beteavon

Buon appetito kasher a tutti

Strudel di Datteri al Succo d’Arancia con Salsa al Cointreau e Silan

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Salmo 92:13 “Il giusto fiorirà come la palma”

Il dattero, dal greco dactylos (dito), in riferimento alla sua forma, è nativo della Mezzaluna Fertile. E’ uno dei più antichi, se non il più antico, tra i frutti coltivati, la cui coltivazione risale a oltre 5.000 anni fa. La palma da dattero è una pianta molto sensibile, che fruttifica solo in particolari condizioni climatiche, quali quelle del Medio Oriente e dell’ Africa Occidentale.  La dominazione Araba ha diffuso la coltivazione di questo frutto anche in Spagna e in seguito gli Spagnoli lo fecero conoscere nel Nuovo Mondo.

Il dattero ha un ruolo importantissimo nella tradizione ebraica. I saggi spiegano che il miele della frase “la Terra dove (che) scorre Latte e Miele” (Esodo, 3:8) fa riferimento al miele di dattero, il primo zucchero dell’antico Israele. E’ sotto una palma da dattero che Debora giudicò la nazione, i Maccabei usavano la palma come simbolo dei loro successi militari, molte monete, sia antiche che moderne riproducono questa pianta e i suoi rami sono una delle “Quattro Specie” (lulav) nella festa di Sukkot.

I datteri di Israele, i Medjoul, sono più grandi, arrivano a 15/20 g di peso ciascuno, con una consistenza più morbida e un minore contenuto di zuccheri e, quindi, di calorie: 277 ogni 100 g, contro le 308 dei Deglet Noor…

… Per cui: M.T.C.#36, con lo strudel di Mari, sia in versione dolce, che salata. Come riempire questa mia versione dolce? Con un ripieno che serve a farcire dei dolcetti di Purim tipici dell’Africa Nord Occidentale, i Makroud. Visto che che lo strudel va servito con una salsa, ho mantenuto i datteri, in forma di miele, il Silan, al posto dello zucchero, per dolcificare il succo d’arancia e Cointreau.

Per la Pasta Matta, l’”involucro” dello strudel, ho seguito le indicazioni di Mari, sia per gli igredienti che per la preparazione e la cottura

 

per la sfoglia della versione dolce

150 g di farina 00

100 ml di acqua

1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

1 pizzico di sale

 

Preparate l’impasto per la sfoglia.

Scaldate l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciate la farina in un recipiente, aggiungete il sale e l’olio e versate a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliete l’impasto dal recipiente e cominciate a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettete l’impasto a riposare, coperto da un panno umido o da una pellicola, per circa mezz’ora. Nel frattempo accendete il forno e portatelo alla temperatura di 180°C, modalità statica.

Preparate il ripieno.

Ingredienti per il ripieno:

1/2 kg di Datteri Medjoul

2 Cucchiai di Acqua di Fiori d’Arancio

La Scorza gratuggiata di un’Arancia non trattata

1 Pizzico di Cannella

2 Chiodi di Garofano macinati

Snocciolare i datteri e frullarli, fino a ottenere una pasta. Sciogliere la pasta in una pentola, a fuoco basso, diluita con 2 o 3 cucchiai di acqua di fiori d’arancio e aromatizzarla con la scorza gratuggiata dell’arancia, un pizzico di cannella in polvere e due chiodi di garofano macinati. Fare intiepidire

Stendete la sfoglia.

Mettete una tovaglia pulita (possibilmente lavata con sapone neutro e ben sciacquata), di lino o di cotone, sopra a un tavolo. Infarinate leggermente la tovaglia, prendete l’impasto e cominciate ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi spianatelo aiutandovi con un mattarello. Quando la sfoglia comincerà ad essere abbastanza sottile mettete da parte il mattarello, sollevate la sfoglia dal tavolo aiutandovi con le mani e, tenendola con le nocche nella parte sottostante, cominciate a tirarla verso l’esterno facendola girare ogni tanto e facendo attenzione che non si rompa. La sfoglia deve diventare praticamente trasparente. Riponetela nuovamente sulla tovaglia, dovreste aver ottenuto una sfoglia quadrata di circa cinquanta centimetri per lato. Siccome i bordi saranno rimasti un po’ più spessi, passate con le dita lungo tutta l’estremità della sfoglia tirando la pasta per assottigliarla.

 

 

 

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 Disponete sulla sfoglia il ripieno di datteri, lasciando liberi circa due centimetri di bordo.

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A questo punto, aiutandovi con la tovaglia, cominciate a sollevare la sfoglia per arrotolarla sul ripieno. Fate fare un paio di giri, quindi ripiegate anche i due lembi esterni e continuate ad arrotolare fino alla fine.

 

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 Riponete la sfoglia in una teglia precedentemente unta, spennellate la superficie della sfoglia con un goccio di olio e mettete a cuocere.

Ci vorranno circa trenta/quaranta minuti, ma siccome la cottura dipende molto dal forno, fate attenzione perché la sfoglia non deve diventare troppo scura bensì deve rimanere dorata.

