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Buon appetito kasher a tutti

Tag: Cucina vegetariana

Smoothie (Due) parve al Tè verde

Conservo tutte le vecchie agende, dagli anni ’80. Non sono diari, proprio agende. Non raccontano grandi cose, le mie emozioni e sentimenti, solo quello che ho fatto in un giorno di un anno: il quotidiano. Orari di appelli, appuntamento con il dentista, prova abito sposa, ecografia, pediatra, orale Lisa. Dentro, ogni tanto, vengono fuori vecchi biglietti di aerei, treni, qualche biglietto da visita. 1985, Zurigo, gennaio: tanta neve, freddo polare, un appartamento microscopico in una casa medievale in Neumarkt e uno scontrino di uno dei miei negozi preferiti di allora, dove andavo a comprare i tè che più mi piacevano. Forti, affumicati, da bere in ogni momento della giornata, anche miscelati insieme, anche ai pasti: Russian Caravan e Lapsang Souchong di Teehaus Wühre, sulle rive della Limmat. Chissà se c’è ancora, dopo ventisei anni? Nei miei ricordi e in una delle mie agende sì.

Questi smoothie non contengono latte, sono leggeri e vitaminici. Sono perfetti per colazioni, spuntini e dessert “da ufficio”, ora che il caldo incomincia farsi sentire: metteteli in agenda.

 

Ingredienti per due Porzioni di ogni Gusto

  • 125 gr di Infuso di Tè verde freddo
  • 1 banana
  • 1 Pesca gialla denocciolata e tagliata a Fette (per il primo Smoothie) e 8/10 Fragole (per il secondo)
  • 2 Cucchiaini di Miele d’Acacia
  • 4 Cubetti di Ghiaccio

Preparazione

Preparare un infuso ben carico di tè verde e raffreddarlo in frigo. Nel frullatore, mettere il tè ben freddo, il ghiaccio, la banana e la pesca. Frullare brevemente e poi aggiungere il miele. Continuare a frullare fino a ottenere un composto completamente liscio. Ripetere il procedimento, sostituendo le fragole alla pesca per il secondo smoothie. Si può conservare, tappato, in frigorifero per un giorno; in tal caso, agitare bene prima di berlo. Un’ottima alternativa, adatta anche alla tintarella, si ottiene sostituendo la banana con una mela piccola e pastosa e gli altri frutti con due carote piccole e fresche, pelate.

BETEAVON!

 




 

Focaccia con Pomodorini e Origano

Non è mica semplice trovare del buon pane in giro, questo vale un po’ per tutti, anche in una città grande come Milano. Per quanto mi riguarda, ho bisogno di consultare anche la lista degli ingredienti. Fateci caso, ma la maggior parte dei pani, specie quelli di supermercato, anche quelli appena sfornati, contengono latte, alcohol e, in qualche caso, pure strutto. Eliminando gli ultimi due di default, se uso pane preparato con il latte, come la faccio poi la “puccetta” nei sughetti con la carne, o come faccio a farcirlo con un affettato? (a prop di affettati: ieri ho comprato un petto di tacchino al miele da Eretz, uno dei market kasher di Milano, che è proprio delizioso). Se ho tempo, soprattutto la domenica, il pane me lo preparo da me e quando cominciano a esserci verdure ed erbe aromatiche fresche dell’orto, pure qualche gustosa focaccia per aperitivi e merende.

 

 

Ingredienti

per la Pasta

  • 300 gr di Farina
  • 160 gr di Acqua tiepida
  • 1/2 dado di Lievito di Birra Fresco
  • 1 Cucchiaio abbondante di Olio extra vergine
  • 1/2 Cucchiaino di Zucchero o miele
  • 1 Cucchiaino di Sale
  • 1 Cucchiaino di Origano (meglio se fresco) tritato

Per guarnire

  • 10 (o più, dipende dalle dimensioni) Pomodorini (Piccadilly, Ciliegia, Datterini)
  • 1 Manciata di Origano fresco tritato
  • 1 Cucchiaino di Fior di Sale
  • 2 Spicchi grossi d’Aglio (facoltativi)
  • 1 Cucchiaio d’olio

Preparazione

Per prima cosa, dividere i pomodori in quattro, privarli dei semi e metterli a sgocciolare. Se si gradisce l’aglio, tagliare gli spicchi scamiciati e privati dell’anima, a lamelle non troppo sottili. Tritare l’origano.

