beteavon

Buon appetito kasher a tutti

Tag: Arance

Gelato all’ Arancia e Pepe di Sichuan

Non amo il gelato, preferisco, in caso non abbia alternative, un sorbetto. Però amo quest’uomo e i suoi libri e perciò copio pari pari questo gusto favoloso per la proposta del Menù Turistico Challenge di luglio. Le foto sono terrificanti, il problema è la temperatura: il tempo di preparare una minima mise en place e le palline diventano una specie di iceberg molliccio. Il gusto, però, è squisito e anche l’accompagnamento di melone allo sciroppo di lime si adatta benissimo. Ho usato una gelatiera, di quelle senza marca, che costano due lire e, spesso e volentieri, funzionano meglio di quelle titolate, ma, seguendo le perfette indicazioni di Mapi, si può fare un gelato perfetto anche senza.

 

 

Ingredienti per una Vaschetta da 1 Litro

  • 10 gr di Grani di Pepe di Sichuan

  • 375 ml di Latte intero

  • 375 ml di Panna

  • 200 gr di Zucchero

  • Scorza grattugiata di 2 Arance grosse e non trattate

  • 6 Tuorli d’Uovo

  • Pezzi di 1/2 Melone per guarnire (Quantità a Piacere)

 

Ingredienti per la Salsa al Lime

  • Scorza grattugiata di 1 Lime

  • 125 ml di Acqua

  • 75 gr di Zucchero

Preparazione del Gelato

Pestare grossolanamente le bacche di pepe nel mortaio. Scaldare il latte con 125 ml di panna, lo zucchero e il pepe in una pentola. Grattugiare la scorza delle arance direttamente nella pentola. Una volta caldo (non deve assolutamente bollire), coprire, rimuovere dal fuoco e lasciar riposare a temperatura ambiente per un’ora. Passata l’ora, riscaldare un’altra volta.

Versare la panna rimanente in una grossa ciotola e preparare un colino a maglie fitte. Battere bene i tuorli, poi versarvi sopra lentamente l’infuso tiepido col pepe, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno o una frusta. Mettere tutto nella pentola e mescolare a calore moderato: la crema si dovrà addensare fino a velare il cucchiaio. Usare il colino per versare la crema nella ciotola con la panna, pressando delicatamente quello che resta, per sprigionare tutto l’aroma del pepe. Raffreddare la crema, mescolandola continuamente, usando del ghiaccio sotto e intorno alla ciotola.

Lasciar riposare il tutto in frigo per alcune ore (meglio tutta la notte), poi inserire nella gelatiera e proseguire secondo le istruzioni. Servire accompagnato dal melone in sciroppo di lime.

Variazioni: Al posto del pepe, si possono usare semi di cardamomo (stessa quantità) oppure 15 chiodi di garofano, il tutto sempre pestato nel mortaio

 

Preparazione della Salsa

Grattugiare la scorza del lime in un pentolino. Aggiungere l’acqua e lo zucchero, portare a ebollizione e mescolare facendo ridurre lo sciroppo della metà. Far raffreddare completamente in una ciotola. Aggiungere i pezzi di melone (questo sciroppo è sufficiente per mezzo melone di dimensioni normali) e mettere in frigorifero per almeno un’ora. Accompagnare il gelato con una guarnizione di melone e sciroppo e decorare con alcune bacche di pepe rosa.

 

BETEAVON!

 

 

 

Macedonia profumata (senza Intagli, ma con i più dolci Auguri!)

In quelle che negli anni ’60, alle elementari, si chiamavano attività manuali e pratiche, ho sempre fatto veramente pena. Non sono mai riuscita a fare un astuccio ai ferri (dritto e rovescio, niente di più) senza perdere almeno una maglia a giro; se c’era una figurina che doveva essere ritagliata, la mia aveva almeno mezzo centimetro di bordo che sbuzzava e pure tutto dentellato. Crescendo… beh, non sono migliorata affatto. I miei geopiani erano un ammasso contorto di elastici e le decorazioni dei miei piatti di ceramica non hanno mai retto la seconda cottura. Quando ho visto la macedonia proposta da Fabiana per l’ M.T. Challenge di settembre, ho subito pensato che era venuta l’ora di passare questo turno: io, che non riesco neppure a ritagliare cinque minuti dal mio tempo per leggere o per la manicure, avrei dovuto trasformarmi in un Capability Brown (ma quanto sono colta!!) di arance, meloni e frutta varia. Però la data di scadenza mi ricordava qualcosa: al calar del sole del 28 settembre, con la fine dell’ M.T.C., inizia anche il nuovo anno ebraico, il 5772. Ecco allora la mia macedonia, con l’augurio che sia un anno “fruttuoso” per tutti!

