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Buon appetito kasher a tutti

Categoria: Antipasti

Dado di Salmone marinato agli Agrumi e Fiordifrutta Limoni su Letto di Apollo all’Aneto

Che poi è più lungo e difficile scrivere il titolo della ricetta, che preparare questi bicchierini finger food per il nuovo contest Rigoni di Asiago.
Ho usato il riso Apollo , profumato e aromatico, perché viene coltivato proprio qui “intorno a casa” e non ha nulla da invidiare a un Thai o a un Basmati. Il tocco della Fiordifrutta Limoni smorza il gusto del pesce, aromatizza ancor di più il riso e… dà un tocco finale perfetto

 

 

Ingredienti per 20 Bicchierini

  • 150 gr di Filetto di Salmone fresco al netto degli scarti
  • 150 gr di Riso Apollo
  • 1 Arancia (Succo)
  • 1/2 Pompelmo (Succo)
  • 1/2 Limone (Succo)
  • 1 Pezzetto di Zenzero fresco grattugiato
  • 2 Cucchiaini di Fiordifrutta Limoni
  • 1 Cucchiaino di Maizena
  • 3 Cucchiai di Olio EVO
  • 1 Rametto di Aneto fresco ben lavato e tritato
  • 300 ml di Acqua
  • Sale q.b.

 

Preparazione

Ricavare 20 dadi di dimensione uguale da un filetto spesso di salmone fresco, senza pelle e perfettamente spinato.

Lasciarli in frigorifero, per 24 ore, rigirandoli spesso, in infusione con il succo di un’arancia, mezzo pompelmo, mezzo limone, un pezzetto di zenzero fresco grattugiato e due cucchiaini di Fiordifrutta Limoni Rigoni di Asiago

Trascorso il tempo di marinatura, scolare i dadi di salmone e tenerli da parte. Fare addensare la marinata con un cucchiaino di maizena e preparare un riso pilaf, tostando il riso lavato nell’olio scaldato per alcuni minuti, aggiungendo l’aneto fresco tritato, sale e l’acqua. Incoperchiare, abbassare la fiamma e non aprire fino a che tutta l’acqua sarà assorbita e il riso sarà cotto (circa 15 minuti)

Lasciare raffreddare e poi assemblare i bicchierini con un letto di Apollo all’aneto, un dado di salmone e una colata di marinata addensata. Guarnire con un rametto di aneto.

BETEAVON!

Budino di Vitelotte con Salsa e Meringa salata allo Zafferano

Per prima cosa, voglio ringraziare la mia “socia” e amica di pen…tole Daniela Di Veroli, che mi ha fornito un bel sacchetto di patate Vitelotte.

A dieta da due settimane, non potendo assaggiare la maggior parte di quello che preparo (questo budino incluso), mi piace molto cucinare “colorato”, per appagare, se non il gusto, almeno gli occhi. Per l’M.T.C. di maggio, la bella proposta di Francesca, mi ha permesso  di dare una pennellata al piatto, ispirata anche dagli iris che fioriscono copiosi nel giardino tra le risaie. Poi, tra meno di due settimane, cadrà Shavuot, quindi, in anticipo, un antipastino con latte e formaggio, adatto all’occasione.

N.B. Un “trucco” per ottenere un bel colore viola dalle patate Vitelotte, è lasciarle ossidare un po’ all’aria una volta cotte.

Ingredienti per 5 Budini da Antipasto

  • 250 gr di Patate Vitelotte già pelate
  • 5 Cucchiai di Latte
  • 2 Cucchiai di Fromage Frais 0% Makabì o Créme Fraiche
  • 1 Uovo
  • 1 Cucchiaio di Parmigiano
  • 1 Grattatina di Noce Moscata
  • Sale e Pepe bianco q.b.

Per la Salsa allo Zafferano

  • 1,5 dl di Latte
  • 100 gr circa di Patate bollite (Pasta bianca)
  • 1 Bustina di Zafferano
  • 1 Pizzico di Sale e Pepe bianco

Per le Cialde di Meringa salata

  • 1 Albume
  • 1 Bustina di Zafferano
  • 1 pizzico di Sale

 

Preparazione

Per la meringa salata, montare a neve fermissima l’albume con il sale e lo zafferano. Cuocere in forno a 100° per un’ora in stampini da crostatine o su carta forno. Lasciar raffreddare in forno spento e conservare in un barattolo ermetico.

Per la crema allo zafferano, portare a ebollizione il latte. Aggiungere la patata bollita sminuzzata, lo zafferano e frullare, montando bene il composto. Unire un pizzico di sale e pepe.

Per i budini, bollire le Vitelotte in acqua leggermente salata. Frullare le patate tiepide e tagliate a dadini con il latte e il fromage Frais 0%. Aggiungere le uova, la noce moscata e il Parmigiano e frullare ancora, regolando di sale. Se il composto fosse troppo denso, aggiungere qualche altro cucchiaio di latte, per renderlo più morbido. Mettere negli stampini unti e infornare a bagnomaria, in forno già caldo a 180°, per una mezz’ora. Lasciare intiepidire, poi sformare su una base di salsa e accompagnare con le cialdine di meringa.

