beteavon

Buon appetito kasher a tutti

Categoria: Preparazioni e Impasti di Base

Due Chili in due Giorni

Che non è lo slogan di una dieta miracolosa, magari! Ma i piatti che ho cucinato per l’MTC di questo mese, il Chili con Carne, proposto da Anne (che consiglio a tutti di seguire :-)  ). Non voglio raccontarvi il mio Texas, sarebbe troppo lungo, noioso e pure un po’ triste. Non voglio ricordare il mio primo “Houston, abbiamo un problema” dei primi anni ’70, dove Houston non era la NASA, ma il centro cardiologico, l’unica speranza, al tempo, oltre il Sud Africa, per il cuore troppo grande della mamma di una bambina, per cui non c’è stato nulla da fare. Non voglio tediarvi con il Texas, quello rurale, sterminato, fatto di notti passate a “muovere” cavalli, perché, a 50° C, i cavalli li muovi di notte, quando fa più fresco per loro e per te, alzandoti alle 2, con un thermos gigante di caffè e vai a letto alle 9/10 del mattino, quando tutti iniziano a “vivere”. Voglio piuttosto segnalare una piccola chicca capitata qui a Milano, sabato sera, al Tex-Mex sotto casa. Mia figlia è celiaca. Ha avuto in regalo un buono per una Fajita vegetariana, una birra e un dolce. Va e dichiara la sua condizione. Le preparano, appositamente, tutto a parte, senza contaminazioni, compreso un dessert di fragole fresche a forma di cuore. Ecco, sarò sentimentale, ma chissà perché, quelle attenzioni, quella forma di cuore, sembrano chiudere un cerchio di tre generazioni… il Texas, qui, a Milano e pure nello stesso isolato… il destino… and Texas in my heart

# 1) WHITE CHILI (di Pollo) CON CECI E FRITTELLE DI FARINATA

 

Ingredienti per il Chili

1 Peperoncino rosso piccante (Pimento di Santo Domingo)

4 Peperoncini verdi dolci (Origine Marocco)

1 Kg di Petto di pollo a Dadini

1 Cipolla tritata

3 piccoli Spicchi di Aglio

2 Cucchiai di Olio EVO

1 Tazza da Tè di buon Brodo vegetale

1 Cucchiaio di Cumino

1 Cucchiaio di Origano

1 Manciata di Coriandolo fresco tritato

 

Contorno

250 gr di Ceci secchi

1 Pizzico di Bicarbonato di Sodio

Brodo di Verdura q.b.

Cipolla tritata, Olio EVO, Sale e Pepe q.b.

 

“Pane”

150 gr di Farina di Ceci

Sale, Pepe, Pizzico di Bicarbonato e Acqua Gassata q.b.

 

Preparazione del Contorno

Ammollare i ceci secchi per 12 ore, con un pizzico di bicarbonato. Cuocere i ceci nel brodo vegetale e “ripassarli” in tajine con un trito di cipolla stufata in olio. Aggiungere un po’ di brodo vegetale, se necessario e salare e pepare quanto basta, finché i ceci non saranno tenerissimi

 

Preparazione delle Frittelle di Farinata

Mescolare la farina di ceci con il sale, il pepe, il bicarbonato e l’acqua fredda gassata, fino ad ottenere una pastella densa e senza grumi. Lasciar riposare almeno due ore e poi friggere a cucchiaiate in olio di semi fondo e bollente. Scolare su carta assorbente e tenere in caldo

 

Preparazione del Chili di Pollo

I miei peperoncini erano freschi. Li ho disidratati in forno a 70° per circa 6 ore, con lo sportello tenuto appena aperto con un cucchiaio.

 

 

 

 

 

Ho poi eliminato i semi, li ho messi in ammollo appena coperti d’acqua e li ho frullati con la stessa acqua ottenendone una pasta di chili. Ho tagliato il pollo a dadi piccoli, ho stufato la cipolla tritata con due cucchiai d’olio per circa 5 minuti. Ho aggiunto l’aglio tritato e insaporito per 2 minuti, poi ho unito il pollo a dadini, la pasta di chili, il cumino, l’origano, il coriandolo fresco tritato e una mestolata di brodo vegetale. Ho lasciato cuocere a fuoco dolcissimo, semicoperto, per lasciar fuoriuscire i vapori, per circa due ore (il petto di pollo mette meno a cuocere del manzo), impiattato e servito con contorno e frittelle. Ottimo anche il giorno dopo!

