beteavon

Buon appetito kasher a tutti

Tag: Cucina vegetariana

Gelatina di Lamponi

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Come trasformare i frutti di bosco appena raccolti in un fresco dessert, molto adatto anche ai bambini, aggiungendo poco o nulla

 

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Ingredienti per ogni singolo Minibudino e quattro Stelline

 

  • 100 gr di Lamponi (o Fragole, o altri Frutti di Bosco) freschi, ma vanno benissimo anche surgelati

  • 2 Cucchiaini di Succo di Limone

  • 1 Cucchiaio colmo di Zucchero (anche 1 e 1/2, se piace più dolce) o Miele

  • 1 Cucchiaino e 1/2 di Agar agar in Polvere

  • Panna montata parve per guarnire (facoltativo)

Preparazione

 

Lavare bene i lamponi, se sono freschi e asciugarli delicatamente. Metterli in un pentolino e schiacciarli bene con una forchetta. Aggiungere il succo di limone e lo zucchero o miele. Fare cuocere i lamponi fino a leggera ebollizione.  Passare il composto con un colino a maglie fitte, facendo colare bene tutto il succo ed evitando che passino i semi.

Rimettere il composto ottenuto nel pentolino, aggiungere l’agar agar, mescolare e riportare sul fuoco. Portare lentamente a ebollizione, girando continuamente con una frusta. Lasciare bollire a fuoco basso per circa 5 minuti.

Ungere leggerissimamente degli stampini in silicone (vanno bene quelli per i cioccolatini e caramelle, per le stelline e quelli un po’ più grandi, monoporzione, per i budini) e versare il composto. Far raffreddare a temperatura ambiente e poi in frigo fino a raggiungere la giusta consistenza (circa due ore).

Sformare le gelatine, guarnire e servire

Beteavon!

 

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Fattoush Libanese

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Fattoush, in lingua araba, significa pane spezzettato, sbriciolato. Definire questa  preparazione una semplice insalata di contorno è limitativo. E’ ricca, fa da piatto unico e non sarà da Belle Époque del Ritz, ma, quando ho visto la Caesar Salad del simpaticissimo(e pure bellissimo) Leo, nonché marito della grandissima Mai, ho pensato che questa sarebbe stata la mia proposta per l’M.T.C. di giugno 2013. E allora diamo alla Caesar quello che è della Caesar e al Fattoush libanese (che esisteva da moooolto prima della Caesar) tutti gli onori che si merita!… E spero, a breve, di riuscire a pubblicare anche la stupenda versione rivisitata da Yotham Ottolenghi, ancora più ricca… Altro che Belle Époque!!

 

Ingredienti per 4 Persone

  • 2 Pomodori maturi

  • 1 Cetriolo medio non pelato

  • 1 Cipolla rossa di Tropea

  •  Un cuore di Lattuga romana

  • 15 Foglie di Prezzemolo

  • 15 Foglie di Menta

  • 1 Pita (la mia era gluten free, fatta seguendo la ricetta, ma sostituendo la farina con il Mix per Pane della Schär) o due fette di pane tipo pugliese

Per la Citronette:

  • 6 Cucchiai di Olio EVO

  • Succo di Limone a piacere (da 1/2 a 1 Limone spremuto, a gusto)

  • 2  piccoli Spicchi d’Aglio fresco

  • 1 Cucchiaino di Sale fino

  • 1 Cucchiaino di Sumac in polvere più qualche pizzico da mettere sull’insalata

Preparazione

Iniziare con la citronette, che si può preparare con anticipo e dura alcuni giorni in frigo: Pestare l’aglio e il sale nel mortaio, fino ad ottenere una pasta omogenea. Aggiungere il succo di limone, il sumac e l’olio ed emulsionare con una frusta

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Tagliare le striscioline di pita e tostarle (senza bruciarle) in forno. Quando saranno pronte, spezzettarle e tenerle da parte.

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Lavare bene e controllare il cuore di lattuga, asciugarlo, tagliarlo a striscioline e disporlo nell’insalatiera. Lavare con cura e controllare le foglie di menta e prezzemolo e tutte le altre verdure. Tritare grossolanamente la menta e il prezzemolo e tagliare pomodori, cipolla e cetriolo a dadi della stessa misura (ho usato l’attrezzo apposito, a griglia 0,7 mm, quella media). Aggiungere tutte le verdure tagliate nell’insalatiera, condire con metà della citronette e mescolare. Aggiungere i pezzetti di pita tostati, rimescolare e condire con il resto della citronette. Lasciar riposare una decina di minuti per amalgamare i sapori, aggiungere qualche pizzico di sumac e servire.

BETEAVON!

