beteavon

Buon appetito kasher a tutti

Tag: Aglio

Farro in Insalata

Quando il gatto (nel nostro caso il Leone) non c’è, i topi ballano… oppure cucinano i loro piatti preferiti, senza dover sottostare ai gusti del capofamiglia. Complice un congresso, ci siamo ritrovati a decidere in tutta autonomia, figli e io, cosa preparare. Gli gnocchi con il pesto sono stati votati all’unanimità come “il piatto preferito, quando il babbo è via”; al terzo posto, il wok di pollo e verdure verdi, mentre al secondo, vista anche la temperatura più ferragostana che primaverile, il farro freddo in insalata, decisamente nutriente, ma fresco da non appesantire e permettere a chi deve poi studiare, per la maturità o per gli esami all’università, di farlo senza quella sensazione di “abbiocco postprandiale”: figliolini cari, non avete scuse, ora!

Ingredienti per 4 Persone (come Primo. Se per Antipasto, dimezzare le Dosi)

  • 320 gr di Farro a Cottura rapida
  • Sale per l’Acqua di Cottura
  • 50 gr di Fagiolini
  • 8 Pomodori Piccadilly o Datterini
  • 1 Spicchio d’Aglio tritato fine (se gradito)
  • 6/8 Cucchiai d’Olio extra vergine
  • 1 Cucchiaio di Aceto balsamico
  • 1 Macinata di Pepe nero

Preparazione

In un’insalatiera, preparare l’aglio tritato fine, i pomodori tagliati a quarti, privati dei semi e poi tagliati a metà e una vinaigrette con l’olio, l’aceto balsamico e il pepe. Nel frattempo, portare a ebollizione una pentola con abbondante acqua e i fagiolini puliti, salare, e cuocere il farro. Quando sarà pronto, scolarlo con i fagiolini, far raffreddare e condire con i pomodori e la vinaigrette. Servire freddo o a temperatura ambiente, anche il giorno seguente.

BETEAVON!

 

Pollo alla Marocchina

Ho voglia di spezie, di profumi, di colore. Ho voglia di allegria, nella vita, in cucina e nei piatti. Colori, sapori, musica e ricordi in un piatto tipico di quella che una volta era la Mellah.

Ascoltando Mor Karbasi, cucinando, viaggiando, sognando…

 

Ingredienti per 6 Persone

  • 6/8 Sottocosce di Pollo senza Pelle
  • 200 gr di Olive verdi denocciolate
  • 6/8 Cucchiai di Olio extra vergine
  • 2 Cipolle affettate sottili
  • 3/4 Spicchi d’Aglio tritati
  • 1 Limone a Fette sottili
  • 1 Cucchiaino abbondante di Paprika forte
  • 1 Cucchiaino abbondante di Cumino
  • 1 Cucchiaino abbondante di Curcuma
  • 1 Cucchiaino abbondante di Pepe nero macinato fresco
  • Fior di Sale
  • Acqua bollente

Preparazione

In un tegame largo, possibilmente di ghisa, stufare cipolla e aglio nell’olio, per una decina di minuti, quindi aggiungere i pezzi di pollo. Rosolarli per cinque minuti, senza girarli e poi altri cinque dall’altro lato. Aggiungere quindi le olive sui pezzi di pollo, seguite dalle fette di limone. Spargere uniformemente le spezie e il sale su tutti gli ingredienti. Aggiungere acqua bollente, fino a coprire per metà i pezzi di pollo. Far riprendere il bollore, coprire e cuocere a fuoco medio-basso per 45/60 minuti (l’acqua si deve assorbire e il pollo deve essere cotto). Io l’ho servito come piatto unico, accompagnato da un trittico di cous cous e bulgur lisci, più riso pilaf speziato con chiodi di garofano.

BETEAVON!

