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Buon appetito kasher a tutti

Tag: origano

Blackened Salmon

Tanto per cambiare, qualcosa di veloce. Ho caldo e tanta voglia non dico di vacanze, ma, almeno, di un breve stacco, in attesa delle VERE vacanze, che mi aspettano in autunno. Il mix di spezie ed erbe aromatiche conferisce il giusto piccantino e originalità a un semplice filetto di salmone in padella. Attendendo ottobre/novembre, gustiamoci intanto questo gustoso filetto, facendo finta di essere altrove

 

 

Ingredienti per 4 Persone

  • 1 Cucchiaio di Paprika dolce

  • 1/2 Cucchiaino di Pepe nero macinato fresco

  • La Punta di 1 Cucchiaino di Peperoncino tritato

  • 1 Cucchiaio di Foglie di Timo macinate (meglio fresche)

  • 1 Cucchiaio di Foglie di Origano macinate (meglio fresche)

  • 1/2 Cucchiaino raso di Sale fino

  • 4 Filetti freschi di Salmone da circa 150 gr l’uno, senza Lische ma con la Pelle su un lato

  • Olio evo per ungere la Padella

  • 1 Limone non trattato o 2 Lime (succo spremuto e scorza grattugiata)

Preparazione

In una ciotolina, unire le spezie, il timo, l’origano e il sale e mescolare il tutto. Mettere il mix su un piatto piano e panare bene i filetti di salmone dal lato senza la pelle. Scaldare una padella (possibilmente non antiaderente) appena unta d’olio con un pennello e, quando è bella calda, mettere i filetti dalla parte della pelle. Lasciarli arrostire bene  a fiamma media(circa 5 minuti) finché la pelle sarà croccante. Capovolgerli con la spatola, levare la pelle e arrostire l’altro lato per 3/5 minuti. Spegnere, irrorare subito con il succo di limone e unire un po’ di scorza prima di servire

BETEAVON!

 

Focaccia con Pomodorini e Origano

Non è mica semplice trovare del buon pane in giro, questo vale un po’ per tutti, anche in una città grande come Milano. Per quanto mi riguarda, ho bisogno di consultare anche la lista degli ingredienti. Fateci caso, ma la maggior parte dei pani, specie quelli di supermercato, anche quelli appena sfornati, contengono latte, alcohol e, in qualche caso, pure strutto. Eliminando gli ultimi due di default, se uso pane preparato con il latte, come la faccio poi la “puccetta” nei sughetti con la carne, o come faccio a farcirlo con un affettato? (a prop di affettati: ieri ho comprato un petto di tacchino al miele da Eretz, uno dei market kasher di Milano, che è proprio delizioso). Se ho tempo, soprattutto la domenica, il pane me lo preparo da me e quando cominciano a esserci verdure ed erbe aromatiche fresche dell’orto, pure qualche gustosa focaccia per aperitivi e merende.

 

 

Ingredienti

per la Pasta

  • 300 gr di Farina
  • 160 gr di Acqua tiepida
  • 1/2 dado di Lievito di Birra Fresco
  • 1 Cucchiaio abbondante di Olio extra vergine
  • 1/2 Cucchiaino di Zucchero o miele
  • 1 Cucchiaino di Sale
  • 1 Cucchiaino di Origano (meglio se fresco) tritato

Per guarnire

  • 10 (o più, dipende dalle dimensioni) Pomodorini (Piccadilly, Ciliegia, Datterini)
  • 1 Manciata di Origano fresco tritato
  • 1 Cucchiaino di Fior di Sale
  • 2 Spicchi grossi d’Aglio (facoltativi)
  • 1 Cucchiaio d’olio

Preparazione

Per prima cosa, dividere i pomodori in quattro, privarli dei semi e metterli a sgocciolare. Se si gradisce l’aglio, tagliare gli spicchi scamiciati e privati dell’anima, a lamelle non troppo sottili. Tritare l’origano.

Per la preparazione della pasta, Mettere la farina, l’olio, il sale e il cucchiaino d’origano nell’impastatrice (o sulla spianatoia se si impasta a mano). Sciogliere lievito sbriciolato e zucchero con 2 cucchiai d’acqua presi dai 160 gr. Unire alla farina e iniziare a impastare, aggiungendo il resto dell’acqua gradatamente, fino a ottenere un impasto elastico e non appiccicoso (eventualmente aggiungere un altro po’ di farina). Far lievitare, coperto da un panno, in luogo tiepido per circa un’ora, fino al raddoppio del volume (io scaldo il forno al minimo per una decina di minuti, poi spengo e inserisco l’impasto coperto).

