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Buon appetito kasher a tutti

Tag: Cucina vegana

Peperoncini ripieni al Forno (Pipi Chini) di Filomena

Ho conosciuto Filomena e suo marito Nicola tramite FaceBook. Apparteniamo, tra gli altri, a gruppi che si occupano di cucina kasher. Un giorno Filomena mi ha dato questa ricetta tipica del Sud Italia, che è diventata subito una delle mie ricette preferite! Semplice, mediterranea, povera. Adatta ad un buffet estivo, va bene servita tiepida o a temperatura ambiente, facile da trasportare per un pic nic in campagna o sulla spiaggia. Per mia figlia, celiaca, ho sostituito il normale pane grattugiato con un trito di gallette di mais senza glutine Fiorentini. Grazie Filomena, questo piatto è diventato un must a casa nostra!! :)

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Ingredienti e Preparazione (direttamente da come mi sono stati dati da Filomena)

“Peperoni ripieni (in calabrese pipi chini) io ho svuotato leggermente questi peperoni piccoli e tondi li ho leggermente salati ed oliati e riempiti di pangrattato aggiustato con capperi, olive, pomodori a pezzetti aglio ed origano. Ho rimesso loro il coperchio, ho coperto la teglia con un foglio di alluminio e infornati con un po’ di acqua ed olio a 200° per circa 40 min”

 

 Semplice, no? E allora… BETEAVON!!

 

Strudel di Datteri al Succo d’Arancia con Salsa al Cointreau e Silan

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Salmo 92:13 “Il giusto fiorirà come la palma”

Il dattero, dal greco dactylos (dito), in riferimento alla sua forma, è nativo della Mezzaluna Fertile. E’ uno dei più antichi, se non il più antico, tra i frutti coltivati, la cui coltivazione risale a oltre 5.000 anni fa. La palma da dattero è una pianta molto sensibile, che fruttifica solo in particolari condizioni climatiche, quali quelle del Medio Oriente e dell’ Africa Occidentale.  La dominazione Araba ha diffuso la coltivazione di questo frutto anche in Spagna e in seguito gli Spagnoli lo fecero conoscere nel Nuovo Mondo.

Il dattero ha un ruolo importantissimo nella tradizione ebraica. I saggi spiegano che il miele della frase “la Terra dove (che) scorre Latte e Miele” (Esodo, 3:8) fa riferimento al miele di dattero, il primo zucchero dell’antico Israele. E’ sotto una palma da dattero che Debora giudicò la nazione, i Maccabei usavano la palma come simbolo dei loro successi militari, molte monete, sia antiche che moderne riproducono questa pianta e i suoi rami sono una delle “Quattro Specie” (lulav) nella festa di Sukkot.

I datteri di Israele, i Medjoul, sono più grandi, arrivano a 15/20 g di peso ciascuno, con una consistenza più morbida e un minore contenuto di zuccheri e, quindi, di calorie: 277 ogni 100 g, contro le 308 dei Deglet Noor…

… Per cui: M.T.C.#36, con lo strudel di Mari, sia in versione dolce, che salata. Come riempire questa mia versione dolce? Con un ripieno che serve a farcire dei dolcetti di Purim tipici dell’Africa Nord Occidentale, i Makroud. Visto che che lo strudel va servito con una salsa, ho mantenuto i datteri, in forma di miele, il Silan, al posto dello zucchero, per dolcificare il succo d’arancia e Cointreau.

Per la Pasta Matta, l'”involucro” dello strudel, ho seguito le indicazioni di Mari, sia per gli igredienti che per la preparazione e la cottura

 

per la sfoglia della versione dolce

150 g di farina 00

100 ml di acqua

1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

1 pizzico di sale

 

Preparate l’impasto per la sfoglia.

Scaldate l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciate la farina in un recipiente, aggiungete il sale e l’olio e versate a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliete l’impasto dal recipiente e cominciate a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettete l’impasto a riposare, coperto da un panno umido o da una pellicola, per circa mezz’ora. Nel frattempo accendete il forno e portatelo alla temperatura di 180°C, modalità statica.

Preparate il ripieno.

