gr di Mandorle tritate finissime

  • 6 Tuorli ben battuti

  • 1 Cucchiaino di Scorza di limone tritata finissima

  • Polvere di Cannella per guarnire

 

Preparazione

Mettere una pentola con dell’acqua e portare a bollore (servirà per il bagnomaria). In un pentolino, portare gli 80 gr di acqua a ebollizione con lo zucchero e il succo di limone. Sobbollire per circa cinque minuti, poi aggiungere le mandorle polverizzate e continuare la cottura per un altro minuto, rimescolando continuamente. Togliere dal fuoco e incorporare i tuorli battuti e la scorza di limone. Mettere il pentolino nella pentola più grande e continuare la cottura a bagnomaria, girando continuamente, fino a ottenere una crema molto densa.

 

Versare nelle tazzine, lasciar raffreddare in frigo e spolverare di cannella prima di servire.

BETEAVON!

 

 

I Pici (Dici)”Ottomani”, la finta Cassoeula milanese, il Sugo di Carciofi … e tutto Kasher

Con questo post unificato, a quattro voci (e otto mani!), partecipiamo tutte assieme all’M.T.C. di gennaio e tutte insieme vi auguriamo BETEAVON! (che, si sappia una volta per tutte, non è il mio cognome!)

 

Tra amici vecchi e nuovi, senza pretese, ci siamo ritrovate lunedì scorso, da me, in una piccolissima cucina “Strictly Kosher”, perché succede che ci si conosca su internet, succede che si partecipi , ogni mese, all’M.T.C. , ma succede anche che, dopo una cena in un ristorante kasher di Milano, si decida, per affinità elettiva, che una delle prossime proposte mensili debba essere fatta a otto mani. Benissimo: proposta di Patty, i Pici, niente di più kasher. Un po’ di farine, acqua, sale e olio… Seee… avete fatto i conti senza le altre tre grazie milanesi D.O.C. Facciamo la Cassoeula, come sugo povero. Cassoeula? Tutto-il-maiale-tutto dentro un sugo? E io che faccio, che manco so cosa sia? Vabbè, si può elaborare. Elaboriamo…. Abbiamo elaborato. So che le nonne di Francesca, Giulia e Nora si rivolteranno un po’, lassù, ma sono convinta che sorrideranno, pensando che abbiamo riunito due modi di cucinare in nome dell’amicizia e del divertimento. Abbiamo impastato, mangiato e pure bevuto un (bel) po’. Ci ritroveremo per altre ricette e serate, promesso. In fondo, conoscersi e diventare amici, in modo più ampio, inizia anche da una serata a tavola tutti insieme.

Michela

Metti che una sera un’amica proponga di trovarsi a cucinare e metti che quell’amica sia una chef e che abbia un laboratorio-di-cucina-splendido-splendente. Aggiungi che un’altra amica dica “sìììììììììì” e un’altra ancora “ci sto!!!!!”, nel giro di un nano secondo, e che anche l’ultima dica “evvai!”.
“4 grazie”, che condividono insieme una passione!
Aggiungi un pizzico di MTC, quella “singolar tenzone” dove non si vince niente se non l’onore e l’onere di proporre la ricetta per il mese successivo…
Unisci che chi cucina, di default, ama condividere con altri ciò che prepara e hai creato le premesse ideali per una bellissima serata, per cucinare insieme, divertirsi e insegnare ad altri!
Michela, la Chef, Francesca, Nora, io e sei simpatiche signore, tutte desiderose di imparare una cosa nuova, in un lunedì sera piovoso nella fredda e nebbiosa Milano.
Tutti a fare…i pici di Patty, naturalmente, la sfida dell’MTC di questo mese!
Si, ma pici speciali, “Kasher”, perché la nostra chef collabora con Revivim e cucina rispettando i dettami della Kasherut.
Se è stata bellissima la serata, sono stati ugualmente simpatici i preparativi: le idee per i sughi, una tortina per finire, gli ingredienti rielaborati e infine, a opera di Michela e Nora, la spesa. E poi, il lunedì dei pici, il picio ottomano, come l’abbiamo ribattezzato, che alla fine è stato molto di più che ottomano, ventimano!
Ci credete che mi son divertita come una bambina? Allora, amiche mie, alla prossima, spero presto, anzi prestissimo!