Ungere una teglia da 26 cm di diametro, se si vuole una focaccia più “panosa”, oppure da 28, se la si vuole più sottile. Stendere la pasta nella teglia con le mani, facendo pressione con le dita sulla superficie, in modo che si formino tante “fossette” e decorarla con i quarti di pomodoro, l’origano, il fior di sale e l’aglio, se piace. Un ultimo giro leggero d’olio e infornare nel forno precedentemente scaldato a 200°, per circa 25/30 minuti. Servire tiepida o fredda, farcita o liscia, al posto del pane .

Se si preferisce, si possono cuocere delle monoporzioni di pasta, decorate singolarmente, negli stampini da muffin unti (riempire per un po’ meno di metà) e poi trasferite nei pirottini. Le monoporzioni richiedono una cottura di circa 15/20 minuti.

BETEAVON!

 

 

 

Pesto di Pomodori secchi

Quando già pensi di esserti costruita il tuo giro, di avere affetti ormai radicati e magari credi di non avere più bisogno o voglia di approfondire i rapporti con altre persone, scopri che c’è ancora tanto posto per qualcuno che condivide non solo le tue stesse idee e interessi, ma che ti è vicino sempre, senza il bisogno di trovarsi e parlarsi ogni giorno, semplicemente per un’ affinità elettiva che si è rivelata tardi, ma, forse proprio per questo, è ancora più forte e profonda. Capita così che uno di questi cinque amici “dell’età matura” (chissà mai perché tutti provetti enigmisti?) ;), arrivi a far merenda a casa tua, un pomeriggio. Aprire un prosecco, metter su due bruschettine estemporanee e perdersi in chiacchiere, sfornando panini freschi, battendo pesti vari e salse di noci… beh, non ha prezzo. Grazie a Jacopo, Luigi, Mariella, Silvano e Stefania: giovani-vecchi amici a cui voglio un mondo di bene!

Ingredienti per un barattolo

  • 200 gr di Pomodori secchi
  • 1 Bicchiere d’Acqua
  • 1/2 Bicchiere di Olio extra vergine
  • 1 Grossa Presa di Origano
  • 1 Pizzico di Peperoncino

Preparazione

A mano o con il mixer tritare fini i pomodori secchi. Metterli in una pentola bassa e larga assieme a tutti gli ingredienti e lasciar cuocere a fuoco medio fino a quando il tutto sia diventato una crema omogenea, dervire tiepida con crostini, che, se proprio si vuole esagerare, possono essere sfregati con uno spicchio d’aglio. Il pesto si può conservare in frigorifero per alcuni giorni, in un barattolo, coperto con un filo d’olio. Riscaldare lievemente prima di usarlo.

BETEAVON!

Schiaffoni per gli Studenti

No, no, per carità, spero di non venir fraintesa. Gli Schiaffoni sono il tipo di Pasta Garofalo che ho usato per il contest de Il Pomodoro Rosso . Ricetta veloce per studenti, lavoratori, studenti-lavoratori, che tornano a casa la sera con poco tempo (o poca voglia di mettersi a spignattare), la dispensa semivuota e tanta fame… Oppure per ex studenti (di tanto tempo fa), che ora hanno figli liceali o universitari, che, all’improvviso, ti chiamano per: ” Mamma, due ore buche, vengo a pranzo con 1, 2, 3…n amici. Tra mezz’ora!!”… E qui due begli Schiaffoni (non Garofalo), almeno con il pensiero, glieli appiopperesti volentieri!

