beteavon

Buon appetito kasher a tutti

Tag: Cumino

Lùbia bel kammùn

Cioè lo spezzatino tripolino rosso, con i fagioli e il cumino e… la M.Imma che mi esplode nel frigo.

 

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Iniziamo con un po’ di spiegazioni: ho iniziato ad apprezzare la cucina ebraica tripolina alcuni anni fa, attraverso le ricette di Benedetta-Labna, i video di Hamos Guetta nel web e il bellissimo libro di Linda Guetta “La Cucina Ebraica Tripolina”. Ci sono piatti che sono entrati, da allora, a far parte delle mie ricette collaudate e graditissime da ospiti e famiglia: Tershi e Merduma, Shakshuka, Riiba e Safra di semola. Se si considera che amo moltissimo le lente cotture e la mia spezia preferita è il cumino, direi che il tema del mese del M.T.C, proposto dalle sorelle de La Cucina Spontanea, casca veramente a fagiolo, anzi, a Cannellino!

Parliamo invece della M.Imma, la mia pasta madre. Tutte le paste madri devono avere un nome, mi dicono, perciò l’ho chiamata M come Mamma e Imma, sempre come Mamma, ma traslitterato dall’ebraico. A vederla qui, sembra tanto sofficina, quieta nel suo contenitore e avrei voluto usarla per una bella pagnotta da pucciare nello spezzatino

 

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e invece avrei dovuto capirlo subito, vista la genia, che la M.Imma era un vulcano in eruzione. Infatti, come la sua mamma, l’Attila di Anna, è tracimata ed esondata proprio il giorno della lubia, conciandomi il frigo a mo’ di “Blob, il Fluido che uccide”. Mica potevo sprecare tutta quella bella pasta colante nel cassetto della verdura:

Ricetta per la “Piadina morbida da Puccia”

Staccare pezzetti di pasta madre esplosa dalle pareti del frigo. Macinare un pizzico di semi di cumino e mescolarli con la massa. Infarinare leggerissimamente spianatoia e mattarello e schiacciare la pasta fino ad avere una focaccina sottile. Arroventare una piastra di ferro o ghisa, cuocere meno di un minuto per parte la focaccina, senza alcun condimento. Salare lievemente la superficie e tenere in caldo avvolte in un telo di cotone. Servire con lo spezzatino.

N.B. Le stesse focaccine sono state ottenute per mia figlia anche con Shishì, la P.M. senza glutine nata un venerdì. Per queste, però, ungo leggermente un’altra piastra non contaminata e le tiro con le mani.

 

LUBIA BEL KAMMUN (tratto dal libro di Linda Guetta Hassan e un po’ variato nelle quantità)

Ingredienti per 4 Persone (Porzioni abbondanti, ma non è avanzato nulla)

  • 800 gr di Spezzatino di Manzo (cubetti di circa 2 cm)

  • 200 gr di Cannellini secchi, tenuti in ammollo per più di 12 ore

  • 1 Cipolla dorata grande tagliata al velo

  • 2 Spicchi di Aglio tritati finemente

  • 2 Cucchiai abbondanti di Concentrato di Pomodoro (io Triplo Mutti)

  • 1/2 Bicchiere di Olio extra vergine

  • 1 Cucchiaino abbondante di Cumino macinato

  • 1 piccolo Peperoncino secco sbriciolato

  • Sale q.b. (non l’ho usato, perché lo spezzatino kasher che avevo era già sufficientemente salato)

 

Preparazione

Ho usato la pesante cocotte di ghisa, ma va bene anche un tegame a bordi alti con il fondo spesso, ottimo uno di rame. Stufare lentamente l’olio con la cipolla tagliata al velo e il concentrato diluito con una tazzina di acqua. Mescolare bene con un cucchiaio di legno. Quando la cipolla sarà ben stufata, unire carne e fagioli e coprire tutto con acqua ben calda. Quando inizia il bollore, aggiungere il peperoncino, l’aglio e il cumino (e il sale, se necessario). Continuare la cottura a fuoco bassissimo e semicoperto per circa due ore e mezza, aggiungendo, se necessario, un po’ di acqua bollente, se il sugo dovesse diventare troppo denso. Servire caldo.

Questo è un ottimo piatto molto adatto per Shabbat, accompagnato da cous cous o riso pilav

BETEAVON!