Giulia

 

 

 

i Pici sono un laccio di acqua e farina che lega a sé piccoli borghi cristallizzati nel tempo”.

in questo caso, hanno legato amiche vecchie e nuove, culture lontane e tradizioni differenti.

Michela, padrona di casa davvero eccezionale, ha aperto le porte del suo laboratorio a tutte noi: è stato particolare cucinare in un ambiente nuovo e semi-professionale, sotto gli occhi incuriositi e attenti delle nostre ospiti.

L’attenzione e il fondamentale rispetto delle regole si sono fuse alla convivialità, al piacere di stare insieme: l’amore per la buona cucina ha fatto da collante fra noi, che ci siamo mosse fra pentole e padelle come se cucinassimo insieme da tutta la vita

Le padelle vuote sono state il primo indice del successo della serata!

Spero vivamente che ci venga concesso l’onore di riprovarci presto, così da continuare a trasmettere l’amore per la cucina e per le nostre secolari tradizioni.

Francesca

 

 

Ci si *incontra* sul web, complice una sfida mensile di un blog amico MTChallenge, ci si conosce e … non sempre ci si ferma al virtuale… a volte da cosa nasce cosa, da passione si infoca passione, e si decide di ritrovarsi assieme per condividere fisicamente questa passione.

Parlo della passione per la cucina che mi ha visto conoscere altre blogger, altri nuovi amici che da virtuali sono diventati REALI.

Tutto ciò per introdurre un’esperienza che per me è stata unica in quanto vuol sposare la cultura alla cucina, nell’intento di avvicinare due culture differenti ma mica poi tanto:

la cucina Italiana e la cultura Ebraica.

Grazie alla guida di Michela del Blog Beteavon, abbiamo organizzato un incontro per insegnare a cucinar la pasta fresca (I Pici, nella fattispecie, la sfida di MTChallenge del mese) a un gruppo di donne della Comunità Ebraica milanese che volevano imparare la nostra tradizione.

Quattro amiche: Michela (blog Beteavon e Chef), Francesca (blog Scorribande in cucina), Giulia (blog Sghimbesci e spatasciati) ed io. Una sfida che ci ha visto imparare le regole della cucina Kosher, con i limiti, le difficoltà per coniugare le ricette e le disposizioni della Kasherut.

Con un ospite d’eccezione, lo Chef Gualtiero Villa che ha assistito al nostro tentativo di avvicinare due culture e la stessa passione per il cibo e la cucina.

Inoltre, non volendoci spostare dalla tradizione più tipica di Milano, abbiamo pensato di declinare, secondo le regole ferree della Kasherut, la cassoeula milanese … Kasher… quale condimento per i pici che Patty del blog Andante con gusto ci ha proposto come sfida.

A farci da pubblico un gruppo di signore attente e collaborative.

Impastato, abbiamo impastato tra chiacchere e libagioni, aiutate in questo dalla nostra Padrona di casa, Michela, che ci ha aperto le porte del suo spettacolare laboratorio di cucina.

Abbiamo imparato tutte quante qualche cosa delle rispettive culture, avvicinandoci a quella idea di *cultura* che fa crescere, che insegna e fa imparare… tutti quanti.

Loro hanno impastato, cucinato sughi, appreso quali sarebbero stati inizialmente gli ingredienti originali e quali siano state le nostre modifiche per poter ottenere una ricetta che si attenesse perfettamente ai dettami della loro Regola.

Quindi un lunedì sera, in una Milano umida di pioggia e di nebbia, quattro appassionate, con il controllo di una rappresentante del Rabbinato di Milano, abbiamo messo le mani in pasta per produrre i nostri

PICI OTTOMANI CON CASSOEULA KASHER E SUGO DI CARCIOFI

 

Ma abbiamo anche scambiato ricette, imparato le une dalle altre con la leggerezza del cuore che viene dalla convivialità di una cucina prima e di una tavola poi.