Togliete la teglia dal forno e fate raffreddare lo strudel.

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Preparate la crema o la salsa per accompagnare:

Ingredienti per la salsa d’arancia e Cointreau

Succo di 2 Arance

2 Cucchiai di Miele di Dattero (Silan)

1 Cucchiaino di Fecola di Patate

1 Cucchiaino di Cointreau

Mettere in un pentolino il succo delle arance sul fuoco a fiamma bassa. Aggiungere il Silan e mescolare bene. Unire il Cointreau e fare bollire per 5 minuti. Aggiungere lentamente e mescolando la fecola di patate setacciata, badando di non formare grumi. Quando la salsa si sarà rappresa, levarla dal fuoco e farla raffreddare.

 

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BETEAVON!

Strudel MTC

12 commenti

  • TataNora · 18 febbraio 2014 alle 08:53

    Medijoul tutta la vita e Silan, grazie a te, pure.
    Pensa che avevo pensato di fare uno strudel con i datteri ed altro ma poi ho rinunciato perchè i Medijoul che ho comprato…. li ho mangiati tutti!!!
    Adesso poi che so che sono pure meno calorici…
    Poi contengono ferro e potassio e MI PIACCIONO (non si era capito vero?)
    Come sempre da c’è da imparare e tanto e farlo così, con la tua semplicità, è bellissimo.
    Il Silan (miele di datteri) l’ho usato nel ripieno di quello che ho pubblicato domenica (non il tuo … è già finito da un po’!) e mi ha dato tanta soddisfazione.
    Brava Michela, brava come sempre!
    Nora

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  • FornoStar · 18 febbraio 2014 alle 08:53

    Io adoro i datteri, quindi questa versione on può che strapiacermi!!!!

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  • Arianna · 18 febbraio 2014 alle 09:48

    Questo post sarebbe me lo stampo per leggerlo e rileggerlo. Sei assolutamente immensa, sappilo!

    Rispondi

  • Mariella · 18 febbraio 2014 alle 10:43

    Michi, leggere del tuo strudel mi ha fatto volare su un tappeto magico verso le sabbie del deserto, alla ricerca di un’oasi dove atterrare per gustarlo, all’ombra delle palme.

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  • Fabiana · 18 febbraio 2014 alle 11:00

    Interessante!
    Neanche lo conoscevo questo miele di dattero….chissà quante cose ci si possono fare.
    La mia conoscenza sui datteri è molto limitata, il mio consumo personale, al contrario, ahimé è molto esteso!!:)))
    Brava Michela, mi piace molto quest’idea!!!

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  • arabafelice · 18 febbraio 2014 alle 12:04

    Ma ci credi che anche la mia prima idea era stata i datteri? Poi ho cambiato in corsa. Il tuo è il prossimo che voglio provare :)

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  • Flavia · 18 febbraio 2014 alle 12:48

    Bella la storia del dattero… E bella la tua ricetta, buona giornata, Flavia

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  • Roberta · 19 febbraio 2014 alle 09:56

    Qui da te c’e’ sempre da imparare. Interessante l’introduzione, splendida la ricetta. Vado matta per i datteri e proprio per questo motivo non li compro mai: nonostante io non ami il dolce dolce, con i datteri non mi so controllare!!

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  • Elena · 19 febbraio 2014 alle 16:08

    Non si finisce mai di imparare!

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  • Mari · 21 febbraio 2014 alle 11:14

    Carissima, quando si passa da te si imparano sempre un sacco di cose nuove e interessanti e solo per questo già ti ringrazio.
    Ma ti ringrazio anche per questo tuo strudel dolce, per questa dolcezza particolare del ripieno che solo i datteri riescono a conferire e per la tua idea di preparare come degno e perfetto accompagnamento questa salsa all’arancia e Cointreau che ben si sposa al sapore del ripieno.
    Grazie mille per questa tua proposta.
    Mari

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  • stefania · 21 febbraio 2014 alle 11:45

    Non ho mai amato i datteri, li associavo sempre a dei piccoli frutti appiccicosi tipici del Natale. Non li amavo fino a quando L’araba non me ne ha regalato una confezione: succosi e dolcissimi datteri provenienti dall’Arabia. Meravigliosi. Questo tuo strudel con i datteri mi piace molto, così come apprezzo l’escursus storico-religioso che ci hai ben spiegato. Grazie!

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  • alessandra · 23 febbraio 2014 alle 18:41

    non vedevo l’ora di leggere questo post e ora che finalmente è arrivata, rinnovo per l’ennesima volta il mio grazie per tutto quello che fai, per arricchire la nostra sfida con contributi unici e preziosi sulla tradizione ebraica. Aspettavo i datteri, ad essere sincera, e forse li aspettavo anche profumati dalle spezie e dalle “acque” aromatiche: ma questo strudel supera ogni aspettativa: perchè è seducente e intrigante come solo i dolci mediorientali sanno essere. In più, il miele di dattero ha una dolcezza non stucchevole ed esalta, senza mai stancare. L’ennesimo gran contributo- e grazie davvero!

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