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Buon appetito kasher a tutti

Tag: Burro

Polpettine di Spinaci e Crostini

Vorrei poter dire che questa è stata una settimana di fuoco, una di quelle in cui non si ha tempo di respirare, perchè bisogna fare qualcosa di più urgente e improrogabile prima. Il problema è che, per tutto giugno e luglio, ogni settimana sarà ancora più impegnata e di corsa. Purtroppo non c’è solo la cucina, che sarebbe un piacere, ma, soprattutto, una serie di incombenze burocratico-amministrative-scolastiche, che ti levano ogni energia, pure la voglia di rilassarti tra le pentole e la farina. Ci sono sere che arrivo all’ora di cena tentata da qualcosa di pronto e precotto, poi dico che no, proprio non si può, anche se con queste polpettine ci sono andata molto vicina, ma almeno il gusto è salvo. Mi sa che arriverò alle vacanze, se non crollo prima, totalmente in apnea. Voglia di riprendermi un po’ di tempo, senza dover sempre pensare al tempo!

 

 

Ingredienti (per 12 Polpette)

  • 1 Busta di Spinaci surgelati (450 gr) ben strizzati
  • 100 gr di Parmigiano grattugiato
  • 1 Cucchiaio di Fiocchi di Cipolla disidratati
  • 1 Uovo intero sbattuto leggermente
  • 60 gr di Cubetti di Pane tostato
  • 50 gr di Burro fuso
  • 1 Spicchio grosso di Aglio (o 2 piccoli) tritato
  • 8 Gocce di Tabasco

 

Preparazione

Portare il forno a 200°. Bagnare e strizzare un foglio di carta da forno. In una larga ciotola, mescolare bene tutti gli ingredienti e formare 12 polpettine, strizzandole ancora un po’ per eliminare eventuale acqua residua degli spinaci. Mettere le polpettine sulla carta e infornare per circa 20 minuti, girandole a metà cottura. Lasciare raffreddare nel forno spento e servire a temperatura ambiente. Se si volessero surgelare, farlo prima di cuocerle.

NB. Non ho messo sale, perché sono già saporite così. In caso si gradisse, salare in superficie prima di servirle

BETEAVON!

 

Entrata di Venere in Pelliccia (ecologica)

Ovvero, il “risi e bisi” my way,  in una famiglia dove quasi nessuno ama il risotto con i piselli, quando l’MTC chiama. Il classico di Annamaria si deve per forza convertire, camuffare, destrutturare, altrimenti resterà nei piatti (non nel mio, ma mica posso ingurgitare quattro porzioni!). E allora proviamo a cambiare le carte in tavola, anzi, il riso: un aromatico Venere che più a “chilometro zero” non si può, visto che ci “nuoto” in mezzo, farina di Carnaroli (sempre a “chilometro zero”) macinata in casa, per un croccante mini tempura, a far da contorno, anzi, “pelliccia”, al ciotolino del riso, su cui verranno posati i piselli freschi e teneri, a mo’ di smeraldi. C’è tutto: la pelliccia, i gioielli… Venere può fare una entrée di lusso anche sulla nostra tavola!

Ps. Naturalmente, per motivi di non mescolanza, non ho potuto inserire carne nella ricetta. Ho preferito scegliere burro e Parmigiano.

 

 

 

Ingredienti per 4 Persone

  • 100 gr di Riso Venere
  • 100 gr di Piselli freschi sgusciati
  • I Baccelli dei Piselli spuntati e lavati
  • 1/4 di Cipolla bianca tritata (o 1/2 se è piccola)
  • 1 Litro d’Acqua
  • Sale e Pepe macinato fresco
  • 60 gr di Burro (30 per stufare i piselli e 30 per condire il riso)
  • Riccioli di Parmigiano ottenuti con la Mandolina (per condire il riso e guarnire)

Per il Tempura

  • 2 Cucchiai di Farina di Riso
  • Acqua Minerale gassata ghiacciata
  • Cubetti di Ghiaccio
  • Sale

 

Preparazione

Preparare il brodo  con l’acqua e i baccelli puliti (tenerne 5, i più teneri, da parte per la tempura) e salare. Quando i baccelli saranno teneri, filtrare il brodo e passare le bucce al passaverdura.

Rosolare la cipolla in 30 gr di burro e cuocere i piselli, con due cucchiai di brodo verde, fino a renderli teneri, ma non sfatti.

 

 

Riportare il brodo a bollore e cuocervi il riso Venere (ci vorranno 40/45 minuti, se è un buon Venere).

