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Buon appetito kasher a tutti

Tag: Parve

Frittelle di Fiori d’Acacia

Basta! E’ un mese che dico “Niente più dolci” e invece… Un giorno è la torta, l’altro c’è un invito, qualcuno porta il gelato, la cioccolata. Pure andando in giro per la campagna, invece di accontentarmi delle cime di asparagina selvatica o dell’insalata che inizia a spuntare, devo alzare gli occhi, spinta da un profumo dolcissimo che copre, per fortuna, l’odore di concime delle risaie e, meraviglia, mi ritrovo una cupola di grappoli bianchi e invitanti. Almeno quelli a portata di braccio mica posso lasciarli lì, in balia delle api! Porto a casa, pastello e friggo… Alle calorie penserò, come sempre, domani.

 

Ingredienti per 4 Persone

  • 12 Grappoli di Fiori d’Acacia
  • 40 gr di Farina
  • 1 Uovo
  • Qualche Cucchiaio di Acqua gassata freddissima
  • Zucchero e Sciroppo d’Acero per servire e guarnire
  • Olio di Girasole per friggere

Preparazione

Pulire bene i fiori d’acacia, per evitare che trattengano insetti. Preparare una pastella non troppo densa con l’uovo, la farina e l’acqua ghiacciata, in cui immergere i fiori. Friggerli nell’olio ben caldo fino a doratura. Scolarli su carta assorbente e cospargeli con lo zucchero. Servirli ben caldi, irrorati di sciroppo d’acero.

BETEAVON!

Torta di Mandorle senza Farina

Giornata di festa, ma non di riposo. Venti ventenni in giardino (per non parlare dei cani), pronti per un barbecue di carne e verdure. Ora, per carità, non è che non mi fidi, però… Un occhio è sempre meglio darlo! Con la scusa di offrire loro questi dolci, sarò una presenza discreta, ma costante, non tanto per loro, quanto per la salvaguardia delle mie rose, ortensie e lamponi, curati da anni con tanto amore

 

 

Per disidratare Mele, Pere, Agrumi e anche Fiori

  • 100 gr di Zucchero
  • 100 gr di Acqua
  • Frutta non sbucciata, affettata sottile con la Mandolina e/o Fiori

Portare a ebollizione lo sciroppo di acqua e zucchero. Immergervi le fette di frutta o i fiori. Trasferire in una teglia foderata di carta da forno e infornare a 100° fino a disidratazione (circa 2 ore). Più le fette sono sottili, più asciugano velocemente. Per questa torta, ho lasciato le fette d’arancia lievemente più spesse, proprio perchè rimanessero più morbide all’interno.

Ingredienti per ogni Torta da 6/7 Persone (Teglia 23×17)

  • 5 Uova
  • 250 gr di Zucchero
  • 250 gr di Mandorle macinate molto fini
  • 1 Pizzico di Sale
  • Scorza grattugiata di mezzo Limone
  • Mandorle intere e Arance semi disidratate per guarnire e accompagnare

Preparazione

Battere bene i tuorli con lo zucchero, aggiungere le mandorle macinate, il sale e la scorza di limone. Montare a neve ben ferma gli albumi e unirli al resto. Versare l’impasto in una teglia unta d’olio e foderata sul fondo con carta da forno. Infornare a 180° per 35/40 minuti, facendo attenzione a non aprire il forno fino alla fine della cottura. Lasciare raffreddare e servire guarnendo con le arance e le mandorle intere tenute da parte.

BETEAVON!

Haroset e Uova “Nere” (Haminados)

La prima sera di Pesach nella Terra di Israele e le prime due sere in Diaspora, c’è una cena particolare, il Seder, che significa “Ordine”, infatti si procede secondo un ordine particolare e preciso. La cena si sviluppa intorno alla lettura della specifica Haggadah e, sulla tavola a festa, campeggia il piatto del Seder,  la Ke’arà, composto da tre Matzòt (azzime), Maròr (lattuga o altre erbe amare), Haròset (una specie di marmellata), Karpàs (prezzemolo o sedano), Betzà (uovo sodo) e Zeroà (un pezzo di agnello arrostito sul fuoco). Inoltre si prepara acqua con sale o aceto per intingere il Karpàs. Ogni componente ha un suo particolare significato simbolico. L’uovo (Betzà), per esempio, è simbolo di continuità e ciclo della vita, per la sua forma tonda. Per i sefarditi ( :) ), l’uovo sodo è scurito, a rappresentare anche il dolore per la distruzione del Tempio. Queste uova, all’inizio bianche, che in origine facevano parte del pasto di Shabbat, vengono sobbollite per ore e ore (nel mio caso dodici), insieme a bucce di cipolla rossa, alcuni cucchiai di polvere di caffè, un po’ di sale grosso e un cucchiaio d’olio, per evitare l’evaporazione dell’acqua. Il risultato è un uovo sodo, ma morbido, delicato e saporito, che, fuori da Pesach, diventa un delizioso antipasto servito con hummus e per la cui lunga preparazione… l’ENEL ringrazia!

Haroset  invece è una pasta grezza, dolce e densa, che simboleggia la malta e l’argilla che gli schiavi ebrei dovevano preparare in Egitto. Ogni famiglia, anche a seconda del posto in cui si trovi, ha la sua versione (ne conosco almeno dieci, italiane). A me piace molto questa, che viene molto gradita anche per colazione o per farcire biscotti e crostate.