 

# 2) Chili con Carne (di manzo) con Riso pilav al Peperoncino dolce e Tortilla di Mais Blanco

 

 

Ingredienti per il Contorno di Riso

200 gr di Riso a Chicco lungo non profumato

1/2 cipolla rossa tritata finemente

3 peperoncini dolci disidratati come da ricetta precedente, messi in infusione in acqua bollente, ma poi tagliati a striscioline finissime, NON frullati

450 ml di Brodo vegetale

2 Cucchiai di Olio EVO

Sale q.b. (non l’ho usato perché il mio brodo vegetale era già salato)

Preparazione

Stufare la cipolla con l’olio e le striscioline di peperoncini. Aggiungere il riso e girarlo perché si amalghimino i sapori e il riso tosti. Aggiungere il brodo bollente, sigillare con un coperchio e lasciare cuocere fino a completa cottura del riso. Sgranare e tenere in caldo.

 

Ingredienti per le Tortillas (8)

180 gr di Farina di Mais Blanco (Gluten Free)

Circa 180 ml di Acqua (regolarsi secondo la Farina)

Preparazione

Mettere la farina in una ciotola. Fare il classico buco in mezzo e iniziare a versare l’acqua gradualmente. Continuare ad impastare fino a ottenere una pasta morbida. Ottenere delle palline da golf dalla massa. Mettere una pallina alla volta in una busta per alimenti. Se avete la tortillera, pressare le varie palline, altrimenti usare un mattarello per appiattirle o un piatto piano, come ho fatto io

Scaldare a fuoco alto una padella piatta di ferro o di ghisa (deve essere caldissima) e cuocere le tortillas pochi secondi per parte. Devono essere un po’ colorite, ma non bruciate. Metterle da parte avvolte in una tela e tenerle in caldo

Ingredienti per il Chili di Manzo

2 Peperoncini piccanti (i miei erano freschi)

4 Peperoncini dolci (Li avevo già disidratati, regalo dell’amica Daniela- ABChef)

1 kg di Plate Cote, Residuo di Pesach (sarebbe il Biancostato senz’osso, penso), ma va bene qualsiasi parte dell’anteriore come la Spalla, per esempio. Tagliato a cubottini

3 Spicchi di Aglio tritati molto finemente

1 Cipolla bianca tritata altrettanto fine

2 Cucchiai di Cumino macinato

1 Cucchiaio di Origano

2 Cucchiai di Paprika dolce

un Ciuffo di Coriandolo fresco tritato

Sale q.b.

 

Preparazione

Preparare la pasta di peperoncini, come da indicazioni precedenti (consiglio: fatevene un bel po’ e conservatela in un barattolo ermetico in frigo). Mettere la carne nella pentola (una Dutch Oven, nel mio caso), aggiungere la pasta di peperoncino e iniziare a cuocere a fuoco basso (la carne, essendo piuttosto grassa, rilascerà il condimento necessario a far sì che non ci voglia olio o affini). Aggiungere l’aglio, la cipolla, il cumino, l’origano, la paprika e il coriandolo tutti mescolati assieme

Cuocere a fuoco bassissimo per circa tre ore, aggiungendo qualche cucchiaiata d’acqua se la carne dovesse risultare troppo asciutta.

Il Chili con carne (sia di pollo che di manzo) è un piatto perfetto per Shabbat, in quanto si può prepare in anticipo e poi riscaldare sulla plata e, devo dire, il giorno dopo la preparazione è ancora meglio!

BETEAVON!

 

Rifatte senza Glutine: lo Sfincione palermitano Gluten Free

Mi sono ritrovata, molto recentemente, a dover rivoluzionare il mio modo di cucinare, visto che mia figlia si è scoperta affetta da celiachia. Per me, estremamente ignorante in materia, si è aperto un mondo nuovo, a cui tutta la famiglia si è adattata, quando siamo tutti insieme, senza grossi sforzi, perché senza glutine non è per niente male. Devo ringraziare alcune esperte che ho conosciuto nei vari gruppi “di ricette”, in particolare Stefania e Simonetta, i cui blog mi hanno aiutato molto, anche se la strada è molto lunga. Sono perciò molto contenta di poter cominciare il percorso gluten free dando il mio piccolo contributo al tema del mese di Rifatte Senza Glutine con questa “pizza” palermitana.
Ho rifatto la ricetta di Stefania, pedissequamente, e devo dire che è stata graditissima e divorata anche da chi, in famiglia, non deve necessariamente usare prodotti gluten free.