 

Mentre il riso cuoce, immergere una ciotola nei cubetti di ghiaccio e prepararvi una pastella con due cucchiai di farina di riso, acqua gassata ghiacciata, quanto basta a rendere la pastella piuttosto fluida e sale. Affettare a julienne molto fine i baccelli tenuti da parte e ad anelli sottili mezza cipolla bianca e infarinare il tutto lievemente. In una padella, versare abbondante olio di arachide e, quando è ben caldo, dorare baccelli e cipolle precedentemente immersi nella pastella. Scolare su carta assorbente e tenere in caldo.

Scolare il riso e condirlo con il resto del burro e il parmigiano.

Servire il Venere in ciotoline o bicchierini, guarnendolo con i piselli e qualche lamella di parmigiano e contornarlo con il tempura

 

BETEAVON!

 

 

 

 

 

Gnocchi “alla Romana” con Farina di Matzà e Blue Cheese per Pesach

Benvenuti nell'”Isola di Pasqua” (ebraica), cioè in quella parte di una delle mie cucine dove è vietato l’ingresso al Chamez, il lievito e a tutto ciò che può, anche incidentalmente, lievitare o esserne venuto in contatto. Quando ho portato dentro la farina speciale, i figli hanno capito che era venuto il momento delle “Matzà Tov”*, come le chiamano loro, ossia degli gnocchi di Pesach, o matzo balls che dir si voglia.

La mia ricetta classica per gli gnocchi di matzà prevede di sbattere tre uova con una presa di sale e una grattata abbondante di noce moscata (o zenzero), versare sette cucchiai colmi di farina di azzima, a poco a poco e sempre mescolando per non formare grumi e poi aggiungere tre cucchiai di olio extra vergine. Far riposare per almeno un paio d’ore, bagnarsi le mani e formare delle pallottole da far sobbollire in brodo di verdura o di pollo per circa venti minuti. Servire con il brodo, oppure scolarli e condirli con una salsa a piacere.

Sono stati tutti piacevolmente sorpresi quando ho servito la versione creata per l’MTC di aprile, basata sulla ricetta proposta da Stefania-ArabaFelice in Cucina (cambiata la farina, però). Tutto rigorosamente Kasher le Pesach, ma tutto molto, molto più gustoso rispetto alla ricetta originale degli Ashkenaziti, che, si sa, anche se io apprezzo tutto, sono più famosi per la letteratura classica, che non per la bontà della loro cucina!

*Gioco di parole tra Matzà e Mazal Tov

Ingredienti per gli Gnocchi (per 4)

  • 600 gr di Latte
  • 150 gr di Farina di Matzà
  • 50 gr di Parmigiano
  • 30 gr di Burro
  • 2 Tuorli
  • 8 Foglie di Basilico fresco tritate (sono genovese, il Basilico ce l’ho nel D.N.A.)
  • Sale (giusto un pizzico)
  • Noce moscata

Ingredienti per la Salsa di Nappatura

  • 200 gr di Blue Cheese (o Roquefort o Gorgonzola, se permesso)
  • 10 Cucchiai di Latte
  • 20 gr di Burro

Preparazione degli Gnocchi (secondo i dettami di ArabaFelice)

Mettere in una pentola capiente il latte, il sale e la grattata di noce moscata. Portare ad ebollizione e versarvi quindi il semolino la farina di matzà a pioggia mescolando in continuazione. Abbassare un po’ il fuoco, e mescolare con forza finche’ si otterra’ un composto solido e compatto, che si stacchi dalla pentola.
Spegnere il fuoco e far intiepidire, quindi aggiungere i 2 tuorli, il parmigiano,  il burro e il basilico tritato. Mescolare con forza e versare il composto in una teglia coperta con carta forno bagnata e strizzata. Livellare con le mani bagnate fino ad appiattirlo ad uno spessore di un cm.
Tagliare con un bicchiere da vino gli gnocchi e adagiarli in una teglia imburrata, leggermente sovrapposti (possibile conservarli in frigorifero, coperti, per due giorni).

Preparazione della Salsa

Fondere al microonde o a bagnomaria, per qualche minuto a bassa temperatura, il formaggio, il latte e il burro. Mescolare bene per amalgamare la salsa.

Finitura

Nappare gli gnocchi con la salsa e qualche fiocchetto di burro e mettere a gratinare in forno caldo per pochi minuti.

 

All’uscita dal forno:

BETEAVON!

