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Buon appetito kasher a tutti

Tag: Olio

Piadina con Verdure dell’Orto

Verdure direttamente colte, lavate e infornate: il bello della campagna (un po’ meno bello è raccoglierle a mezzogiorno, sotto il solleone). Una veloce impastata, un’altrettanto veloce lievitazione e la cottura di pochi secondi. Si possono anche preparare qualche ora in anticipo, cuocendole pochissimo e poi riscaldandole al momento di farcirle e, con un prosecchino ghiacciato, ecco pronto un rapido ed economico aperitivo per un giorno di ferie

 

 

Ingredienti (5 Piadine grandi o 10 piccole)

  • 250 gr di Farina

  • 2 Cucchiai e ½ di Olio extravergine + 2 per cuocere le Verdure

  • Sale e Pepe nero

  • La Punta di 1 Cucchiaino di Bicarbonato

  • Acqua tiepida q.b.

  • 1 Melanzana grande

  • 10 Pomodori ciliegini o Pachino

  • 5 Foglie di Basilico spezzettate

 

Preparazione

Tagliare la melanzana a fette e poi a tocchetti e dividere i pomodorini a metà. Mettere le verdure in una teglia, condirle con olio, sale, pepe, il basilico spezzettato e cuocerle in forno a 180° per circa 20 minuti.

 

Nel frattempo, disporre la farina a fontana sulla spianatoia. Aggiungere l’olio, il sale e il bicarbonato. Aggiungere l’acqua tiepida poco alla volta e lavorare il tutto fino ad ottenere un impasto sodo (stesso procedimento anche con la planetaria). Dividerlo in 10 palle di pasta o 5 grandi e lasciare riposare per circa 30 minuti sotto un tovagliolo. Scaldare molto bene una padella in ghisa o antiaderente, senza nessun condimento. Stendere sottilissime le pagnottine con il mattarello e cuocere sulla teglia calda per pochi secondi per parte. Per girare la piadina, sollevarla con un coltello a lama lunga.  A cottura ultimata tagliare in due e servire imbottita, con le verdure (ma anche con formaggio morbido)

BETEAVON!

 

Cefalo al Forno con la sua Salsina

Ci sono libri che ho letto una volta, altri che non ho mai finito. Qualcuno l’ho ripreso, magari dopo tanti anni, e riletto con avidità, scoprendo dettagli e particolari che avevo completamente tralasciato alla prima lettura. C’è un libro, invece, che mi segue ovunque, soprattutto quando vado a fare la spesa e, ogni volta, è fonte di certezze: questo. Spiego il caso recente, ma ce ne sono di quotidiani, soprattutto quando si tratta di controllare ingredienti di prodotti che contengono addittivi o coloranti, perché la kashruth non è difficilissima, ma un po’ complicata sì: io amo il pesce e il pesce deve avere squame e pinne (regola breve); li conosco piuttosto bene, specialmente il pesce azzurro, le orate, le occhiate, i pagari, i saraghi, il tonno (giusto per parlare di quelli mediterranei, che il mio papà mi ha insegnato a distinguere da quando ero piccolina). Poi il salmone, il merluzzo, la trota, il salmerino, per citarne alcuni tra i permessi, ma il cefalo non fa parte dei pesci della mia tradizione familiare. Quando ho visto dei bei cefali freschissimi sul banco, a tre euro al kilo… “Quelli…?””Cefali, signora, quanti ne vuole?” “Un attimo, prego, che devo controllare” -e tiro fuori il libro… cefalo, cefalo, pag. 45- “Permesso, Grazie, due belli grandi e, per piacere, mi lavi gentilmente il tagliere prima di pulirmeli”… Non so cosa abbia pensato la gentilissima commessa, forse che ero straniera e avevo bisogno del dizionario, se mi va bene, ma ecco il gustosissimo risultato, morbido e saporito

 

 

Ingredienti per 4 Persone

  • 2 Cefali da circa 600/700 gr l’uno o 4 piccoli puliti e squamati
  • 1 Cipolla di Tropea ad Anelli sottili
  • 2 Spicchi di Aglio scamiciati e divisi a metà
  • 1 Patata media tagliata a Tocchetti
  • 8/10 Pomodori ciliegini tagliati a metà
  • 1 Ciuffo di Prezzemolo
  • 2 Cucchiai d’Olio extravergine
  • Sale e Pepe

 

 

Preparazione

Sbollentare i tocchetti di patata per 5 minuti, poi scolarli. Ungere lievemente una teglia da forno su cui adagiare i cefali salati e pepati all’interno e farciti con gli anelli di cipolla e l’aglio. Mettere in teglia anche i pomodorini, i tocchetti di patata e le foglie ben lavate del prezzemolo (se sono foglie grandi, sminuzzarle con le mani). Salare e pepare leggermente le verdure, irrorare il tutto con i due cucchiai d’olio e cuocere in forno già caldo, a 180° per 20/25 minuti. A fine cottura, spinare il pesce, disporre i filetti sui piatti e frullare le verdure del fondo di cottura più le cipolle. Nappare il cefalo con la salsina ottenuta e guarnire con prezzemolo tritato fine.

BETEAVON!

 

La Minestra di Esaù (in versione “c’è quel che c’è”)

“Mamma abbiamo freddo, siamo stanchi, abbiamo studiato tutta la mattina e, soprattutto abbiamo fame! Cosa c’è per pranzo?” “La minestra di Esaù”. “Con le polpettine?” “No, con il riso e le lenticchie verdi, perché non avevo quelle rosse e neppure la carne”. “Pazienza, va bene, ma la prossima volta lenticchie rosse e palline”.