 

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BANNERSFIDA

La Minestra di Esaù (in versione “c’è quel che c’è”)

“Mamma abbiamo freddo, siamo stanchi, abbiamo studiato tutta la mattina e, soprattutto abbiamo fame! Cosa c’è per pranzo?” “La minestra di Esaù”. “Con le polpettine?” “No, con il riso e le lenticchie verdi, perché non avevo quelle rosse e neppure la carne”. “Pazienza, va bene, ma la prossima volta lenticchie rosse e palline”.

L’origine di questo piatto viene dalla storia biblica di Esaù, che vendette la sua primogenitura al fratello per una minestra di lenticchie. Si dovrebbero usare le lenticchie rosse perchè la Genesi dice che Esaù, quando venne al mondo, era tutto rosso e in più chiese a Giacobbe di mangiare “un po’ di quella roba rossa” e fu chiamato Adom, che significa, appunto, “rosso” . I miei figli, non avendo primogeniture da doversi contendere, si spartiscono in pace una doppia razione di minestra, di solito preparata con le lenticchie rosse decorticate, che non richiedono ammollo. Io preferisco usare il riso, facendone un primo piatto parve, ma, volendo una versione più ricca o che faccia da piatto unico, si può sostituire con delle polpettine di macinato (salate e pepate) rosolate  in un po’ d’olio, da aggiungere alle lenticchie a metà cottura.

 

 

Ingredienti per 6 persone

  • 500 gr di Lenticchie rosse (le mie erano verdi e le ho tenute a bagno la notte)
  • 1 Cipolla
  • 1 Spicchio di Aglio scamiciato
  • 1 Rametto di Rosmarino
  • 1 Foglia di Alloro
  • 1 Pizzico di Peperoncino
  • 1 Pizzico di Cumino
  • 6 Cucchiai di Olio extravergine
  • 6 Cucchiai di Passata di Pomodoro
  • 2 l. di Brodo vegetale
  • Sale e Pepe q.b.
  • 150 gr di Riso da Minestra (o 400 gr di Carne macinata, preparata in piccole Polpettine, da rosolare brevemente in Olio)

Preparazione

Preparare un trito con la cipolla, l’aglio, il rosmarino e l’alloro. Rosolarlo brevemente nell’olio e aggiungere le lenticchie ben lavate e scolate. Far insaporire, con i pizzichi di peperoncino e cumino, quindi aggiungere il brodo e la passata. Lasciar sobbollire per circa un’ora e mezza, aggiustare di sale, versare il riso e portare a cottura. Non guasta, una volta sevita la minestra, un leggero giro di olio a crudo e una macinata di pepe.

BETEAVON!

 

 

 

Pollo alla Marocchina

Ho voglia di spezie, di profumi, di colore. Ho voglia di allegria, nella vita, in cucina e nei piatti. Colori, sapori, musica e ricordi in un piatto tipico di quella che una volta era la Mellah.

Ascoltando Mor Karbasi, cucinando, viaggiando, sognando…

 

Ingredienti per 6 Persone

  • 6/8 Sottocosce di Pollo senza Pelle
  • 200 gr di Olive verdi denocciolate
  • 6/8 Cucchiai di Olio extra vergine
  • 2 Cipolle affettate sottili
  • 3/4 Spicchi d’Aglio tritati
  • 1 Limone a Fette sottili
  • 1 Cucchiaino abbondante di Paprika forte
  • 1 Cucchiaino abbondante di Cumino
  • 1 Cucchiaino abbondante di Curcuma
  • 1 Cucchiaino abbondante di Pepe nero macinato fresco
  • Fior di Sale
  • Acqua bollente

Preparazione

In un tegame largo, possibilmente di ghisa, stufare cipolla e aglio nell’olio, per una decina di minuti, quindi aggiungere i pezzi di pollo. Rosolarli per cinque minuti, senza girarli e poi altri cinque dall’altro lato. Aggiungere quindi le olive sui pezzi di pollo, seguite dalle fette di limone. Spargere uniformemente le spezie e il sale su tutti gli ingredienti. Aggiungere acqua bollente, fino a coprire per metà i pezzi di pollo. Far riprendere il bollore, coprire e cuocere a fuoco medio-basso per 45/60 minuti (l’acqua si deve assorbire e il pollo deve essere cotto). Io l’ho servito come piatto unico, accompagnato da un trittico di cous cous e bulgur lisci, più riso pilaf speziato con chiodi di garofano.

BETEAVON!