Con questa ricetta un po’ complicata (chiedere pure spiegazioni, se non sono chiari i perché e i percome delle mie scelte di ingredienti), partecipo all’MT Challenge di aprile

 

 

 

 

 

 

 

 

Crumble di Pere

“Ineluttabile modalità del visibile”… Ulysse di Joyce? No, prova specchio, prova gonne e pantaloni. Non posso più cercare di nascondere quei due (facciamo anche tre) chili accumulati nella brutta stagione e nei brutti punti (sempre quelli). Da domani, verdure, frutta, tè, litri d’acqua. Colazione, pranzo e cena. Via dolci, snack, assaggini di cibi e vini fuori pasto. E allora un’altra (purtroppo l’ultima, per un bel po’) delle golose e veloci ricette di Laurel , preparata giovedì scorso tra le belle foto di Olivia, La Cuoca Errante e replicata per il pranzo in famiglia. Deliziosa, ma mancava il “quid”: una pallina di gelato alla vaniglia, che si squaglia lentamente amalgamandosi con il tiepido e fragrante crumble e della quale rimarrà solo il rimpianto: sono ufficialmente a dieta, che diamine!

Ingredienti per circa 10/12 Porzioni

FRUTTA

  • 6 Pere grosse, mature, ma sode (Kaiser o Williams)
  • 50 gr di Zucchero
  • Succo di 1/2 Limone piccolo
  • 1 Cucchiaino colmo di Scorza  di Limone grattugiata
  • 1 Grattugiata di Noce moscata (io ho abbondato, perché mi piace)
  • 1 Pizzico di Sale

CRUMBLE

  • 120 gr di Zucchero
  • 100 gr di Farina
  • 100 gr di Burro a pezzetti, freddo di Frigorifero
  • 70 gr di Fiocchi di Avena
  • 50 gr di Mandorle pelate
  • 1 Pizzico di Sale

Preparazione

Accendere il forno a 190° (ricetta originale. Il mio sui 200°). Sbucciare le pere, dividerle a quarti, levare il torsolo, tagliare ogni quarto in tre/quattro fette per il lungo (dipende dalla grossezza, comunque fette di circa mezzo cm l’una) e poi ogni fetta a metà. In un ciotolone, mescolare le pere con tutti gli ingredienti del punto frutta e lasciare macerare. In un mixer, mettere tutti gli ingredienti per il crumble e mandare a velocità massima per alcuni secondi (non troppi, per non scaldare il burro), fino ad ottenere un composto di briciolone. Imburrare una pirofila da forno a bordi alti, versarvi il composto di frutta e poi distribuire sopra il crumble, fino a ricoprire completamente la frutta. Infornare e cuocere per circa 30/35 minuti a 190° e finire con il grill per colorire e rendere più croccanti le briciole. Servire caldo-tiepido.

BETEAVON!

 

 

 

 

 

Brownies

E’ sempre bello imparare qualcosa di nuovo e a me, se una cosa interessa, piace tantissimo, perché è un arricchimento. Se poi quello che si impara avviene pure in un posto piacevolissimo, in compagnia di persone simpatiche, anche se mai incontrate prima e con un’insegnante allegra, capace e piena di comunicativa, oltre che di abilità… beh, questa è proprio la quadratura del cerchio. Tutta questa premessa per parlare di tre ore passate da Kitchen,l’altra sera, con i fantastici dolci americani di Laurel, giovane texana fino al midollo, che ormai, a furia di stare qui (e dopo aver sposato un italiano) sa quanto gli italiani siano affascinati da tutte le cose buone made in U.S.A.  Dal suo libro ho preso la ricetta di questi favolosi brownies, un po’ il simbolo, con l’apple pie che replicherò presto, dei dolci statunitensi. Il mio quarto di sangue californiano si è sentito estremamente appagato… dopo “soli” cinque pezzi.

Ingredienti per 16/20 brownies

  • 150 gr di Burro
  • 250 gr di Zucchero
  • 75 gr di Cacao amaro
  • 2 Uova fredde di Frigorifero
  • 40 gr di Farina
  • 80 gr di Noci sgusciate tritate a Coltello
  • Semi di mezza Stecca di Vaniglia
  • Un Pizzico di Sale

Preparazione

Scaldare il forno a 180° e foderare una tortiera quadrata (20×20 circa), ma va bene anche rettangolare, con carta da forno. Nel microonde o a bagnomaria, fondere il burro, lo zucchero, il sale e il cacao, mescolando con un cucchiaio di legno per rendere tutto molto “smooth” (liscio). Togliere dal fuoco, aspettare qualche minuto e unire i semini di vaniglia, sempre rigirando. Aggiungere il primo uovo e incorporarlo bene, poi fare lo stesso con il secondo uovo. Dopo aver amalgamato il tutto, incorporare la farina e rigirare vigorosamente per circa due o tre minuti. Aggiungere le noci sminuzzate, rigirare, versare nella teglia e infornare nella parte bassa per 25/30 minuti (dipende dal forno, comunque provate con uno stecchino: se esce appena umido, è pronto). Lasciar raffreddare e poi tagliare a pezzi regolari.

Toda Raba, Grazie mille, Laurel and, of course…

BETEAVON!!

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