SHANA’ TOVA’ LEKULLAM!

Ingredienti per 4/6 Persone

  • 100 gr di Prugne secche denocciolate
  • 100 gr di Albicocche secche denocciolate
  • 100 gr di Fichi secchi (tagliare il Peduncolo finale)
  • 100 gr di Uvetta secca lavata bene (io ho usato quella cilena, molto polposa)
  • Succo e Scorza di un’Arancia
  • 100 gr di Acqua di Fiori d’Arancia
  • 500 gr di Acqua
  • 1 Bustina di Tè all’Arancia e Cannella o un Pezzetto di Stecca di Cannella (facoltativi)
  • 50 gr di Nocciole tritate a Granella
  • 2 Vasetti di Yogurt bianco intero (se servita in Pasti di Latte) o Yogurt di Soia
  • Miele per addolcire lo Yogurt

 

Preparazione

La sera precedente, mettere i quattro tipi di frutta secca a macerare in una ciotola con l’acqua, l’acqua di fiori d’arancio e la cannella o la bustina di tè, se gradite. Il giorno seguente, scolare la frutta, lasciando solo pochissimo liquido e far sobbollire per 10/15 minuti, finché la frutta non sia diventata tenera. Aggiungere il succo dell’arancia e la scorza tagliata a strisce sottili. Versare nella ciotola di portata, coprire con la pellicola e far raffreddare in frigorifero per alcune ore. Servire in ciotole individuali, con ciotoline di granella di nocciole e yogurt al miele, con cui ogni commensale guarnirà la macedonia

 

 

Faccio mie le parole di una persona che ammiro, scusandomi con lui per aver associato il suo dolce e saggio augurio a una macedonia, dolce sì, ma non altrettanto bella e… BETEAVON!

a tutto il popolo ebraico, a tutti gli esseri umani di buona volontà: un anno nuovo buono e dolce. Auguriamo a tutti di “essere scritti nel libro della vita”.
Al tramonto del 28 settembre inizia l’anno 5772 del calendario ebraico. Insegnano i maestri che Rosh Hashanà ricorda la formazione dell’uomo, il sesto giorno della creazione: l’origine unica che la Torah attribuisce a tutti gli esseri umani, simbolo e ammonimento della loro comune respoonsabilità.
Ci auguriamo che il 5772 sia un anno buono, pacifico, un anno di successi e di comprensione. Un anno dolce nella vita di ciascuno e costruttivo per tutti. Un anno senza odio, di progresso comune, di amore per Israele, di accettazione del grande messaggio della Torah.
Quando le cose sembrano andar male, dobbiamo aver fiducia che potranno migliorare. Soprattutto: sta a noi lavorare con tutte le nostre forze per cambiarle in meglio.
Shanà tovà umetukà lekullam. Mazal tov!


Cocktail Mimosa (Versione alcolica e non)…

 

… E suggerimenti per il Tintoretto, per uno o più cocktail da sorseggiare all’ombra, sdraiati a leggere un buon libro, ascoltando buona musica (o, almeno, per sognare le vacanze).  Per una versione da minorenne, o da astemio, sostituire la dose di prosecco, con pari quantità di Sprite o 7Up e accompagnare con un vassoio di tartine (l’ho servito con un accompagnamento di Carr’s Table Water, farciti con tonno, uova sode e maionese mescolati assieme).

 

 

Ingredienti per 10 Bicchieri da Cocktail:

Per il Mimosa

  • 250 gr di Succo di Arancia fresco e filtrato con un Colino
  • 1 Bottiglia di Prosecco (Bartenura, per me) da 750 cl. (o pari Quantità di “Gazzosa” per la Versione analcolica)
  • Una Fetta d’Arancia e qualche Fogliolina di Menta ben pulita per decorare

Per il Tintoretto

  • 175 gr di succo di Melagrana
  • 1 Bottiglia di Bartenura da 750 cl.

