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Buon appetito kasher a tutti

Frittelline di Patate ed Erbe aromatiche

Ho un’arca personale. Anzi, no, ne ho due. Una è ufficiale: due cani, una miciotta, cinque cavalli e un/a puledrino/a in arrivo ad aprile. L’altra è ufficiosa, ma per questo non meno mia e non meno curata e “naviga”, da due anni e mezzo, tra i miei vasi sui balconi, i portici e i rustici (ormai appositamente attrezzati per un confortevole approdo). Tutto è iniziato nell’estate del 2009: una micetta miagolante si presenta davanti alla mia porta, seguita da tre trottolini caracollanti di sì e no un mesetto. I gatti, tra le risaie, sono veramente utili a evitare un’invasione di roditori più o meno sgraditi (più più che meno), perciò è stato automatico offrire una grossa ciotola di pappa mescolata con il latte. Gradita di sicuro, visto che, a oggi, la famigliola è diventata una nutrita (molto nutrita, direi bella grassotta) colonia di circa venti trappole-per-topi. Lo scorso autunno, preoccupata dal numero di cucciolate sfornate, mi sono messa in contatto con il Dottor Ferrian, abile veterinario locale, nonché notorio degustatore di buon cibo e buon vino. Per farla breve: lui cattura un miciotto, lo opera, me lo riporta la sera, per la degenza post operatoria al calduccio del mio spogliatoio e io gli offro un aperitivo di ricompensa. Né il dottore, né i pazienti si sono mai lamentati dei miei stuzzichini.

 

Ingredienti per circa 10 Frittelline

  • 3 Patate medie
  • 2 Cucchiai di Farina
  • 1 Rametto di Rosmarino e 2 Foglie di Salvia
  • Sale e Pepe nero macinato fresco
  • 1 Grattatina di Noce Moscata
  • Olio di Arachidi per friggere

Preparazione

Pelare e grattugiare le patate con la grattugia a buchi larghi. Aggiungere la farina, il sale, il pepe, la noce moscata e le aromatiche tritate grossolanamente. Mescolare e formare delle frittelle da friggere nell’olio ben caldo. Scolare su carta assorbente e servire ben calde. Le erbe aromatiche possono essere sostituite a piacimento.

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Sformato di Riso dolce con Salsa FiordiFrutta Rigoni di Asiago ai Lamponi

Sono un'”abbonata” alle FiordiFrutta Rigoni di Asiago, che, oltre alla bontà della frutta biologica e alla varietà di gusti, recano un simbolino fondamentale, per le mie ricette, sull’etichetta. E’ una piccola stella con una K in mezzo, poco appariscente, che mi da la certezza di poterle usare senza problemi per i miei dolci, in quanto certificate, assieme ai vari tipi di miele, parve e kasher. E’ comodo anche trovarle in tutti i supermercati, senza doverle cercare nei negozi specifici (cosa poco comune, qui in Italia), perciò accetto volentieri l’invito e, con questo dolce, partecipo al goloso contest di Mariacristina, con il premio offerto da Rigoni di Asiago

Ingredienti per 4 Persone

  • 75 gr di Riso originario
  • 1/4 di Litro di Latte
  • Semini di mezza Stecca di Vaniglia
  • 1 Pezzo di Scorza di Limone non trattato
  • 60 gr di Zucchero
  • 2 Uova
  • 1 Pizzico di Sale
  • 3 Cucchiai di FiordiFrutta ai Lamponi
  • 1/2 Tazzina da Caffè di Acqua

Preparazione

Lavare bene il riso, metterlo al fuoco con il latte freddo, la presa di sale, la vaniglia e la scorza di limone e portarlo a ebollizione. Terminare la cottura a fuoco lento, mescolando di tanto in tanto, finché il latte non si sia assorbito. Levare dal fuoco. Montare i tuorli con metà dello zucchero, aggiungerli al riso e incorporarli bene, lasciando poi raffreddare. Nel frattempo, montare a neve ferma gli albumi con il restante zucchero e incorporarli al riso. Ungere bene uno stampo, riempirlo con il composto e infornare per circa trenta minuti a 180°. Quando è pronto, lasciar raffreddare e sformare. Al momento di servire, preparare una salsa, scaldando la FiordiFrutta ai lamponi diluita con l’acqua, con una parte della quale guarnire lo sformato e servendone altra a parte in una ciotola.