Per la preparazione della pasta, Mettere la farina, l’olio, il sale e il cucchiaino d’origano nell’impastatrice (o sulla spianatoia se si impasta a mano). Sciogliere lievito sbriciolato e zucchero con 2 cucchiai d’acqua presi dai 160 gr. Unire alla farina e iniziare a impastare, aggiungendo il resto dell’acqua gradatamente, fino a ottenere un impasto elastico e non appiccicoso (eventualmente aggiungere un altro po’ di farina). Far lievitare, coperto da un panno, in luogo tiepido per circa un’ora, fino al raddoppio del volume (io scaldo il forno al minimo per una decina di minuti, poi spengo e inserisco l’impasto coperto).

Ungere una teglia da 26 cm di diametro, se si vuole una focaccia più “panosa”, oppure da 28, se la si vuole più sottile. Stendere la pasta nella teglia con le mani, facendo pressione con le dita sulla superficie, in modo che si formino tante “fossette” e decorarla con i quarti di pomodoro, l’origano, il fior di sale e l’aglio, se piace. Un ultimo giro leggero d’olio e infornare nel forno precedentemente scaldato a 200°, per circa 25/30 minuti. Servire tiepida o fredda, farcita o liscia, al posto del pane .

Se si preferisce, si possono cuocere delle monoporzioni di pasta, decorate singolarmente, negli stampini da muffin unti (riempire per un po’ meno di metà) e poi trasferite nei pirottini. Le monoporzioni richiedono una cottura di circa 15/20 minuti.

BETEAVON!

 

 

 

Haroset e Uova “Nere” (Haminados)

La prima sera di Pesach nella Terra di Israele e le prime due sere in Diaspora, c’è una cena particolare, il Seder, che significa “Ordine”, infatti si procede secondo un ordine particolare e preciso. La cena si sviluppa intorno alla lettura della specifica Haggadah e, sulla tavola a festa, campeggia il piatto del Seder,  la Ke’arà, composto da tre Matzòt (azzime), Maròr (lattuga o altre erbe amare), Haròset (una specie di marmellata), Karpàs (prezzemolo o sedano), Betzà (uovo sodo) e Zeroà (un pezzo di agnello arrostito sul fuoco). Inoltre si prepara acqua con sale o aceto per intingere il Karpàs. Ogni componente ha un suo particolare significato simbolico. L’uovo (Betzà), per esempio, è simbolo di continuità e ciclo della vita, per la sua forma tonda. Per i sefarditi ( :) ), l’uovo sodo è scurito, a rappresentare anche il dolore per la distruzione del Tempio. Queste uova, all’inizio bianche, che in origine facevano parte del pasto di Shabbat, vengono sobbollite per ore e ore (nel mio caso dodici), insieme a bucce di cipolla rossa, alcuni cucchiai di polvere di caffè, un po’ di sale grosso e un cucchiaio d’olio, per evitare l’evaporazione dell’acqua. Il risultato è un uovo sodo, ma morbido, delicato e saporito, che, fuori da Pesach, diventa un delizioso antipasto servito con hummus e per la cui lunga preparazione… l’ENEL ringrazia!

Haroset  invece è una pasta grezza, dolce e densa, che simboleggia la malta e l’argilla che gli schiavi ebrei dovevano preparare in Egitto. Ogni famiglia, anche a seconda del posto in cui si trovi, ha la sua versione (ne conosco almeno dieci, italiane). A me piace molto questa, che viene molto gradita anche per colazione o per farcire biscotti e crostate.

Spero di non aver annoiato troppo con tutto questo racconto, che è stato più lungo e forse più complicato del Seder di Pesach vero e proprio, per cui…

Ingredienti per 6 Persone

  • 100 gr di Mandorle sgusciate ma non spellate
  • 40 gr di Zucchero
  • 1 Mela pastosa e dolce
  • 70 gr di Datteri senza Nocciolo
  • 70 gr di Prugne secche denocciolate
  • 1 Tuorlo sodo
  • 1 Arancia (Scorza e Succo)
  • 2 Cucchiai di Pinoli
  • 1 Matzà pestata fine (se necessaria)
  • Chicchi di Melagrana (o Pinoli) per guarnire (se graditi)