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Teglia di Patate e Pomodori alle Erbe (con Matzà)

Una proposta veloce, per tutti, per un antipasto o un contorno adatto a Pesach. Il profumo delle erbe aromatiche, in cottura, si spande per tutta la cucina ed è un vero piacere.

 

 

Ingredienti per una Teglia circa 30 x 20 cm  (4 Strati di Patate e 4 di Pomodori)

  • 750 gr di Patate

  • 750 gr di Pomodori maturi ma sodi

  • Una grossa Manciata di Basilico fresco sminuzzato con le mani

  • Un rametto abbondante di Rosmarino tritato

  • Un Cucchiaio di Origano sbriciolato

  • Una Matzà sbriciolata con le Mani

  • Olio extravergine di Oliva

  • Sale e Pepe nero macinati freschi q.b.

 

Preparazione

Sbucciare le patate, lavarle, asciugarle e tagliarle a fettine sottili (benissimo con la mandolina). Lavare i pomodori, asciugarli, tagliarli a fettine, sempre sottili e lasciarli un po’ scolare. Ungere una teglia e mettere uno strato di patate, cospargendo con sale e rosmarino.

Alternare strati di patate a strati di pomodoro, cospargendo questi ultimi con sale, basilico e pepe.

Finire con uno strato di pomodori, cospargere la superficie con la matzà ben sbriciolata, l’origano e irrorare con una girata d’olio.

Infornare a 180° per circa un’ora o anche un po’ di più, in modo che si cuociano bene le patate, si asciughino i pomodori e si “crosti” la superficie di matzà. Lasciare intiepidire o raffreddare e servire. Adatto anche come contorno o antipasto per Shabbat, visto che si può preparare in anticipo. Fuori da Pesach la matzà può essere sostituita da pane grattugiato.

BETEAVON!

 

Scodelline parve e dolci per Purim

Avete preparato le Hamantaschen e tutti i dolci e dolcetti per Purim? Se avete ancora qualche minuto, c’è tempo anche per queste scodelline di crema alle mandorle e limone. Rapidissime, parve, un dessert dell’ultimo minuto adatto anche per l’imminente Pesach e per i bambini. Scodelline perché le porzioni devono essere piccole, visto che praticamente c’è un’uovo a persona, zucchero, mandorle. Però nessuno vieta di assaggiarne due. Servire l’ “escudillite”, come vengono chiamate in famiglia, nelle tazzine da caffè, a fine pasto o per merenda, magari accompagnate da cialdine di meringa ottenute con gli albumi avanzati.

“In cucina si sente un gran baccano, le donne sono tutte affacendate… Chi monta l’uovo per le scodelline?”

Giannina Funaro, “Viva Purim, il nostro Carnevale” (1902)

Hag Purim sameach!

 

 

Ingredienti per 6 scodelline

  • 80 gr di Zucchero

  • 80 gr di Acqua

  • 1 Cucchiaio di Succo di Limone

  • 80 gr di Mandorle tritate finissime

  • 6 Tuorli ben battuti

  • 1 Cucchiaino di Scorza di limone tritata finissima

  • Polvere di Cannella per guarnire

 

Preparazione

Mettere una pentola con dell’acqua e portare a bollore (servirà per il bagnomaria). In un pentolino, portare gli 80 gr di acqua a ebollizione con lo zucchero e il succo di limone. Sobbollire per circa cinque minuti, poi aggiungere le mandorle polverizzate e continuare la cottura per un altro minuto, rimescolando continuamente. Togliere dal fuoco e incorporare i tuorli battuti e la scorza di limone. Mettere il pentolino nella pentola più grande e continuare la cottura a bagnomaria, girando continuamente, fino a ottenere una crema molto densa.

 

Versare nelle tazzine, lasciar raffreddare in frigo e spolverare di cannella prima di servire.

BETEAVON!

 

 

Pici toscani e Carrettiera siciliana originale: Piatto che più povero di così non si può

Mi è piaciuta tanto una frase del post di Patty, quella finale: il “Picio è una pasta povera e di terra”. A me piace impastare: pane, pasta, torte, gnocchi. Lo trovo terapeutico, rilassante e scarica tensioni. Gesti antichi, che si tramandano da centinaia di generazioni in tutte le culture: un po’ di farina, un po’ d’acqua e sale, olio… e uova, nelle paste più ricche, ma non qui. E ora che viviamo in un periodo “povero”, dove risparmiare non è solo un luogo comune per genovesi, mi sembrava giusto approfittare di questo M.T.C., per creare un piatto che, con due euro compreso il gas, riempie la pancia a tutta la famiglia ed è di un buono (anzi, “bono”, alla toscana) che, se comparisse nel menù di  un ristorante stellato, lo presenterebbero a più di venti a porzione, almeno in quelli di Milano. Certo, come dicono i toscani qui in famiglia, è una ricetta “ghiozza”, grezza, niente di raffinato, ma preferisco questa versione povera e gustosa, a mille sughetti “fighetti”, che tanto spesso si vedono presentati  “À la carte” da molti master chef, perché i pici no, non meritano questa umiliazione!

