beteavon

Buon appetito kasher a tutti

Gelatina di Succo di Mele e Miele per Rosh haShanah

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A volte ritornano. E’ il mio caso. Dopo più di un anno di assenza dal blog, rieccomi qui, in occasione del nuovo anno ebraico che partirà da stasera (5776).

Torno con una sorpresa, un “oltre la ricetta”, cioè i commenti e gli approfondimenti dell’amico Rav Levi Piha. Sarà interessante, per tutti, capire “cosa c’è dietro” a determinati ingredienti, perché, in determinate occasioni, si usano certi piatti simbolici. Spero sia gradito e d’aiuto a tutti.

Lascio la parola a Rav Levi Piha e i miei auguri, che sia un anno buono e dolce come il miele, colmo di pace, salute, prosperità e tante gioie: SHANA TOVA’!

Shalom a tutti!
Mentre stiamo per entrare nel nuovo anno ebraico, ci ritroviamo in cucina, nei pieni preparativi per gli attesi pasti della festa, tra torte, squisite insalate e dolci. Come ben sappiamo durante Rosh Hashana si usa mangiare cibi dolci, evitando di mangiare cose salate o aspre. Vengono date diverse ragione per tali usanze, alcune delle quali verranno spiegate appunto nelle prossime righe di questo articolo. Quella principale, più chiara e semplice e forse anche la più logica, è dove chiediamo a D_O una Shana Tova Umetuka, ovvero di darci un anno buono e dolce e lo dimostriamo infatti nei nostri pasti festivi, consumando cibi dolci.
Una delle usanze ebraiche ,soprattutto askenazite , è quella di cucinare ”tzimmes” che sono delle Carote dolci, cotte con zucchero, uvetta o prugne, servite durante il pasto di Rosh Hashanah, di nuovo con la speranza di un anno dolce.
Si usa anche mangiare la mela, che, accompagnata col miele, è uno dei piu usati simboli di Rosh Hashanna; ma ci siamo chiesti perché mangiamo le mele? In proposito, il Maharil spiega (Bereshis 27) di un epidodio in cui Yaakov si travestì da Esaù, al fine di “manipolare” Yitzchak, suo padre, a dargli la benedizione che spettavano teoricamente al primogenito, ma che Esaù aveva comunque precedentemente venduto a Yaakov per un piatto di lenticchie. Quando Yaakov si avvicinò ad Yitzchak, che era cieco e quindi non si sarebbe accorto che non era Esaù quello che stava ricevendo le berachot, quest’ultimo notò un dolce odore proveniente da Yaakov. A quel puntoYitzchak commentò (Bereshis 27:27): “Vedi, l’odore di mio figlio è come l’odore di un campo che Hashem ha benedetto.” Ha poi continuato a benedirlo con benedizioni di ricchezza e potere. Secondo molti commentatori, il “campo che Hashem ha benedetto” si riferisce ad un campo di mele, e l’odore di quel campo di mele è anche l’odore del Giardino dell’Eden. Il Gaon di Vilna continua a spiegare che questo episodio della benedizione si verificò proprio il giorno del Capodanno ebraico. È dunque opportuno mangiare una mela, un frutto il cui odore è associato con le benedizioni di Yaakov (che sono state date proprio a capodanno) e al Giardino dell’Eden, il giorno in cui noi stessi vogliamo benedizioni, come buon auspicio.
Un’altra usanza a Rosh Hashanna è di mangiare una torta chiamata Lekach – una torta dolce- che ha come ingrediente principale il miele, anche questa per simbolizzare un anno dolce. Il Rebbe Baal Shem Tov aveva l’usanza di distribuire ai suoi discepoli e membri della comunità un pezzo di lekach prima della festa, antica usanza trasmessa dalle precedenti generazioni. Nella Kabbalah viene spiegato il concetto e l’usanza di mangiare cibi dolci con le nozioni delle midot- attributi. Nel giorno del giudizio, il divino attributo dominante è quello di Ghevura, severità, perché Rosh Hashanna è il giorno in cui tutte le nostre azioni vengono soppesate; per questo motivo, mangiando cibi dolci, che rappresentano invece l’attributo di Chesed, dolcezza, ci auguriamo di raddolcire la criticità e austerità di questo giorno tanto solenne. E’ anche importante sapere che, molte volte, le benedizioni che Hashem ci manda in questo mondo sono nascoste, a volte in modi molto duri, a tal punto che a noi sembrano grandi difficoltà o addirittura sofferenze, ben lontane da benedizioni, ma in realtà, queste, sono benedizioni molto alte che non sono, purtroppo, rivelate ai nostri occhi limitati e ci appaiono molto difficili.
Durante Rosh Hashanna ci rechiamo al tempio dove ci dedichiamo con più concentrazione alla preghiera, chiedendo ad Hashem di essere clemente nel giudizio verso il nuovo anno e di darci una Shanna Tova Umetuka, un anno buono e dolce. Al tempio, si sente il suono dello shofar, che e paragonato al pianto di un bambino, per spingerci ed aiutarci a sentirci più vicini ad Hashem, a piangere e a fare teschuva, penitenza, prendendo su di noi buoni propositi per l’ anno nuovo. Dopo il tempio ci rechiamo nelle nostre case, dove assieme alla famiglia è usanza tenere un seder, che vuol dire ordine per il dato ordine in cui si mangiano i cibi particolari della festa, degli antipasti dolci, accompagnati da specifiche formule di preghiera ciascuno. E infine anche usanza fare la bracha di Hammotzi su Challot rotonde, anziché quelle tradizionalmente intrecciate e lunghe, per rappresentare il circolo della vita, che si rinnova ogni anno e, di nuovo, ci auguriamo che si rinnovi per il bene, e che possiamo tutti noi meritarci una Shanna Tova Umetukha!

(Fonte: Lekhayim Edizioni Mamash)

 

 

Ingredienti per 4 barattolini monoporzione

  • 250 ml di Succo di Mela

  • 3 cucchiai da tè di Miele liquido (Acacia o Millefiori)

  • 4 g di Agar Agar

  • Fettine sottili di Mela non sbucciata

 

Preparazione

In un pentolino, mescolare il succo di mela, il miele e l’agar agar. Portare lentamente a ebollizione mescolando continuamente e lasciare sobbollire per qualche minuto. Lasciare intiepidire e versare nei contenitori prescelti, inserendo in ciascuno una fettina di mela. Far raffreddare e porre in frigorifero per alcune ore, fino a completo indurimento della gelatina

Beteavon!

 

 

 

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3 commenti

  • kedval · 13 settembre 2015 alle 08:59

    che cosa e’ l’agar grazie e Shana Tovà umetùcha.

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    • Autore commentato da Michela · 13 settembre 2015 alle 13:09

      Buongiorno, L’agar agar è una gelatina senza alcun tipo di ingrediente animale. Si usa aggiungendo la giusta quantità in un liquido caldo. La mia è in polvere finissima, certificata, ma in realtà non necessita di alcuna supervisione, per cui si può usare anche quella che si trova in farmacia o nei negozi biologici, basta sia pura-
      Shana tovà e grazie!

      Rispondi

  • Nora · 17 settembre 2015 alle 11:57

    Terribilmente in ritardo nell’augurarti un anno buono e dolcissimo, ti faccio i complimenti per questo nuovo volto del tuo blog, con le spiegazioni di queste tradizioni che, per chi come me ha un’altra confessione religiosa, spiegano tante cose.
    Se troverò un succo di mela *come dico io* mi sa che te la copio questa….. con buona pace dei golosi di casa.
    Shanna Tova Umetukha amica mia!
    Nora

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