Spero di non aver annoiato troppo con tutto questo racconto, che è stato più lungo e forse più complicato del Seder di Pesach vero e proprio, per cui…

Ingredienti per 6 Persone

  • 100 gr di Mandorle sgusciate ma non spellate
  • 40 gr di Zucchero
  • 1 Mela pastosa e dolce
  • 70 gr di Datteri senza Nocciolo
  • 70 gr di Prugne secche denocciolate
  • 1 Tuorlo sodo
  • 1 Arancia (Scorza e Succo)
  • 2 Cucchiai di Pinoli
  • 1 Matzà pestata fine (se necessaria)
  • Chicchi di Melagrana (o Pinoli) per guarnire (se graditi)

Preparazione

Nel mixer, tritare finemente le mandorle con lo zucchero e mettere da parte. Sbucciare la mela, tagliarla a fettine sottili e cuocerla in una casseruola con due cucchiai d’acqua, fino a che il liquido non si sia asciugato. Rassodare l’uovo e prendere il tuorlo. Grattugiare la buccia d’arancia e spremere il succo. Frullare nel mixer il tuorlo con il succo d’arancia, aggiungere poi la mela cotta, le mandorle tritate e frullare di nuovo. Unire nel mixer la buccia d’arancia grattugiata, i datteri e le prugne tagliuzzati e frullare ancora brevemente. La preparazione deve avere la consistenza di una marmellata grezza e, se il composto risultasse troppo fluido, aggiungere uno o due cucchiai di matzà pestata (come se fosse pane grattugiato). Decorare la superficie con chicchi di melagrana o pinoli.

BETEAVON, HAG PESACH SAMEACH A TUTTI e…

 

Farro in Insalata

Quando il gatto (nel nostro caso il Leone) non c’è, i topi ballano… oppure cucinano i loro piatti preferiti, senza dover sottostare ai gusti del capofamiglia. Complice un congresso, ci siamo ritrovati a decidere in tutta autonomia, figli e io, cosa preparare. Gli gnocchi con il pesto sono stati votati all’unanimità come “il piatto preferito, quando il babbo è via”; al terzo posto, il wok di pollo e verdure verdi, mentre al secondo, vista anche la temperatura più ferragostana che primaverile, il farro freddo in insalata, decisamente nutriente, ma fresco da non appesantire e permettere a chi deve poi studiare, per la maturità o per gli esami all’università, di farlo senza quella sensazione di “abbiocco postprandiale”: figliolini cari, non avete scuse, ora!

Ingredienti per 4 Persone (come Primo. Se per Antipasto, dimezzare le Dosi)

  • 320 gr di Farro a Cottura rapida
  • Sale per l’Acqua di Cottura
  • 50 gr di Fagiolini
  • 8 Pomodori Piccadilly o Datterini
  • 1 Spicchio d’Aglio tritato fine (se gradito)
  • 6/8 Cucchiai d’Olio extra vergine
  • 1 Cucchiaio di Aceto balsamico
  • 1 Macinata di Pepe nero

Preparazione

In un’insalatiera, preparare l’aglio tritato fine, i pomodori tagliati a quarti, privati dei semi e poi tagliati a metà e una vinaigrette con l’olio, l’aceto balsamico e il pepe. Nel frattempo, portare a ebollizione una pentola con abbondante acqua e i fagiolini puliti, salare, e cuocere il farro. Quando sarà pronto, scolarlo con i fagiolini, far raffreddare e condire con i pomodori e la vinaigrette. Servire freddo o a temperatura ambiente, anche il giorno seguente.

BETEAVON!

 

Mango, Succo di Lime e Latte di Cocco in Crema

Non so se mi manca il tempo, oppure sia io a mancare il tempo (opto per la seconda che ho detto). Fatto sta che non riesco mai a fare tutto quello che vorrei, pur volendo dare di più: per la famiglia, per il lavoro e per me stessa (!!). Eppure mi piacerebbe, dopo aver fatto tutto quello che “devo”, andare un po’ più in giro per mercatini, bancarelle, fiere, libri; vorrei visitare mille blog interessanti e aggiungere pure un commento ai mille “daily posts”, ma ci sono (oppure penso che ci siano) delle priorità, per cui mi ritrovo, certe sere, ad essere così stanca da non riuscire neppure a unire i puntini sulla Settimana Enigmistica. Quando poi arrivano la primavera, l’ora legale e i primi caldi abbassa pressione, ho proprio bisogno di qualcosa di fresco e vitaminico (per fortuna velocissimo a farsi e neanche troppo calorico), per tirarmi su ed arrivarci, a sera!

 

Ingredienti per 4 Coppette

  • 1 Mango maturo
  • 200 ml di Latte di Cocco
  • 1 Lime (il Succo)
  • 1 Cucchiaio raso di Zucchero

Preparazione

Sbucciare il mango, affettarlo e passarlo al mixer con il latte di cocco, per avere una miscela omogenea. Aggiungere lo zucchero e il succo del lime e frullare di nuovo per una decina di secondi. Versare la crema nelle coppette singole e mettere in frigorifero per almeno due ore (è buono anche il giorno dopo, quindi si può preparare in anticipo).

BETEAVON!

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