Nora

 

I PICI (Come da Ricetta di Patty del Blog Andante con Gusto)

per 10 persone con i condimenti sotto abbiamo moltiplicato per 3 

200 gr di farina 00
100 gr di farina di semola rimacinata
2 generosi cucchiai d’olio extra vergine
1 pizzico di sale
acqua – qb –

Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la pasta.Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina.
Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo. “Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene. Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida.Fate riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola.
Quando la pasta è pronta, tagliatene un pezzetto e fatene una pallina, quindi sulla spianatoia stendetela con il matterello ad uno spessore di 1 cm. Con un tagliapasta o un coltello affilato, tagliate tante striscioline larghe c.ca 1 cm e coprite il resto della pasta con la pellicola affinché non si secchi.
Cominciate a “filare” i pici, rollando la pasta con il palmo delle mani e contemporaneamente stirandola verso l’esterno.
Quando si tirano pici molto lunghi, la tecnica è quella di tirarli da un lato tenendo l’altra estremità con il palmo e piano piano allungandoli fino ad esaurire la pasta. Una volta tirato il vostro picio, fatelo rotolare nella farina di semola o di fioretto affinché non si appiccichi agli altri. Una pasta morbida e riposata si tira con estrema facilità.
Ricordate che la pasta cresce nella cottura. Il picio non deve essere troppo grosso altrimenti vi troverete con una pasta grossolana. La dimensione corretta è più o meno quella del bucatino.
Ricordatevi di spolverare i vostri pici con farina di semola o fioretto una volta fatti. Smuoveteli ogni tanto nella farina per fargli asciugare e non appiccicarsi. E scuoteteli con delicatezza prima di immergerli in acqua.

 

Pici alla “Cassoeula Kosher”

10 salsicce di vitello o manzo
5/6 costine di vitello (tenere e tagliate a tocchetti)
10 costine di agnello
1200 gr circa di verze pulite e tagliate grossolanamente
2 carote tagliate a cubetti
2 gambe di sedano pulite e tagliate a cubetti
1 cipolla tagliata sottile
Brodo
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
Vino rosso1 bicchiere abbondante
Olio EVO
Sale e pepe 

Stufare la cipolla con poco olio EVO in una pentola capiente. Aggiungere le costine e farle scottare e sgrassare a fuoco basso. Far cuocere per una decina di minuti e sfumare con il vino rosso. Alzare la fiamma e far sfumare bene. Aggiungere carote e sedano tagliate sottili, il concentrato di pomodoro, un mestolo scarso di brodo e continuare la cottura con il coperchio fino a che cominciano ad ammorbidirsi le carote. Aggiungere la verza e le salsicce (intere), aggiungere ancora un poco di brodo e coprire.
Lasciare cuocere ancora fino a quando le verze saranno quasi disfatte.
Spegnere e condire i pici con le verze aggiungendo le costine e le salsicce.

 

Pici ai carciofi

10 carciofi puliti e tagliati a listarelle sottili
2/3 spicchi di aglio (interi)
1 bicchiere di vino bianco secco
Qualche cucchiaio di brodo di verdura (o di acqua se siete a dieta!)
Un mazzetto di prezzemolo fresco pulito e tritato non troppo finemente
2 cucchiaini di capperi dissalati
Olio EVO
Sale, pepe bianco
Una manciata abbondante di pinoli per guarnire. 

Tagliare a fettine sottili i carciofi dopo averli privati delle foglie più dure, delle barbe interne, delle spine e dopo averli lavati molto bene sotto l’acqua corrente. Tagliarli a fettine sottili. Far scaldare 2/3 cucchiai di olio EVO e gettare assieme i carciofi tagliati e gli spicchi di aglio.
Farli saltare con un poco di sale per 5 minuti. Sfumare con il vino bianco, aggiungere i capperi, coprire con un coperchio e far continuare la cottura sulla fiamma bassa. Far continuare la cottura per 10/15 minuti aggiungendo il brodo se si asciugasse troppo.
Pulire molto bene il prezzemolo sotto l’acqua corrente, tritare le foglie non troppo finemente. Togliere la pentola dal fuoco, scoprire la padella, aggiungere il prezzemolo tritato tenendolo da parte un paio di cucchiai e tener da parte 1 terzo dei carciofi. Far tostare i pinoli per un paio di minuti in una padellina antiaderente.
Passare al frullatore ad immersione i restanti carciofi lasciando (se piacciono) gli spicchi di aglio e ridurlo un pesto molto cremoso. Condire i pici con la crema di carciofi, aggiungere in ultimo i carciofi tenuti da parte e spolverare con il prezzemolo e i pinoli.