Ingredienti per il ripieno:

1/2 kg di Datteri Medjoul

2 Cucchiai di Acqua di Fiori d’Arancio

La Scorza gratuggiata di un’Arancia non trattata

1 Pizzico di Cannella

2 Chiodi di Garofano macinati

Snocciolare i datteri e frullarli, fino a ottenere una pasta. Sciogliere la pasta in una pentola, a fuoco basso, diluita con 2 o 3 cucchiai di acqua di fiori d’arancio e aromatizzarla con la scorza gratuggiata dell’arancia, un pizzico di cannella in polvere e due chiodi di garofano macinati. Fare intiepidire

Stendete la sfoglia.

Mettete una tovaglia pulita (possibilmente lavata con sapone neutro e ben sciacquata), di lino o di cotone, sopra a un tavolo. Infarinate leggermente la tovaglia, prendete l’impasto e cominciate ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi spianatelo aiutandovi con un mattarello. Quando la sfoglia comincerà ad essere abbastanza sottile mettete da parte il mattarello, sollevate la sfoglia dal tavolo aiutandovi con le mani e, tenendola con le nocche nella parte sottostante, cominciate a tirarla verso l’esterno facendola girare ogni tanto e facendo attenzione che non si rompa. La sfoglia deve diventare praticamente trasparente. Riponetela nuovamente sulla tovaglia, dovreste aver ottenuto una sfoglia quadrata di circa cinquanta centimetri per lato. Siccome i bordi saranno rimasti un po’ più spessi, passate con le dita lungo tutta l’estremità della sfoglia tirando la pasta per assottigliarla.

 

 

 

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 Disponete sulla sfoglia il ripieno di datteri, lasciando liberi circa due centimetri di bordo.

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A questo punto, aiutandovi con la tovaglia, cominciate a sollevare la sfoglia per arrotolarla sul ripieno. Fate fare un paio di giri, quindi ripiegate anche i due lembi esterni e continuate ad arrotolare fino alla fine.

 

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 Riponete la sfoglia in una teglia precedentemente unta, spennellate la superficie della sfoglia con un goccio di olio e mettete a cuocere.

Ci vorranno circa trenta/quaranta minuti, ma siccome la cottura dipende molto dal forno, fate attenzione perché la sfoglia non deve diventare troppo scura bensì deve rimanere dorata.

Togliete la teglia dal forno e fate raffreddare lo strudel.

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Preparate la crema o la salsa per accompagnare:

Ingredienti per la salsa d’arancia e Cointreau

Succo di 2 Arance

2 Cucchiai di Miele di Dattero (Silan)

1 Cucchiaino di Fecola di Patate

1 Cucchiaino di Cointreau

Mettere in un pentolino il succo delle arance sul fuoco a fiamma bassa. Aggiungere il Silan e mescolare bene. Unire il Cointreau e fare bollire per 5 minuti. Aggiungere lentamente e mescolando la fecola di patate setacciata, badando di non formare grumi. Quando la salsa si sarà rappresa, levarla dal fuoco e farla raffreddare.

 

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BETEAVON!

Strudel MTC

Panzanella toscana… e le sue Varianti

Fresca preparazione estiva toscana, direttamente dalla ricetta collaudatissima della mitica Zia Lauretta. Economica, bastano un po’ di pane raffermo e qualche verdura, poco laboriosa e veloce e tanto, tanto buona e sana. Adatta sia come antipasto, che come primo piatto, è molto carina servita in monoporzioni finger food in un buffet

Varianti sotto :)

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Ingredienti per 6 Persone (Ricetta Originale)

  • 400 gr di Pane raffermo (possibilmente di tipo Toscano, casereccio, con la crosta)

  • 4 Pomodori maturi (ho usato 2 Perini e 2 Cuore di Bue piccoli, produzione propria)

  • 2  piccole Cipolle rosse o 3 Cipollotti freschi (avevo quelli, nell’orto)

  • 10 foglie di Basilico fresco

  • Olio EVO

  • Sale

  • Aceto (ho usato un Fattorie Giacobazzi Bianco kasher. La ricetta originale prevede Aceto Rosso, che a me piace meno)

Preparazione

Tagliare il pane a fette piuttosto spesse e lasciarle in ammollo con due bicchieri di acqua fredda per circa 10 minuti. Passato il tempo, prenderne un po’ per volta e strizzarlo bene con le mani, ridurlo in briciole sfregandolo tra le mani e metterlo in una zuppiera. Mettere sopra i pomodori privati dei semi e tagliati a pezzi, le cipolle affettate sottili con la mandolina e le foglie di basilico spezzettate con le mani. Condire con sale e olio, rigirare delicatamente e mettere in frigorifero per almeno un’ora. Al momento di servire, condire con l’aceto e un altro po’ d’olio.