 

 

Ingredienti per la base

  • 350 gr. di maizena

  • 400 gr. di farina di riso sottilissima

  • un cubetto di lievito da 40 gr.

  • 60 gr. di burro

  • 15 gr. di sale

  • 450 gr. di latte

  • Olio extravergine d’oliva

  • sale

Ingredienti per il condimento:

  • 600 gr ca. di pomodori pelati

  • 300 gr di cipolla

  • olio extravergine d’oliva

  • grana

  • origano

  • 4 filetti di acciughe (facoltative, ma ci stanno benissimo)

  • 50 gr. di pangrattato (Ho usato il Panko Gluten Free)

  • sale

Preparazione

Mescolare le due farine, sciogliere il burro al microonde e mescolare insieme. Stemperare (riscaldare, ma non troppo) il latte e aggiungere il lievito, avendo cura di farlo sciogliere bene. Quindi aggiungerlo all’impasto e lavorare fino a raggiungere una consistenza compatta, ma morbida. Salare. Lasciare lievitare un’ora e mezza al calduccio. Deve diventare circa il doppio. Quindi, riprendere l’impasto, e stendere su una teglia aiutandosi con un po’ di olio. Condire e lasciare riposare altri 40 minuti circa. coperto con pellicola. Tagliare a fettine la cipolla e farla soffriggere con l’olio. Quindi aggiungere il pomodoro, salare e lasciar cuocere per circa 20 minuti. Salare e pepeare a vostro piacere. Far raffreddare. A questo punto stendere sull’impasto lievitato e spolverizzare con abbondantissimo grana, origano, sale e qualche acciughina sott’olio spezzettata. A parte fate tostare il pangrattato con un po’ d’olio e sale e versate sul condimento.

Quindi cuocere in forno caldo a 200° per 20 minuti circa.
La pasta deve essere alta, circa 5 cm dopo la lievitazione e quindi la teglia per queste dosi deve essere circa di 35×25 cm.

Beteavon!

§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l’apposita dicitura SENZA GLUTINE  come da regolamento CE 41/2009 sulle confezioni degli ingredienti usati e non dimenticare mai il discorso sulle tracce e cross-contaminazioni.

 



Pici toscani e Carrettiera siciliana originale: Piatto che più povero di così non si può

Mi è piaciuta tanto una frase del post di Patty, quella finale: il “Picio è una pasta povera e di terra”. A me piace impastare: pane, pasta, torte, gnocchi. Lo trovo terapeutico, rilassante e scarica tensioni. Gesti antichi, che si tramandano da centinaia di generazioni in tutte le culture: un po’ di farina, un po’ d’acqua e sale, olio… e uova, nelle paste più ricche, ma non qui. E ora che viviamo in un periodo “povero”, dove risparmiare non è solo un luogo comune per genovesi, mi sembrava giusto approfittare di questo M.T.C., per creare un piatto che, con due euro compreso il gas, riempie la pancia a tutta la famiglia ed è di un buono (anzi, “bono”, alla toscana) che, se comparisse nel menù di  un ristorante stellato, lo presenterebbero a più di venti a porzione, almeno in quelli di Milano. Certo, come dicono i toscani qui in famiglia, è una ricetta “ghiozza”, grezza, niente di raffinato, ma preferisco questa versione povera e gustosa, a mille sughetti “fighetti”, che tanto spesso si vedono presentati  “À la carte” da molti master chef, perché i pici no, non meritano questa umiliazione!

 

 

Ingredienti per i Pici (4 P.) come da ricetta di Patty… E sono perfetti!

  • 200 gr di farina 00

  • 100 gr di farina di semola rimacinata

  • 2 generosi cucchiai d’olio extra vergine

  • 1 pizzico di sale

  • acqua q.b.

Nota: La quantità di acqua è variabile dal tipo di farina che userete. In genere per questa quantità di farina un bicchiere o poco meno è sufficiente, ma sta a voi osservare quanta ne incorpora il vostro impasto per essere morbido e malleabile.
La proporzione dell’uso delle 2 farine è sempre 2:1, ovvero due parti di 00 ed una di semola rimacinata che conferisce struttura all’impasto. In questa maniera non avrete bisogno di uova.