 

 

 

Pici toscani e Carrettiera siciliana originale: Piatto che più povero di così non si può

Mi è piaciuta tanto una frase del post di Patty, quella finale: il “Picio è una pasta povera e di terra”. A me piace impastare: pane, pasta, torte, gnocchi. Lo trovo terapeutico, rilassante e scarica tensioni. Gesti antichi, che si tramandano da centinaia di generazioni in tutte le culture: un po’ di farina, un po’ d’acqua e sale, olio… e uova, nelle paste più ricche, ma non qui. E ora che viviamo in un periodo “povero”, dove risparmiare non è solo un luogo comune per genovesi, mi sembrava giusto approfittare di questo M.T.C., per creare un piatto che, con due euro compreso il gas, riempie la pancia a tutta la famiglia ed è di un buono (anzi, “bono”, alla toscana) che, se comparisse nel menù di  un ristorante stellato, lo presenterebbero a più di venti a porzione, almeno in quelli di Milano. Certo, come dicono i toscani qui in famiglia, è una ricetta “ghiozza”, grezza, niente di raffinato, ma preferisco questa versione povera e gustosa, a mille sughetti “fighetti”, che tanto spesso si vedono presentati  “À la carte” da molti master chef, perché i pici no, non meritano questa umiliazione!

 

 

Ingredienti per i Pici (4 P.) come da ricetta di Patty… E sono perfetti!

  • 200 gr di farina 00

  • 100 gr di farina di semola rimacinata

  • 2 generosi cucchiai d’olio extra vergine

  • 1 pizzico di sale

  • acqua q.b.

Nota: La quantità di acqua è variabile dal tipo di farina che userete. In genere per questa quantità di farina un bicchiere o poco meno è sufficiente, ma sta a voi osservare quanta ne incorpora il vostro impasto per essere morbido e malleabile.
La proporzione dell’uso delle 2 farine è sempre 2:1, ovvero due parti di 00 ed una di semola rimacinata che conferisce struttura all’impasto. In questa maniera non avrete bisogno di uova.

 

Ingredienti per la Carrettiera (semplicissimi e a Crudo)

  • 2 Spicchi di Aglio (ho usato quello di Nùbia, siciliano, Presidio Slow Food)

  • 10/12 Cucchiai di Olio e.v.o.

  • una Presa di Sale macinato al Momento

  • Un Ciuffo abbondantissimo di Prezzemolo

  • Un Panino secco

  • Acqua di Cottura della Pasta q.b.

  • Una Grattugia

Preparazione dei Pici (copio Patty in tutto e per tutto)

Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la pasta.

Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina.

Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo.
“Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene.

Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida.
Fate riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola. Quando la pasta è pronta, tagliatene un pezzetto e fatene una pallina, quindi sulla spianatoia stendetela con il matterello ad uno spessore di 1 cm. Con un tagliapasta o un coltello affilato, tagliate tante striscioline larghe c.ca 1 cm e coprite il resto della pasta con la pellicola affinché non si secchi.
Cominciate a “filare” i pici, rollando la pasta con il palmo delle mani e contemporaneamente stirandola verso l’esterno.

Quando si tirano pici molto lunghi, la tecnica è quella di tirarli da un lato tenendo l’altra estremità con il palmo e piano piano allungandoli fino ad esaurire la pasta. Una volta tirato il vostro picio, fatelo rotolare nella farina di semola o di fioretto affinché non si appiccichi agli altri. Una pasta morbida e riposata si tira con estrema facilità.

Alcune Note importanti mentre preparate i vostri pici:

1. Non vi si chiede di tirare pici lunghissimi. Onestamente lo fanno in pochissimi e alla fine la lunghezza non influisce sul sapore. Quindi non vi preoccupate di questo. 2. Ricordate che la pasta cresce nella cottura. Il picio non deve essere troppo grosso altrimenti vi troverete con una pasta grossolana. La dimensione corretta è più o meno quella del bucatino.
3. Il picio non è perfetto! Non deve esserlo.
La sua bellezza deriva da bozze, schiacciature, diametro irregolare.
Insomma, si deve sentire la mano della donna che li ha tirati. Inoltre, se vi si rompono mentre li fate, pace! Avrete dei pici cortini. Si mangia tutto! Non state a preoccuparvi del loro aspetto. Il picio è un canto all’imperfezione!
4. Ricordatevi di spolverare i vostri pici con farina di semola o fioretto una volta fatti. Smuoveteli ogni tanto nella farina per fargli asciugare e non appiccicarsi. E scuoteteli con delicatezza prima di immergerli in acqua.