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Tofarelle al Ragô d’oca

Il 7 aprile ci sarà l’Incontro Voiello a Milano: La Cucina di Pianura. Vivendo a cavallo tra quattro province che più in pianura di così non si può, conosco bene questo tipo di cucina e in più, come c’è la famosa cucina Giudaico Romanesca, esiste (meglio dire esisteva) una tipica cucina di pianura Ebraico-Lombardo/Piemontese. Per quel che riguarda Mortara, in Lomellina, già dal XIII secolo gli ebrei allevavano oche, con le carni delle quali producevano la “Sallama”, così chiamata proprio per distinguerla dal salume suino. Ancora oggi, pur non esistendo più una comunità ebraica, Mortara è la città dell’oca per eccellenza e viene prodotto un “salame ecumenico”, esclusivamente costituito da petto d’oca disossato e poi stagionato per oltre sessanta giorni. Andare alla Corte dell’Oca , chiacchierare con i signori Palestro, tornare a casa con “tutta l’oca minuto per minuto” e cucinarla (per ore!) abbinata alla Pasta Voiello è stato proprio un Piacere Vero!

Per amor di precisione voglio specificare che la ricetta contiene tutti ingredienti permessi, ma ho dovuto usare carne d’oca non macellata secondo le regole della kasherut, in quanto impossibile da trovarsi fresca qui da noi.

Ingredienti per 8 persone

  • 600 gr di Tofarelle Voiello (anche se avrei preferito le Mafaldine, impossibili a trovarsi in tutte e quattro le Province!)
  • 1/2 Oca sgrassata, tagliata a Pezzi e privata della Pelle
  • 150 gr di Salame ecumenico d’Oca
  • 1 grossa Cipolla
  • 1 Gambo di Sedano
  • 1 Carota
  • 1/2 Bicchiere di Vino Rosso
  • 2 Foglie d’Alloro
  • 6 Barattoli piccoli di Polpa di Pomodoro finissima
  • 8 Cucchiai d’Olio extra vergine
  • 1 Pizzico di Peperoncino
  • Sale e Pepe macinato fresco

Preparazione

Preparare un trito con il salame d’oca, il sedano, la carota, la cipolla e farli rosolare nell’olio. Aggiungere i pezzi d’oca e farli rosolare bene. Aggiungere il vino, farlo evaporare, quindi unire il pomodoro, le foglie d’alloro, il peperoncino e regolare di sale e pepe. Far cuocere il tutto a fuoco lento e coperto per circa un’ora. Spegnere, lasciare intiepidire, quindi disossare l’oca e sminuzzarne la polpa. Rimettere la carne nel sugo e continuare la cottura per un’altra mezz’ora, sempre a fuoco lento, ma senza coperchio. Portare a ebollizione sette litri d’acqua, salarla e cuocere le Tofarelle. Scolarle e condirle con il sugo, che può essere preparato anche il giorno precedente e, se in abbondanza, può essere surgelato.

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La “Kashella” (Crema di Nocciole Parve)…

… E homemade e… “Che mondo sarebbe senza Kashella?”

Prima delle lezioni di kasherut, faccio sempre un salto da Eden, un piccolo market glatt kosher vicino alla scuola, dove mi rifornisco di latte, uova bianche, pancarrè, “salumi e salsicce”, margarina e cioccolato parve, lieviti, aceto e vino… insomma, vado a lezione con i miei libri, la mia voglia di apprendere e… il carrellino della spesa base settimanale. La scorsa settimana avevano esaurito quasi tutto ed erano un po’ sguarniti, “causa” Purim; non c’era neppure la crema di nocciole, che mi serviva proprio. Pazienza, rimediato alla svelta, preparandola a casa. Peccato che domani debba riprepararla, perchè è già andata a ruba. La mia preparazione è parve, in modo che si possa usare anche per dessert da servire dopo pasti di carne, ma in caso di pasti di latte e colazioni, si può sostituire, usando le stesse quantità, il latte di riso con latte vaccino e la margarina parve con il burro.

 

Ingredienti per due Barattoli piccoli

  • 100 gr di Zucchero
  • 65 gr di Nocciole pelate e tostate
  • 100 gr di Cioccolato fondente a Pezzetti (ho usato il parve Schmerling’s)
  • 100 gr di Latte di Riso
  • 70 gr di Margarina parve (ho usato la Gout Beurre di Teth Beth Food)

Preparazione

Polverizzare con il mixer lo zucchero e le nocciole. Aggiungere il cioccolato e tritarlo molto fino, fino a rendere il tutto una specie di massa pastosa. In una pentola antiaderente, sciogliere la margarina nel latte, facendolo solo intiepidire. Aggiungere il composto di cioccolato e nocciole e cuocere a fuoco bassissimo, rimescolando sempre, meglio se con una frusta o un frullino a mano e senza farlo alzare troppo di calore, fino a ottenere una crema molto densa (una decina di minuti scarsi). Mettere subito nei vasetti e poi in frigorifero, dove si addenserà ulteriormente. Levare dal frigorifero circa quindici minuti prima dell’utilizzo.