 

Ingredienti per la Carrettiera (semplicissimi e a Crudo)

  • 2 Spicchi di Aglio (ho usato quello di Nùbia, siciliano, Presidio Slow Food)

  • 10/12 Cucchiai di Olio e.v.o.

  • una Presa di Sale macinato al Momento

  • Un Ciuffo abbondantissimo di Prezzemolo

  • Un Panino secco

  • Acqua di Cottura della Pasta q.b.

  • Una Grattugia

Preparazione dei Pici (copio Patty in tutto e per tutto)

Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la pasta.

Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina.

Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo.
“Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene.

Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida.
Fate riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola. Quando la pasta è pronta, tagliatene un pezzetto e fatene una pallina, quindi sulla spianatoia stendetela con il matterello ad uno spessore di 1 cm. Con un tagliapasta o un coltello affilato, tagliate tante striscioline larghe c.ca 1 cm e coprite il resto della pasta con la pellicola affinché non si secchi.
Cominciate a “filare” i pici, rollando la pasta con il palmo delle mani e contemporaneamente stirandola verso l’esterno.

Quando si tirano pici molto lunghi, la tecnica è quella di tirarli da un lato tenendo l’altra estremità con il palmo e piano piano allungandoli fino ad esaurire la pasta. Una volta tirato il vostro picio, fatelo rotolare nella farina di semola o di fioretto affinché non si appiccichi agli altri. Una pasta morbida e riposata si tira con estrema facilità.

Alcune Note importanti mentre preparate i vostri pici:

1. Non vi si chiede di tirare pici lunghissimi. Onestamente lo fanno in pochissimi e alla fine la lunghezza non influisce sul sapore. Quindi non vi preoccupate di questo. 2. Ricordate che la pasta cresce nella cottura. Il picio non deve essere troppo grosso altrimenti vi troverete con una pasta grossolana. La dimensione corretta è più o meno quella del bucatino.
3. Il picio non è perfetto! Non deve esserlo.
La sua bellezza deriva da bozze, schiacciature, diametro irregolare.
Insomma, si deve sentire la mano della donna che li ha tirati. Inoltre, se vi si rompono mentre li fate, pace! Avrete dei pici cortini. Si mangia tutto! Non state a preoccuparvi del loro aspetto. Il picio è un canto all’imperfezione!
4. Ricordatevi di spolverare i vostri pici con farina di semola o fioretto una volta fatti. Smuoveteli ogni tanto nella farina per fargli asciugare e non appiccicarsi. E scuoteteli con delicatezza prima di immergerli in acqua.

 

Preparazione del Sugo (direttamente nel Ciotolo di Portata)

Tritare il più fine possibile il prezzemolo e metterlo nella scodella.
Sbucciare l’aglio e grattugiarlo sul prezzemolo. Grattugiare il panino, in modo da aiutare a far cadere l’aglio rimasto nella grattugia e poi continuare fino a coprire con uno strato di pangrattato.
Aggiungere il sale e una mestolata di acqua di cottura della pasta.
Mescolare il tutto con una forchetta.
Scolare la pasta e versarla nella ciotola. Mescolare bene, per far amalgamare pasta e condimento. Se necessario, aggiungere altra acqua della pasta, poiché  la salsa deve essere ben fluida e il pane assorbirà l’umidità.
Fare sulla scodella un abbondante giro d’olio, mescolare e impiattare.

E ricordare, se qualcuno fosse preoccupato del gusto forte, che, come si dice qui alla toscana, in modo grezzotto, stile Picio, “L’aglio arrizza il Battaglio”: ricetta che non ha niente di fino, ma funziona!

BETEAVON!

 

 

 

 

 

Arancine al Pesto genovese

Uno street food fusion, palermitano-genovese, velocemente creato e altrettanto velocemente divorato in una cucina tra le risaie novaresi. Arancine(i) di Montalbano e Livia, insieme: un riso “quasi risotto”, ripieno della nostra salsa per eccellenza per questo MTChallenge proposto da Roberta, di cui ho seguito fedelmente la ricetta per la preparazione della “bomba esterna”. Avendo usato quindi burro e formaggio per mantecarla, non ho potuto farcirla con un ripieno di carne, come la ricetta originale vorrebbe. Per dirla tutta, non ho avuto neanche tanto tempo da dedicare alla cucina, questo mese e, mi vergogno un po’ ad ammetterlo, ho tirato fuori un barattolo di pesto dal freezer (nel mio ce n’è sempre un’abbondante scorta), che però, all’origine, era stato fatto a regola d’arte, come il DNA esige da me… Fidatevi!