L’origine di questo piatto viene dalla storia biblica di Esaù, che vendette la sua primogenitura al fratello per una minestra di lenticchie. Si dovrebbero usare le lenticchie rosse perchè la Genesi dice che Esaù, quando venne al mondo, era tutto rosso e in più chiese a Giacobbe di mangiare “un po’ di quella roba rossa” e fu chiamato Adom, che significa, appunto, “rosso” . I miei figli, non avendo primogeniture da doversi contendere, si spartiscono in pace una doppia razione di minestra, di solito preparata con le lenticchie rosse decorticate, che non richiedono ammollo. Io preferisco usare il riso, facendone un primo piatto parve, ma, volendo una versione più ricca o che faccia da piatto unico, si può sostituire con delle polpettine di macinato (salate e pepate) rosolate  in un po’ d’olio, da aggiungere alle lenticchie a metà cottura.

 

 

Ingredienti per 6 persone

  • 500 gr di Lenticchie rosse (le mie erano verdi e le ho tenute a bagno la notte)
  • 1 Cipolla
  • 1 Spicchio di Aglio scamiciato
  • 1 Rametto di Rosmarino
  • 1 Foglia di Alloro
  • 1 Pizzico di Peperoncino
  • 1 Pizzico di Cumino
  • 6 Cucchiai di Olio extravergine
  • 6 Cucchiai di Passata di Pomodoro
  • 2 l. di Brodo vegetale
  • Sale e Pepe q.b.
  • 150 gr di Riso da Minestra (o 400 gr di Carne macinata, preparata in piccole Polpettine, da rosolare brevemente in Olio)

Preparazione

Preparare un trito con la cipolla, l’aglio, il rosmarino e l’alloro. Rosolarlo brevemente nell’olio e aggiungere le lenticchie ben lavate e scolate. Far insaporire, con i pizzichi di peperoncino e cumino, quindi aggiungere il brodo e la passata. Lasciar sobbollire per circa un’ora e mezza, aggiustare di sale, versare il riso e portare a cottura. Non guasta, una volta sevita la minestra, un leggero giro di olio a crudo e una macinata di pepe.

BETEAVON!

 

 

 

Biscotti al Sesamo e Latte di Mandorla

Yom Kippur è il Giorno del Perdono e chiude i dieci giorni penitenziali da Rosh HaShanà. Un giorno solenne, di astensione totale da cibi e bevande dal tramonto del 9 del mese di Tishrì (oggi), fino alla sera del 10. Alla fine del digiuno, si servono biscotti, focacce, torte leggere, seguiti un po’ dopo dalla cena. Tra le bevande che accompagnano i rompi digiuno, tè, caffé e latte di mandorle, bevanda parve e bianchissima, a simboleggiare la purezza dopo l’espiazione.

Ingredienti per 12/14 Biscotti

  • 2 Uova
  • 2 Cucchiai di Zucchero
  • 4 Cucchiai di Olio extravergine
  • 8 Cucchiai di Farina
  • 1/2 Cucchiaino di Lievito per Dolci
  • 2 hg abbondanti di Semi di Sesamo

Preparazione

Battere bene le uova con lo zucchero e l’olio. Setacciare farina e lievito e unirli alle uova. Aggiungere il sesamo, mescolare tutto e, con le mani infarinate, fare delle polpettine schiacciate, da allineare su una teglia oliata e infornare a 175/ 180° per circa 15 minuti (devono essere dorati). Lasciare raffreddare e servire.

 

Ingredienti per 4 Bicchieri di Latte di Mandorla

  • 200 Mandorle pelate (sono circa 220 gr)
  • 1/2 Litro di Acqua
  • 1 Cucchiaino di Zucchero (facoltativo. Solo se lo si vuole più dolce)

Preparazione

Frullare alla massima potenza le mandorle con l’acqua scaldata a 37° (in cui si sarà sciolto lo zucchero, se aggiunto). Lasciare riposare una mezz’ora, poi filtrare con la garza. Se non si usa subito, si conserva in frigo per due giorni e si beve freddo, dopo una bella agitata.

Zom Kal! (Che il digiuno sia lieve) e, dopo… BETEAVON!

Insalata di Verdura e Frutta con Balsamico alla Melagrana

Rieccomi, dopo un mese non tanto di riposo, quanto di mille progetti ed eventi. Un’estate passata in fretta, ma trascorsa serenamente. Passate, marmellate e conserve di ogni tipo, con i prodotti dell’orticello, hanno riempito la dispensa per i lunghi giorni delle nebbie lomelline che non tarderanno a venire. In ricordo dell’estate, ma con un occhio all’imminente festa di Rosh HaShanà, una veloce insalata, agrodolce, con mele, miele e melagrana, simboli del capodanno ebraico

 

 

Ingredienti (per 8 persone)

  • 100 gr di Succo di Melagrana
  • 2 Cucchiai di Miele di Acacia
  • 3 Cucchiai di Olio extravergine
  • 2 Cucchiaini di Aceto balsamico
  • 200 gr di Insalata verde (Lattughino, Valeriana o Spinaci novelli)
  • 1 Mela rossa dolce
  • 1 Carota pelata (o 2 piccole)
  • 1 Barbabietola già cotta
  • 30/40 gr di Semi di Melagrana
  • Sale

 

Preparazione

Preparare il condimento, mescolando in una ciotola il succo di melagrana, il miele, l’olio e l’aceto balsamico. Su un piatto da portata o una insalatiera, disporre l’insalata verde, poi guarnire con le carote tagliate a strisce, la mela a spicchi sottilissimi e la barbabietola a pezzetti o a fettine. Distribuire su tutto una manciata di semi di melagrana e, a piacimento, il sale. Portare in tavola l’insalata e il condimento a parte, che ogni commensale doserà a piacere

BETEAVON!

 

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