Sono passati trent’anni, dai miei venti da studente…

…Ma il tempo emigra mi han messo in mezzo
non son capace più di dire un solo no
Ti vedo e a volte ti vorrei dire
ma questa gente intorno a noi che cosa fa?
Fa la mia vita, fa la tua vita
tanto doveva prima o poi finire lì…

Roberto Vecchioni: “Luci a San Siro”

Ingredienti per 4 Studenti

  • 4 hg di Schiaffoni Garofalo 83-1
  • 8/10 Cucchiai di Olio extra vergine
  • 8 Pomodori Pachino tagliati in 4 (senza privarli di Buccia e Semi, altrimenti che studenti siete? 😉 )
  • 4 Spicchi di Aglio tritato
  • 2 Filetti d’Acciuga dissalati
  • Una grossa manciata di Origano secco
  • Sale e Pepe nero macinato fresco

Preparazione

Mettere al fuoco 5 litri d’acqua per la pasta, salarla a bollore e gettare la pasta. Nel frattempo, mettere tutti gli ingredienti in un largo tegame e cuocere a fuoco vivace, ma non troppo, fino a quando le acciughe si saranno sciolte e i pomodori saranno un po’ sfatti. Scolare la pasta al dente e saltarla un minuto nel sugo. A piacere, aggiungere altro origano e pepe.

BETEAVON!

ps. Se dovesse avanzare una porzione, tagliare ogni schiaffone in tre pezzi, mescolarli con un uovo battuto, prezzemolo tritato e mozzarella o parmigiano (se graditi o permessi) e riciclarli in frittata, da servire con un’ insalata verde.


Tonno alla Mediterranea

Con quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi prima di andare a Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c’inghiotte e non torniamo più.

Eppur parenti siamo un po’
di quella gente che c’è lì
che in fondo in fondo è come noi, selvatica,
ma che paura ci fa quel mare scuro
che si muove anche di notte e non sta fermo mai.

Genova per noi
che stiamo in fondo alla campagna
e abbiamo il sole in piazza rare volte
e il resto è pioggia che ci bagna.
Genova, dicevo, è un’idea come un’altra.
Ah, la la la la la la

Ma quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
ed ogni volta l’annusiamo
e circospetti ci muoviamo
un po’ randagi ci sentiamo noi.

Macaia, scimmia di luce e di follia,
foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia…
e intanto, nell’ombra dei loro armadi
tengono lini e vecchie lavande
lasciaci tornare ai nostri temporali
Genova ha i giorni tutti uguali.

In un’immobile campagna
con la pioggia che ci bagna
e i gamberoni rossi sono un sogno
e il sole è un lampo giallo al parabrise…

Con quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi che abbiamo visto Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c’inghiotte e non torniamo più.

Paolo Conte, Genova per noi

Ho un rapporto conflittuale con la città dove sono nata: la amo, ma a distanza; me ne inebrio quando ci torno (raramente) e ne respiro a fondo gli odori e il vento e il mare, ma non ci vivrei più e mi prende la voglia di scapparne via al più presto. Per me, ormai, Genova è un ricordo, il ricordo della famiglia, delle gite a raccogliere narcisi e prebuggiùn per i pansoti, dei banchi della frutta esotica, secca e candita sotto le feste e del pesce al Mercato Orientale e dell’attesa delle barche col pescato in riviera. Il pesce, l’amore per la cucina di pesce (quello rustico, che fa odore, mica il branzino, che è “roba da milanesi”) è forse quello che ancora fa di me una genovese.

Con questa ricetta, partecipo al bel contest di  Valerio :)

Ingredienti per 4 persone

  • 4 Fette di Tonno pulito
  • 100 gr di Olive nere denocciolate
  • 50 gr di Capperi sotto sale
  • 6 Pomodori Piccadilly
  • 3 Spicchi d’Aglio
  • 1/2 Cipolla dorata
  • 1/2 Bicchiere di Vino bianco
  • Qualche Foglia di Basilico
  • Un Giro abbondante di Olio extra vergine
  • Origano
  • Sale e Pepe nero macinato fresco

Preparazione

Salare e pepare il tonno e cospargerlo abbondantemente di origano. Farlo rosolare da entrambi i lati, per pochi minuti, con un filo d’olio evo. Intanto preparare le verdure: dissalare i capperi, fare una dadolata con i pomodorini divisi in quattro e privati dei semi, affettare sottilmente la cipolla, scamiciare l’aglio e dividere in due ogni oliva. Trasferire il tonno in un tegame capace, mettervi tutt’intorno i pomodori, la cipolla, l’aglio, i capperi, le olive e il basilico. Irrorare con l’olio e il vino bianco, salare leggermente e, sul fuoco, far prendere l’ebollizione. Cuocere a fuoco basso, per circa una mezz’ora, fino a che il sughetto si sia ristretto.

BETEAVON!