Per chi desiderasse trasformarlo in un piatto parve, basta eliminare il parmigiano sia dalla mantecatura del riso, che dal pesto e condire il riso con un ricciolo di margarina, per legarlo bene, ma è meglio lasciarlo di latte, eh!

 

 

Ingredienti per il Riso

  • 1 kg di Riso originario

  • 2,5 l circa di Brodo vegetale (con carota, cipolla, sedano)

  • Zafferano in Pistilli

  • 50 g di Burro

  • 50 g di Parmigiano grattugiato

  • 1 Cipolla bianca

  • Olio evo q.b.

  • Sale q.b.

 

Preparazione (copio dalla ricetta di Roberta)

Il riso va preparato con qualche ora d’anticipo, perché al momento della preparazione delle arancine dev’essere ben freddo.
Preparare il brodo vegetale con gli aromi. Una volta pronto, rimuovere la carota, il sedano e la cipolla di cottura e sciogliere lo zafferano nel brodo. Regolare di sale.
In un tegame capiente, dare un giro abbondante di olio evo e fare appassire la cipolla tagliata finemente. Versare il riso e fare tostare un pochino. Versare nel tegame buona parte del brodo, non tutto in modo da poterne aggiungere all’occorrenza regolandosi in funzione del tipo di riso e della sua cottura.
Fermare la cottura quando il riso sarà al dente e si presenterà piuttosto compatto (ovvero non dev’essere cremoso come un tipico buon risotto!). Immergere il tegame nel lavello riempito d’acqua fredda (evitando che l’acqua entri all’interno) e mantecare con il burro e il parmigiano grattugiato. Se serve, per abbattere la temperatura ed evitare che il riso continui a cuocere, rinnovare l’acqua fredda dentro il lavello.
Una volta tiepido, versare il riso dentro una teglia e lasciare da parte affinché raffreddi completamente. Poi coprire con carta d’alluminio e conservare in frigorifero per almeno 3-4 ore.

 

Ingredienti per il Pesto nel Mortaio

(Deve rimanere bello sodo, per poterlo usare come “ripieno”. Se ne può fare in abbondanza e surgelarlo, per usarlo per condire trenette e gnocchi, diluito con qualche cucchiaio dell’acqua di cottura della pasta)

  • 6 Mazzi di Basilico di Prà

  • 4 Cucchiai di Pinoli di Pisa

  • 60 gr di Parmigiano grattugiato

  • 50 grammi di Pecorino sardo grattugiato

  • 2 Spicchi di Aglio di Vessalico (eh, vabbè… se faccio il pesto a regola d’arte, lo faccio bene!)

  • 3 Cucchiai d’Olio extravergine ligure

  • 1 Pizzico abbondante di Sale grosso

 

Preparazione del Pesto

Dentro il mortaio di marmo, “pestare” (ci vuole pratica, esperienza e lavoro di polso) con il pestello di legno il basilico lavato e asciugato, i pinoli, l’aglio (a cui sarà stato prima tolto il germoglio interno) e il sale (per evitare che il basilico diventi scuro). Si aggiungono poi i due formaggi grattugiati freschi. Il composto va amalgamato bene, lavorando con il pestello sui bordi, con l’olio versato a filo molto lentamente.

Shhhh… Se non siete liguri e avete fretta o non avete mortaio e pestello, posso chiudere un occhio sull’uso del frullatore, ma non ditelo a nessuno!!… Shhhh

Ingredienti per Lega, Panatura e Frittura

(Gli ingredienti per Lega e Panatura, seguita la ricetta di Roberta, sono molto abbondanti, per poter immergere e ricoprire bene le Arancine)

  • 800 ml di Acqua

  • 400 gr di Farina

  • 1 Cucchiaino di Sale fino

  • 700 gr di Pane grattugiato per panare

  • 2 o 3 (abbondate!!) litri di Olio evo ligure per friggere in Olio profondo… e state sicuri che non puzza e non è pesante, se è ligure!!