Schiaffoni per gli Studenti

No, no, per carità, spero di non venir fraintesa. Gli Schiaffoni sono il tipo di Pasta Garofalo che ho usato per il contest de Il Pomodoro Rosso . Ricetta veloce per studenti, lavoratori, studenti-lavoratori, che tornano a casa la sera con poco tempo (o poca voglia di mettersi a spignattare), la dispensa semivuota e tanta fame… Oppure per ex studenti (di tanto tempo fa), che ora hanno figli liceali o universitari, che, all’improvviso, ti chiamano per: ” Mamma, due ore buche, vengo a pranzo con 1, 2, 3…n amici. Tra mezz’ora!!”… E qui due begli Schiaffoni (non Garofalo), almeno con il pensiero, glieli appiopperesti volentieri!

Sono passati trent’anni, dai miei venti da studente…

…Ma il tempo emigra mi han messo in mezzo
non son capace più di dire un solo no
Ti vedo e a volte ti vorrei dire
ma questa gente intorno a noi che cosa fa?
Fa la mia vita, fa la tua vita
tanto doveva prima o poi finire lì…

Roberto Vecchioni: “Luci a San Siro”

Ingredienti per 4 Studenti

  • 4 hg di Schiaffoni Garofalo 83-1
  • 8/10 Cucchiai di Olio extra vergine
  • 8 Pomodori Pachino tagliati in 4 (senza privarli di Buccia e Semi, altrimenti che studenti siete? ;) )
  • 4 Spicchi di Aglio tritato
  • 2 Filetti d’Acciuga dissalati
  • Una grossa manciata di Origano secco
  • Sale e Pepe nero macinato fresco

Preparazione

Mettere al fuoco 5 litri d’acqua per la pasta, salarla a bollore e gettare la pasta. Nel frattempo, mettere tutti gli ingredienti in un largo tegame e cuocere a fuoco vivace, ma non troppo, fino a quando le acciughe si saranno sciolte e i pomodori saranno un po’ sfatti. Scolare la pasta al dente e saltarla un minuto nel sugo. A piacere, aggiungere altro origano e pepe.

BETEAVON!

ps. Se dovesse avanzare una porzione, tagliare ogni schiaffone in tre pezzi, mescolarli con un uovo battuto, prezzemolo tritato e mozzarella o parmigiano (se graditi o permessi) e riciclarli in frittata, da servire con un’ insalata verde.


Zuppa di Ceci, Biete e Porcini secchi

Una simpatica cena fuori, mercoledì, in compagnia di persone altrettanto simpatiche. Dopo una bruschetta fatta proprio per benino, avrei preso volentieri le lagane e ceci, ma le avevano finite. Ho ripiegato su una zuppetta di ceci e porcini in coccio, che si è rivelata una vera delizia. L’ho replicata oggi a casa, cercando di ricordare tutti i sapori dei vari ingredienti, ben fusi insieme, ma anche ben distinguibili singolarmente, usando i ceci in scatola, perché non avrei avuto il tempo materiale per l’ammollo. Devo dire che, pur improvvisando, ne è uscito un piattino veramente gustoso… Ora, però, mi è venuta voglia delle lagane e mi sa che le preparerò nel fine settimana, magari non con i ceci, ma con le fave, che già ho visto fresche al mercato, perché in famiglia sono abituati male (o troppo bene, dipende dai punti di vista) e vogliono sempre qualcosa di diverso, anzi, ormai è normale che ci sia sempre qualcosa di diverso… e a me piace renderli felici!