BETEAVON!

Con la Kashella, partecipo anche al mega contest “Homemade is better” indetto da Shake and Bake , UnaZebrApoisMezzaluna e sponsorizzato da Kit-Zen

Danubio versione Kasher

E’ già un po’ che tengo d’occhio i contest mensili  di Menù Turistico, cioè l’ MTC e questo mese pensavo proprio di partecipare. Purtroppo ho visto che gli ingredienti suggeriti da Tery, non sostituibili, erano assolutamente incompatibili con quelli che posso usare, sia nella materia prima, che nelle associazioni. Poi ho letto una postilla: nel caso in cui ci sia un qualsiasi genere di intolleranza, si possono fare variazioni… E allora provo, io, persona estremamente tollerante a tutto e a tutti, a spacciarmi per intollerante a 1) strutto, 2) latticini associati con carni (per cui, se uso il grasso d’oca al posto dello strutto e metto un ripieno di carni, non posso più usare latte e burro). Per farmi perdonare e accettare, dirò che ho seguito in maniera maniacale il procedimento di esecuzione e le dosi, con un risultato ottimo non solo all’occhio e al palato, ma anche per il mio portafoglio: non devo gettare mestoli e ciotole, causa misture non ammesse e posso usare il mio Danubio personale per un allegro aperitivo in famiglia, stasera 😉

Ingredienti per circa 21/22 “Palline”

  • 500gr di Farina (300 gr Manitoba, 200 gr Farina 00) (“tollerato”)
  • 160 gr  di Latte di Riso 150gr di Latte
  • 3 Tuorli ed 1 Uovo intero (“tollerato”)
  • 1 Cucchiaino di Sale (circa 8-10 gr) (“tollerato”)
  • 10gr di Lievito di Birra (“tollerato”)
  • 40 gr di Zucchero (“tollerato”)
  • 1 cucchiaino di Miele (“tollerato”)
  • 80 gr di Grasso d’Oca fuso Strutto
  • 20 gr di Margarina parve Burro
  • Sale, Pepe e Latte di Riso da spargere e spennellare sulla Superficie prima di infornare

Ingredienti per il Ripieno

  • 150 gr “Prosciutto” di Petto di Tacchino
  • 150 gr di “Salame” di Manzo
  • 1 Bicchierino da Liquore di Moscato Bartenura

Preparazione

Tutto a mano (braccia, polso) per “espiare”, secondo le linee guida. Se senza colpe, usare l’impastatrice, che vi risparmia mezz’ora buona di ginnastica agli arti superiori!!

Sciogliere il lievito nel latte tiepido insieme al cucchiaino di miele. Una volta sciolto aggiungere la farina e iniziare ad impastare.
Unire l’uovo intero e 2 tuorli, lo zucchero e impastare fino ad assorbimento.
A questo punto aggiungere l’ultimo tuorlo rimasto con il sale e fare assimilare completamente all’impasto.
Quando le uova saranno completamente amalgamate unire il grasso d’oca e la margarina parve lo strutto e il burro e impastare fino a che non siano completamente assorbite e continuare ad impastare fino a che l’impasto non regga il “window test”, cioè, tirato davanti a una finestra, non si veda il panorama in trasparenza 😀 .Mettere a lievitare in luogo tiepido fino al raddoppio.Trascorse circa 2 ore, sgonfiare l’impasto e formare un salsicciotto. Da questo ricavare tanti pezzetti da circa 35 grammi l’uno (pesati “one by one”), schiacciarli  con le mani per formare dei dischi e porvi al centro il trito dei due “salumi”, “impastati” con il bicchierino di moscato.
Chiudere i dischi, sigillandoli sul fondo in modo da formare una pallottola liscia. “Immargarinare” una  o due teglie e disporre le palline vicine, ma non attaccate.
Far lievitare fino al raddoppio in forno tiepido.
Spennellare con altro latte di riso e cuocere  in forno caldo a 220°  per 15/20 minuti a seconda del forno
BETEAVON!
Con questa ricetta partecipo per la prima volta al contest mensile MTC

 

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