 

Preparazione e Assemblamento

Pronto il riso e pronto il pesto, preparare la lega, cioè la “colla” che permetterà al pangrattato di aderire all’arancina: versare l’acqua in una ciotolona, aggiungere la farina, il sale e amalgamare bene con una frusta a mano, fino a ottenere una pastella piuttosto fluida. Passare quindi alle arancine. Bisogna prima fare tutte le sfere (o gli ovali), poi fare il buco, poi farcirle. Prendere una quantità di riso che basti a formare un’arancia medio-piccola, poi, girando con tutte e due le mani, formare una palla o un ovale e continure fino all’esaurimento del riso. Lasciar riposare un’altra mezz’ora per far perdere il calore passato dalle mani e far sì che il riso si compatti bene, poi, tenendo ogni palla di riso in mano, con il pollice dell’altra mano creare un buco in alto al centro e allargarlo spingendo verso il basso e sui lati. Farcire le arancine con un po’ di pesto (una noce)

e poi richiuderle, spingendo la farcia verso il basso e cercando di portare in avanti il riso per sigillarle. Rotolarle tra le mani per lisciarle e poi immergerle singolarmente nella lega, scolandole bene prima di passarle nel pane grattugiato. Far scaldare l’olio (molto caldo) in una pentola alta o in friggitrice, dorare bene le arancine, scolarle su carta assorbente e servirle calde.

 

BETEAVON!

 

 

 

 

Treccia dolce ripiena… anzi Due

Si intrecciano mani, relazioni, trame, vite. Gli intrecci sono unioni. A volte si sciolgono, questi intrecci e queste unioni, spesso resistono: devono resistere! Dedico queste due dolci trecce, secondo la ricetta proposta dalla mia cara Eleonora (anche le nostre vite, in qualche modo, per caso o per destino, si sono intrecciate), alla memoria di un grande, che, da poco tempo, non è più qui: Shlomo Venezia z”l.

Cercatelo, nella rete, ascoltate le sue parole, leggete le sue testimonianze e i suoi libri… Meditiamo, “noi che viviamo sicuri, nelle nostre tiepide case”, affinché l’intreccio di storia, memoria e testimonianza non si sciolga più, resti legato per sempre, a evitare, per sempre, i mostruosi errori del passato.

 

Ingredienti per due Trecce (con piccole varianti alla ricetta di Ele, spiegata qui, che, senza ripieno, sono perfette per Shabbat)

  • 550 gr di Farina setacciata

  • 2 Uova bianche

  • 100 gr di Zucchero

  • 30 gr di Lievito di Birra fresco

  • 125 ml di Acqua tiepida

  • 110 ml di Olio extra vergine d’Oliva

  • 10 gr di Sale

  • un Tuorlo d’Uovo

  • un Cucchiaio di Acqua

  • Semi di Sesamo e Papavero

 


Ingredienti dei Ripieni

 

Per la Treccia rotonda:

  • 25 gr di Uvetta

  • 25 gr di Cranberries

  • 30 gr di Pistacchi tritati grossolanamente

  • 2 Cucchiai di Silan (Miele di Datteri)

Per la Treccia lunga:

  • 100 gr di Pasta di Datteri

  • 1 Cucchiaio di Fior di Frutta Fichi Rigoni di Asiago

  • 2 Cucchiai di Sciroppo d’Acero

  • 1 Cucchiaio di Cannella in Polvere

  • 1 Pizzico di Sale

 

Preparazione

Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida insieme a un cucchiaino di zucchero e far riposare una decina di minuti fino a far formare una schiuma. Mischiare la farina setacciata, il sale e lo zucchero. Aggiungere il lievito e cominciare ad impastare. Versare poi l’olio e per ultimo le uova, uno ad uno, fino a incorporarle completamente. Lavorare fino a che l’impasto si stacchi perfettamente dalla ciotola, lasciandola pulita.

Lasciar lievitare per almeno due ore, poi sgonfiare l’impasto e tagliarlo in due parti uguali. Tagliare poi ognuna delle parti in tre. Stendere su un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe circa 15. Spargere il primo ripieno sulle tre parti e poi arrotolarle sulla lunghezza, in modo da ottenere tre “salsicciotti”. Intrecciare, poi ripetere l’operazione per la seconda treccia. Adagiare le trecce su una placca da forno unta di olio. Lasciare lievitare ancora due ore.  Sbattere il tuorlo d’uovo con un cucchiaio di acqua e spennellarlo sulla superficie; spolverare di semi di sesamo o papavero.

Infornare in forno caldo a 200°C per circa 15-20 minuti.

 

 

BETEAVON!

 

 

 

 

Con questa ricetta partecipo all’M.T.Challenge di ottobre e mai ricetta mi ha coinvolto di più!

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