 

 

Ingredienti per i Pici (4 P.) come da ricetta di Patty… E sono perfetti!

  • 200 gr di farina 00

  • 100 gr di farina di semola rimacinata

  • 2 generosi cucchiai d’olio extra vergine

  • 1 pizzico di sale

  • acqua q.b.

Nota: La quantità di acqua è variabile dal tipo di farina che userete. In genere per questa quantità di farina un bicchiere o poco meno è sufficiente, ma sta a voi osservare quanta ne incorpora il vostro impasto per essere morbido e malleabile.
La proporzione dell’uso delle 2 farine è sempre 2:1, ovvero due parti di 00 ed una di semola rimacinata che conferisce struttura all’impasto. In questa maniera non avrete bisogno di uova.

 

Ingredienti per la Carrettiera (semplicissimi e a Crudo)

  • 2 Spicchi di Aglio (ho usato quello di Nùbia, siciliano, Presidio Slow Food)

  • 10/12 Cucchiai di Olio e.v.o.

  • una Presa di Sale macinato al Momento

  • Un Ciuffo abbondantissimo di Prezzemolo

  • Un Panino secco

  • Acqua di Cottura della Pasta q.b.

  • Una Grattugia

Preparazione dei Pici (copio Patty in tutto e per tutto)

Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la pasta.

Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina.

Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo.
“Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene.

Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida.
Fate riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola. Quando la pasta è pronta, tagliatene un pezzetto e fatene una pallina, quindi sulla spianatoia stendetela con il matterello ad uno spessore di 1 cm. Con un tagliapasta o un coltello affilato, tagliate tante striscioline larghe c.ca 1 cm e coprite il resto della pasta con la pellicola affinché non si secchi.
Cominciate a “filare” i pici, rollando la pasta con il palmo delle mani e contemporaneamente stirandola verso l’esterno.

Quando si tirano pici molto lunghi, la tecnica è quella di tirarli da un lato tenendo l’altra estremità con il palmo e piano piano allungandoli fino ad esaurire la pasta. Una volta tirato il vostro picio, fatelo rotolare nella farina di semola o di fioretto affinché non si appiccichi agli altri. Una pasta morbida e riposata si tira con estrema facilità.

Alcune Note importanti mentre preparate i vostri pici:

1. Non vi si chiede di tirare pici lunghissimi. Onestamente lo fanno in pochissimi e alla fine la lunghezza non influisce sul sapore. Quindi non vi preoccupate di questo. 2. Ricordate che la pasta cresce nella cottura. Il picio non deve essere troppo grosso altrimenti vi troverete con una pasta grossolana. La dimensione corretta è più o meno quella del bucatino.
3. Il picio non è perfetto! Non deve esserlo.
La sua bellezza deriva da bozze, schiacciature, diametro irregolare.
Insomma, si deve sentire la mano della donna che li ha tirati. Inoltre, se vi si rompono mentre li fate, pace! Avrete dei pici cortini. Si mangia tutto! Non state a preoccuparvi del loro aspetto. Il picio è un canto all’imperfezione!
4. Ricordatevi di spolverare i vostri pici con farina di semola o fioretto una volta fatti. Smuoveteli ogni tanto nella farina per fargli asciugare e non appiccicarsi. E scuoteteli con delicatezza prima di immergerli in acqua.

 

Preparazione del Sugo (direttamente nel Ciotolo di Portata)

Tritare il più fine possibile il prezzemolo e metterlo nella scodella.
Sbucciare l’aglio e grattugiarlo sul prezzemolo. Grattugiare il panino, in modo da aiutare a far cadere l’aglio rimasto nella grattugia e poi continuare fino a coprire con uno strato di pangrattato.
Aggiungere il sale e una mestolata di acqua di cottura della pasta.
Mescolare il tutto con una forchetta.
Scolare la pasta e versarla nella ciotola. Mescolare bene, per far amalgamare pasta e condimento. Se necessario, aggiungere altra acqua della pasta, poiché  la salsa deve essere ben fluida e il pane assorbirà l’umidità.
Fare sulla scodella un abbondante giro d’olio, mescolare e impiattare.

E ricordare, se qualcuno fosse preoccupato del gusto forte, che, come si dice qui alla toscana, in modo grezzotto, stile Picio, “L’aglio arrizza il Battaglio”: ricetta che non ha niente di fino, ma funziona!

BETEAVON!

 

 

 

 

 

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