Beteavon!

 

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Variante Tosco-Modaiola:

Sostituire Farro lessato, al posto del pane sbriciolato

Variante  Tosco-Etnica:

Sostituire due bicchieri di Bulgur o Cous Cous medio precotti (Cous Cous di mais, in caso di celiachia), preparati secondo istruzioni, al posto del pane sbriciolato

Variante Gluten Free:

 

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Sostituire due bicchieri di Quinoa Real certificata Senza Glutine, bollita in quattro bicchieri d’acqua bollente per circa 12/15 minuti, scolata e raffreddata bene sotto l’acqua corrente, al posto del pane sbriciolato

 

Gelatina di Lamponi

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Come trasformare i frutti di bosco appena raccolti in un fresco dessert, molto adatto anche ai bambini, aggiungendo poco o nulla

 

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Ingredienti per ogni singolo Minibudino e quattro Stelline

 

  • 100 gr di Lamponi (o Fragole, o altri Frutti di Bosco) freschi, ma vanno benissimo anche surgelati

  • 2 Cucchiaini di Succo di Limone

  • 1 Cucchiaio colmo di Zucchero (anche 1 e 1/2, se piace più dolce) o Miele

  • 1 Cucchiaino e 1/2 di Agar agar in Polvere

  • Panna montata parve per guarnire (facoltativo)

Preparazione

 

Lavare bene i lamponi, se sono freschi e asciugarli delicatamente. Metterli in un pentolino e schiacciarli bene con una forchetta. Aggiungere il succo di limone e lo zucchero o miele. Fare cuocere i lamponi fino a leggera ebollizione.  Passare il composto con un colino a maglie fitte, facendo colare bene tutto il succo ed evitando che passino i semi.

Rimettere il composto ottenuto nel pentolino, aggiungere l’agar agar, mescolare e riportare sul fuoco. Portare lentamente a ebollizione, girando continuamente con una frusta. Lasciare bollire a fuoco basso per circa 5 minuti.

Ungere leggerissimamente degli stampini in silicone (vanno bene quelli per i cioccolatini e caramelle, per le stelline e quelli un po’ più grandi, monoporzione, per i budini) e versare il composto. Far raffreddare a temperatura ambiente e poi in frigo fino a raggiungere la giusta consistenza (circa due ore).

Sformare le gelatine, guarnire e servire

Beteavon!

 

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Teglia di Patate e Pomodori alle Erbe (con Matzà)

Una proposta veloce, per tutti, per un antipasto o un contorno adatto a Pesach. Il profumo delle erbe aromatiche, in cottura, si spande per tutta la cucina ed è un vero piacere.

 

 

Ingredienti per una Teglia circa 30 x 20 cm  (4 Strati di Patate e 4 di Pomodori)

  • 750 gr di Patate

  • 750 gr di Pomodori maturi ma sodi

  • Una grossa Manciata di Basilico fresco sminuzzato con le mani

  • Un rametto abbondante di Rosmarino tritato

  • Un Cucchiaio di Origano sbriciolato

  • Una Matzà sbriciolata con le Mani

  • Olio extravergine di Oliva

  • Sale e Pepe nero macinati freschi q.b.

 

Preparazione

Sbucciare le patate, lavarle, asciugarle e tagliarle a fettine sottili (benissimo con la mandolina). Lavare i pomodori, asciugarli, tagliarli a fettine, sempre sottili e lasciarli un po’ scolare. Ungere una teglia e mettere uno strato di patate, cospargendo con sale e rosmarino.

Alternare strati di patate a strati di pomodoro, cospargendo questi ultimi con sale, basilico e pepe.

Finire con uno strato di pomodori, cospargere la superficie con la matzà ben sbriciolata, l’origano e irrorare con una girata d’olio.

Infornare a 180° per circa un’ora o anche un po’ di più, in modo che si cuociano bene le patate, si asciughino i pomodori e si “crosti” la superficie di matzà. Lasciare intiepidire o raffreddare e servire. Adatto anche come contorno o antipasto per Shabbat, visto che si può preparare in anticipo. Fuori da Pesach la matzà può essere sostituita da pane grattugiato.

BETEAVON!