Preparazione

Nel mixer, tritare finemente le mandorle con lo zucchero e mettere da parte. Sbucciare la mela, tagliarla a fettine sottili e cuocerla in una casseruola con due cucchiai d’acqua, fino a che il liquido non si sia asciugato. Rassodare l’uovo e prendere il tuorlo. Grattugiare la buccia d’arancia e spremere il succo. Frullare nel mixer il tuorlo con il succo d’arancia, aggiungere poi la mela cotta, le mandorle tritate e frullare di nuovo. Unire nel mixer la buccia d’arancia grattugiata, i datteri e le prugne tagliuzzati e frullare ancora brevemente. La preparazione deve avere la consistenza di una marmellata grezza e, se il composto risultasse troppo fluido, aggiungere uno o due cucchiai di matzà pestata (come se fosse pane grattugiato). Decorare la superficie con chicchi di melagrana o pinoli.

BETEAVON, HAG PESACH SAMEACH A TUTTI e…

 

Farro in Insalata

Quando il gatto (nel nostro caso il Leone) non c’è, i topi ballano… oppure cucinano i loro piatti preferiti, senza dover sottostare ai gusti del capofamiglia. Complice un congresso, ci siamo ritrovati a decidere in tutta autonomia, figli e io, cosa preparare. Gli gnocchi con il pesto sono stati votati all’unanimità come “il piatto preferito, quando il babbo è via”; al terzo posto, il wok di pollo e verdure verdi, mentre al secondo, vista anche la temperatura più ferragostana che primaverile, il farro freddo in insalata, decisamente nutriente, ma fresco da non appesantire e permettere a chi deve poi studiare, per la maturità o per gli esami all’università, di farlo senza quella sensazione di “abbiocco postprandiale”: figliolini cari, non avete scuse, ora!

Ingredienti per 4 Persone (come Primo. Se per Antipasto, dimezzare le Dosi)

  • 320 gr di Farro a Cottura rapida
  • Sale per l’Acqua di Cottura
  • 50 gr di Fagiolini
  • 8 Pomodori Piccadilly o Datterini
  • 1 Spicchio d’Aglio tritato fine (se gradito)
  • 6/8 Cucchiai d’Olio extra vergine
  • 1 Cucchiaio di Aceto balsamico
  • 1 Macinata di Pepe nero

Preparazione

In un’insalatiera, preparare l’aglio tritato fine, i pomodori tagliati a quarti, privati dei semi e poi tagliati a metà e una vinaigrette con l’olio, l’aceto balsamico e il pepe. Nel frattempo, portare a ebollizione una pentola con abbondante acqua e i fagiolini puliti, salare, e cuocere il farro. Quando sarà pronto, scolarlo con i fagiolini, far raffreddare e condire con i pomodori e la vinaigrette. Servire freddo o a temperatura ambiente, anche il giorno seguente.

BETEAVON!

 

Mango, Succo di Lime e Latte di Cocco in Crema

Non so se mi manca il tempo, oppure sia io a mancare il tempo (opto per la seconda che ho detto). Fatto sta che non riesco mai a fare tutto quello che vorrei, pur volendo dare di più: per la famiglia, per il lavoro e per me stessa (!!). Eppure mi piacerebbe, dopo aver fatto tutto quello che “devo”, andare un po’ più in giro per mercatini, bancarelle, fiere, libri; vorrei visitare mille blog interessanti e aggiungere pure un commento ai mille “daily posts”, ma ci sono (oppure penso che ci siano) delle priorità, per cui mi ritrovo, certe sere, ad essere così stanca da non riuscire neppure a unire i puntini sulla Settimana Enigmistica. Quando poi arrivano la primavera, l’ora legale e i primi caldi abbassa pressione, ho proprio bisogno di qualcosa di fresco e vitaminico (per fortuna velocissimo a farsi e neanche troppo calorico), per tirarmi su ed arrivarci, a sera!

 

Ingredienti per 4 Coppette

  • 1 Mango maturo
  • 200 ml di Latte di Cocco
  • 1 Lime (il Succo)
  • 1 Cucchiaio raso di Zucchero

Preparazione

Sbucciare il mango, affettarlo e passarlo al mixer con il latte di cocco, per avere una miscela omogenea. Aggiungere lo zucchero e il succo del lime e frullare di nuovo per una decina di secondi. Versare la crema nelle coppette singole e mettere in frigorifero per almeno due ore (è buono anche il giorno dopo, quindi si può preparare in anticipo).

BETEAVON!

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