beteavon

Buon appetito kasher a tutti

Tag: Basilico

Tonno alla Mediterranea

Con quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi prima di andare a Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c’inghiotte e non torniamo più.

Eppur parenti siamo un po’
di quella gente che c’è lì
che in fondo in fondo è come noi, selvatica,
ma che paura ci fa quel mare scuro
che si muove anche di notte e non sta fermo mai.

Genova per noi
che stiamo in fondo alla campagna
e abbiamo il sole in piazza rare volte
e il resto è pioggia che ci bagna.
Genova, dicevo, è un’idea come un’altra.
Ah, la la la la la la

Ma quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
ed ogni volta l’annusiamo
e circospetti ci muoviamo
un po’ randagi ci sentiamo noi.

Macaia, scimmia di luce e di follia,
foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia…
e intanto, nell’ombra dei loro armadi
tengono lini e vecchie lavande
lasciaci tornare ai nostri temporali
Genova ha i giorni tutti uguali.

In un’immobile campagna
con la pioggia che ci bagna
e i gamberoni rossi sono un sogno
e il sole è un lampo giallo al parabrise…

Con quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi che abbiamo visto Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c’inghiotte e non torniamo più.

Paolo Conte, Genova per noi

Ho un rapporto conflittuale con la città dove sono nata: la amo, ma a distanza; me ne inebrio quando ci torno (raramente) e ne respiro a fondo gli odori e il vento e il mare, ma non ci vivrei più e mi prende la voglia di scapparne via al più presto. Per me, ormai, Genova è un ricordo, il ricordo della famiglia, delle gite a raccogliere narcisi e prebuggiùn per i pansoti, dei banchi della frutta esotica, secca e candita sotto le feste e del pesce al Mercato Orientale e dell’attesa delle barche col pescato in riviera. Il pesce, l’amore per la cucina di pesce (quello rustico, che fa odore, mica il branzino, che è “roba da milanesi”) è forse quello che ancora fa di me una genovese.

Con questa ricetta, partecipo al bel contest di  Valerio :)

Ingredienti per 4 persone

  • 4 Fette di Tonno pulito
  • 100 gr di Olive nere denocciolate
  • 50 gr di Capperi sotto sale
  • 6 Pomodori Piccadilly
  • 3 Spicchi d’Aglio
  • 1/2 Cipolla dorata
  • 1/2 Bicchiere di Vino bianco
  • Qualche Foglia di Basilico
  • Un Giro abbondante di Olio extra vergine
  • Origano
  • Sale e Pepe nero macinato fresco

Preparazione

Salare e pepare il tonno e cospargerlo abbondantemente di origano. Farlo rosolare da entrambi i lati, per pochi minuti, con un filo d’olio evo. Intanto preparare le verdure: dissalare i capperi, fare una dadolata con i pomodorini divisi in quattro e privati dei semi, affettare sottilmente la cipolla, scamiciare l’aglio e dividere in due ogni oliva. Trasferire il tonno in un tegame capace, mettervi tutt’intorno i pomodori, la cipolla, l’aglio, i capperi, le olive e il basilico. Irrorare con l’olio e il vino bianco, salare leggermente e, sul fuoco, far prendere l’ebollizione. Cuocere a fuoco basso, per circa una mezz’ora, fino a che il sughetto si sia ristretto.

BETEAVON!


Lasagne di Carta da Musica al Forno

Ogni volta che mi regalano una confezione di pane carasau è sempre un problema finirlo: una volta lo servo con l’aperitivo, un’altra lo uso per rompidigiuno a metà mattina o a merenda, poi lo riciclo come base per servire un arrosto o un’insalata, ma poi… finisce che lo metto nel mixer e ne faccio un fine pane grattugiato per impanare. Oggi, invece, ne faccio finalmente un primo a sé stante, smaltendo anche quelle due mozzarelle che mi giravano nel frigo da un po’ di giorni.

Ingredienti per una Teglia 20×20 (3 Persone)

  • 350 gr di Passata di Pomodoro
  • 130 gr di Olio extra vergine
  • 1/2 Cipolla tritata fine
  • 5 Mezzelune di Pane Carasau
  • 2 Pomodori Piccadilly o 6 Datterini
  • 90 gr di Parmigiano (o Pecorino)
  • 200 gr di Mozzarella
  • 1 Manciata di Foglie di Basilico
  • Acqua tiepida
  • Sale e Pepe

Preparazione

Fare un sughetto di pomodoro, soffriggendo la cipolla in 100 gr di olio e unendo la passata di allungata con qualche cucchiaio d’acqua, sale e pepe. Bagnare bene il pane carasau con l’acqua tiepida (circa 1 tazzina da caffè) e due cucchiai d’olio e salarlo. Nella teglia, fare uno strato di pane ammollato, un mestolo generoso di sugo, qualche fettina sottile di pomodoro, mozzarella, grana e basilico. Ricominciare con il pane e proseguire con gli ingredienti fino ad avere tre strati. Finire ricoprendo con un ultimo strato di pane, che si ungerà con un giro d’olio. Infornare a 180° per circa 35/40 minuti.

BETEAVON!

Sugo leggero vegetariano

Sarà che il tempo è quello che è (poco, uggioso e freddo), sarà che ancora si risente delle abbuffate festive, ma oggi ho proprio voglia di qualcosa di colorato e, soprattutto, light! Di solito preparo questo sugo veloce in estate, quando il caldo non invoglia molto all’accensione dei fornelli, con i pomodori, i peperoncini e il basilico dell’orto… per oggi mi accontenterò di quel che passa l’Esselunga.

Ingredienti

150 gr Olio extravergine

8 Pomodori datterini ben maturi

2 Spicchi d’Aglio tritati finissimi

2 Manciate di Olive denocciolate (1 di verdi e 1 di nere)

1 Manciata di Capperi sotto sale ben dissalati

4 Foglie di Basilico fresco

1 bella Macinata di Pepe, Peperoncino e Sale

Preparazione

Tagliare i pomodori per il lungo (io non levo i semi, quando i pomodori sono i miei, ma agli altri sì) e lasciarli sgocciolare. Versare tutti gli ingredienti a crudo in una larga padella e far cuocere per alcuni minuti, giusto il tempo di far amalgamare i singoli sapori. Condire spaghettoni, vermicelli o fusilli, ma non dimenticare il pane… per la “puccetta” finale

BETEAVON!

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