Ingredienti per 4 Persone

  • 1 Barattolo di Ceci precotti
  • 150 gr di Biete già cotte
  • 30 gr di Porcini secchi messi ad ammollare
  • 15 gr di Farina
  • Qualche Foglia di Salvia
  • 1 grosso Spicchio di Aglio
  • 1 Pizzico di Peperoncino
  • Olio extra vergine
  • Sale e Pepe nero macinato fresco
  • Fette di Pane tostato

Preparazione

Sciacquare bene i ceci scolati dal liquido di conservazione. Metterli al fuoco, per renderli morbidi morbidi, in un litro abbondante di acqua bollente salata, con un pizzico di peperoncino e circa un terzo dei porcini ammollati. Intanto tritare il resto dei porcini con l’aglio e la salvia. Soffriggere il trito con un po’ d’olio, spegnere e incorporare la farina. Tagliuzzare grossolanamente le biete ben strizzate e, dopo circa mezz’ora che i ceci sono al fuoco, aggiungere il trito e le biete. Cuocere ancora il tutto per altri trenta minuti. Aggiustare di sale, se necessario, condire con un giro di olio e una macinata di pepe e servire con fette di pane tostato.

BETEAVON!

Tonno alla Mediterranea

Con quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi prima di andare a Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c’inghiotte e non torniamo più.

Eppur parenti siamo un po’
di quella gente che c’è lì
che in fondo in fondo è come noi, selvatica,
ma che paura ci fa quel mare scuro
che si muove anche di notte e non sta fermo mai.

Genova per noi
che stiamo in fondo alla campagna
e abbiamo il sole in piazza rare volte
e il resto è pioggia che ci bagna.
Genova, dicevo, è un’idea come un’altra.
Ah, la la la la la la

Ma quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
ed ogni volta l’annusiamo
e circospetti ci muoviamo
un po’ randagi ci sentiamo noi.

Macaia, scimmia di luce e di follia,
foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia…
e intanto, nell’ombra dei loro armadi
tengono lini e vecchie lavande
lasciaci tornare ai nostri temporali
Genova ha i giorni tutti uguali.

In un’immobile campagna
con la pioggia che ci bagna
e i gamberoni rossi sono un sogno
e il sole è un lampo giallo al parabrise…

Con quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi che abbiamo visto Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c’inghiotte e non torniamo più.

Paolo Conte, Genova per noi

Ho un rapporto conflittuale con la città dove sono nata: la amo, ma a distanza; me ne inebrio quando ci torno (raramente) e ne respiro a fondo gli odori e il vento e il mare, ma non ci vivrei più e mi prende la voglia di scapparne via al più presto. Per me, ormai, Genova è un ricordo, il ricordo della famiglia, delle gite a raccogliere narcisi e prebuggiùn per i pansoti, dei banchi della frutta esotica, secca e candita sotto le feste e del pesce al Mercato Orientale e dell’attesa delle barche col pescato in riviera. Il pesce, l’amore per la cucina di pesce (quello rustico, che fa odore, mica il branzino, che è “roba da milanesi”) è forse quello che ancora fa di me una genovese.

Con questa ricetta, partecipo al bel contest di  Valerio :)

Ingredienti per 4 persone

  • 4 Fette di Tonno pulito
  • 100 gr di Olive nere denocciolate
  • 50 gr di Capperi sotto sale
  • 6 Pomodori Piccadilly
  • 3 Spicchi d’Aglio
  • 1/2 Cipolla dorata
  • 1/2 Bicchiere di Vino bianco
  • Qualche Foglia di Basilico
  • Un Giro abbondante di Olio extra vergine
  • Origano
  • Sale e Pepe nero macinato fresco

Preparazione

Salare e pepare il tonno e cospargerlo abbondantemente di origano. Farlo rosolare da entrambi i lati, per pochi minuti, con un filo d’olio evo. Intanto preparare le verdure: dissalare i capperi, fare una dadolata con i pomodorini divisi in quattro e privati dei semi, affettare sottilmente la cipolla, scamiciare l’aglio e dividere in due ogni oliva. Trasferire il tonno in un tegame capace, mettervi tutt’intorno i pomodori, la cipolla, l’aglio, i capperi, le olive e il basilico. Irrorare con l’olio e il vino bianco, salare leggermente e, sul fuoco, far prendere l’ebollizione. Cuocere a fuoco basso, per circa una mezz’ora, fino a che il sughetto si sia ristretto.

BETEAVON!


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