 

Preparazione

In una caraffa graduata, versare le quantità indicate di succo ben freddo d’arancia o melograno (filtrare tutto). Aggiungere il prosecco ghiacciato (o la Sprite ghiacciata), rimescolare e versare nei bicchieri da cocktail. Decorare con l’arancia e menta (per il Mimosa) e servire immediatamente.

 

BETEAVON!

 

 

Haroset e Uova “Nere” (Haminados)

La prima sera di Pesach nella Terra di Israele e le prime due sere in Diaspora, c’è una cena particolare, il Seder, che significa “Ordine”, infatti si procede secondo un ordine particolare e preciso. La cena si sviluppa intorno alla lettura della specifica Haggadah e, sulla tavola a festa, campeggia il piatto del Seder,  la Ke’arà, composto da tre Matzòt (azzime), Maròr (lattuga o altre erbe amare), Haròset (una specie di marmellata), Karpàs (prezzemolo o sedano), Betzà (uovo sodo) e Zeroà (un pezzo di agnello arrostito sul fuoco). Inoltre si prepara acqua con sale o aceto per intingere il Karpàs. Ogni componente ha un suo particolare significato simbolico. L’uovo (Betzà), per esempio, è simbolo di continuità e ciclo della vita, per la sua forma tonda. Per i sefarditi ( :) ), l’uovo sodo è scurito, a rappresentare anche il dolore per la distruzione del Tempio. Queste uova, all’inizio bianche, che in origine facevano parte del pasto di Shabbat, vengono sobbollite per ore e ore (nel mio caso dodici), insieme a bucce di cipolla rossa, alcuni cucchiai di polvere di caffè, un po’ di sale grosso e un cucchiaio d’olio, per evitare l’evaporazione dell’acqua. Il risultato è un uovo sodo, ma morbido, delicato e saporito, che, fuori da Pesach, diventa un delizioso antipasto servito con hummus e per la cui lunga preparazione… l’ENEL ringrazia!

Haroset  invece è una pasta grezza, dolce e densa, che simboleggia la malta e l’argilla che gli schiavi ebrei dovevano preparare in Egitto. Ogni famiglia, anche a seconda del posto in cui si trovi, ha la sua versione (ne conosco almeno dieci, italiane). A me piace molto questa, che viene molto gradita anche per colazione o per farcire biscotti e crostate.

Spero di non aver annoiato troppo con tutto questo racconto, che è stato più lungo e forse più complicato del Seder di Pesach vero e proprio, per cui…

Ingredienti per 6 Persone

  • 100 gr di Mandorle sgusciate ma non spellate
  • 40 gr di Zucchero
  • 1 Mela pastosa e dolce
  • 70 gr di Datteri senza Nocciolo
  • 70 gr di Prugne secche denocciolate
  • 1 Tuorlo sodo
  • 1 Arancia (Scorza e Succo)
  • 2 Cucchiai di Pinoli
  • 1 Matzà pestata fine (se necessaria)
  • Chicchi di Melagrana (o Pinoli) per guarnire (se graditi)

Preparazione

Nel mixer, tritare finemente le mandorle con lo zucchero e mettere da parte. Sbucciare la mela, tagliarla a fettine sottili e cuocerla in una casseruola con due cucchiai d’acqua, fino a che il liquido non si sia asciugato. Rassodare l’uovo e prendere il tuorlo. Grattugiare la buccia d’arancia e spremere il succo. Frullare nel mixer il tuorlo con il succo d’arancia, aggiungere poi la mela cotta, le mandorle tritate e frullare di nuovo. Unire nel mixer la buccia d’arancia grattugiata, i datteri e le prugne tagliuzzati e frullare ancora brevemente. La preparazione deve avere la consistenza di una marmellata grezza e, se il composto risultasse troppo fluido, aggiungere uno o due cucchiai di matzà pestata (come se fosse pane grattugiato). Decorare la superficie con chicchi di melagrana o pinoli.

BETEAVON, HAG PESACH SAMEACH A TUTTI e…