 

Preparazione del Sugo (direttamente nel Ciotolo di Portata)

Tritare il più fine possibile il prezzemolo e metterlo nella scodella.
Sbucciare l’aglio e grattugiarlo sul prezzemolo. Grattugiare il panino, in modo da aiutare a far cadere l’aglio rimasto nella grattugia e poi continuare fino a coprire con uno strato di pangrattato.
Aggiungere il sale e una mestolata di acqua di cottura della pasta.
Mescolare il tutto con una forchetta.
Scolare la pasta e versarla nella ciotola. Mescolare bene, per far amalgamare pasta e condimento. Se necessario, aggiungere altra acqua della pasta, poiché  la salsa deve essere ben fluida e il pane assorbirà l’umidità.
Fare sulla scodella un abbondante giro d’olio, mescolare e impiattare.

E ricordare, se qualcuno fosse preoccupato del gusto forte, che, come si dice qui alla toscana, in modo grezzotto, stile Picio, “L’aglio arrizza il Battaglio”: ricetta che non ha niente di fino, ma funziona!

BETEAVON!

 

 

 

 

 

Treccia dolce ripiena… anzi Due

Si intrecciano mani, relazioni, trame, vite. Gli intrecci sono unioni. A volte si sciolgono, questi intrecci e queste unioni, spesso resistono: devono resistere! Dedico queste due dolci trecce, secondo la ricetta proposta dalla mia cara Eleonora (anche le nostre vite, in qualche modo, per caso o per destino, si sono intrecciate), alla memoria di un grande, che, da poco tempo, non è più qui: Shlomo Venezia z”l.

Cercatelo, nella rete, ascoltate le sue parole, leggete le sue testimonianze e i suoi libri… Meditiamo, “noi che viviamo sicuri, nelle nostre tiepide case”, affinché l’intreccio di storia, memoria e testimonianza non si sciolga più, resti legato per sempre, a evitare, per sempre, i mostruosi errori del passato.

 

Ingredienti per due Trecce (con piccole varianti alla ricetta di Ele, spiegata qui, che, senza ripieno, sono perfette per Shabbat)

  • 550 gr di Farina setacciata

  • 2 Uova bianche

  • 100 gr di Zucchero

  • 30 gr di Lievito di Birra fresco

  • 125 ml di Acqua tiepida

  • 110 ml di Olio extra vergine d’Oliva

  • 10 gr di Sale

  • un Tuorlo d’Uovo

  • un Cucchiaio di Acqua

  • Semi di Sesamo e Papavero

 


Ingredienti dei Ripieni

 

Per la Treccia rotonda:

  • 25 gr di Uvetta

  • 25 gr di Cranberries

  • 30 gr di Pistacchi tritati grossolanamente

  • 2 Cucchiai di Silan (Miele di Datteri)

Per la Treccia lunga:

  • 100 gr di Pasta di Datteri

  • 1 Cucchiaio di Fior di Frutta Fichi Rigoni di Asiago

  • 2 Cucchiai di Sciroppo d’Acero

  • 1 Cucchiaio di Cannella in Polvere

  • 1 Pizzico di Sale

 

Preparazione

Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida insieme a un cucchiaino di zucchero e far riposare una decina di minuti fino a far formare una schiuma. Mischiare la farina setacciata, il sale e lo zucchero. Aggiungere il lievito e cominciare ad impastare. Versare poi l’olio e per ultimo le uova, uno ad uno, fino a incorporarle completamente. Lavorare fino a che l’impasto si stacchi perfettamente dalla ciotola, lasciandola pulita.

Lasciar lievitare per almeno due ore, poi sgonfiare l’impasto e tagliarlo in due parti uguali. Tagliare poi ognuna delle parti in tre. Stendere su un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe circa 15. Spargere il primo ripieno sulle tre parti e poi arrotolarle sulla lunghezza, in modo da ottenere tre “salsicciotti”. Intrecciare, poi ripetere l’operazione per la seconda treccia. Adagiare le trecce su una placca da forno unta di olio. Lasciare lievitare ancora due ore.  Sbattere il tuorlo d’uovo con un cucchiaio di acqua e spennellarlo sulla superficie; spolverare di semi di sesamo o papavero.

Infornare in forno caldo a 200°C per circa 15-20 minuti.

 

 

BETEAVON!

 

 

 

 

Con questa ricetta partecipo all’M.T.Challenge di ottobre e mai ricetta mi ha coinvolto di più!

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