BETEAVON!

 

 


Lachma Ba’Ajin

La cosa più difficile, per questo piatto diffuso in tutto il Medioriente, in particolare Siria, Turchia, Libano e Israele, è trovare un modo, tra i mille, per scriverlo (alcuni altri sono lahmacun, lachmanjan, lachma bi ajun). Ogni paese, poi, ha la sua versione, arricchita con spezie, carni diverse, aromi. In pratica si tratta di una “pizza” (oppure in forma di turbante) con la carne, servita anche come street food. Ho preso la ricetta libanese, grazie anche ai consigli dell’amica Moria, che prevede la melagrana (originariamente salsa o sciroppo) tra gli ingredienti e che io ho sostituito con Fiordifrutta Melograno della Rigoni di Asiago

Ingredienti per 5 “Pizze” e 5 “Turbanti”

Per la Pasta

  • 500 gr di Farina
  • 1 Cucchiaio di Lievito in Polvere
  • La Punta di un Cucchiaino di Zucchero
  • 1/2 Cucchiaino di Sale
  • 3 Cucchiai di Olio extravergine

Per la Farcia

  • 3 Cucchiai di Olio extravergine
  • 3 Cipolle dorate tritate
  • 2 Pomodori (senza buccia e senza semi) tritati oppure 4 Cucchiai di Polpa di Pomodoro
  • 750 gr di Macinato (ho usato del Bovino, anche se sarebbe meglio Agnello)
  • 2 Cucchiai di Fiordifrutta Melograno
  • 150 gr di Pinoli
  • Sale e Pepe nero macinato fresco
  • Spicchi di Limone per servire (facoltativo)

Preparazione

Preparare la pasta, facendo sciogliere lievito e zucchero in 250 ml di acqua tiepida. Far riposare per una decina di minuti. Nel frattempo, mescolare la farina setacciata, il sale e l’olio nella planetaria. Aggiungere la mistura di lievito e acqua e impastare fino a ottenere una massa soffice ed elastica. Coprire con un panno umido e far lievitare in luogo tiepido per mezz’ora almeno. Mentre l’impasto lievita, preparare la farcia, facendo appassire le cipolle in un tegame con l’olio. Aggiungere il pomodoro e lasciare cuocere per una decina di minuti, per far ritirare i liquidi. Levare dal fuoco e aggiungere la carne macinata, la Fiordifrutta, i pinoli, il sale e il pepe, mescolando bene tutti gli ingredienti. Prendere, con le mani unte, delle palline di pasta un po’ più grandi di una noce, appiattirle bene su un foglio di carta da forno lievemente unta e mettere sopra un bel po’ di farcia, pressando bene con i polpastrelli unti. Per i turbanti, stendere  una lunga striscia di pasta, farcirla, chiuderla a cilindro e poi arrotolarla a serpente.

Scaldare il forno a 220/240°, infornare e cuocere per una decina di minuti. Servire, volendo, con spicchi di limone da spruzzare sopra (facoltativo).

BETEAVON!



 

 

 

 

Quiche parve alle Cipolle con finta Brisée

E pure la royale è adattata alle necessità, però nulla fa rimpiangere la quiche con burro e panna. Non ci si sporcano le mani neppure per impastare, perché… serve solo uno di quei contenitori in plastica o vetro con il tappo ermetico (e un po’ di musica di sottofondo stile zumba, mentre si “shakera” l’impasto, così si fa pure ginnastica)

Ingredienti per la “Brisée” (Tortiera da 22 cm)

  • 250 gr di Farina
  • 100 ml di Olio extravergine
  • 100 ml di Acqua tiepida
  • 1 Cucchiaino di Sale fino
  • 1 Cucchiaino di Lievito in Polvere

Ingredienti per la Royale

  • 2 Uova
  • 5 Cucchiai di Latte di Soia
  • 5 Cucchiai di Panna parve liquida
  • Sale q.b
  • Pepe bianco q.b

Ingredienti per il Ripieno di Verdura

  • 2 Cipolle bianche affettate sottili (oppure 3 Zucchine)
  • 1 Cucchiaio di Olio extravergine
  • 1 Cucchiaio di Acqua
  • Sale q.b.

Preparazione

Brasare le cipolle con l’olio, l’acqua e il sale fino a renderle ben morbide e lasciarle raffreddare. Preparare la royale sbattendo le uova con il latte e la panna e condirla con sale e pepe. Per la “brisée”, mettere gli ingredienti nel contenitore, nell’ordine elencato, e, chiudendo il sigillo, ruotare la ciotola prima in senso rotatorio e poi sussultorio per circa due minuti. Aprire ed… è pronta da stendere nella tortiera appena unta (non ci si deve preoccupare della consistenza “molliccia”, perché diventerà friabilissima durante la cottura). Farcire con le cipolle brasate e la royale. Cuocere in forno caldo a 180/200°, a seconda del forno, per 40/45 minuti. Servire tiepida o a temperatura ambiente.

BETEAVON!

Patè di Aringhe ashkenazita dalla Lettonia

Per l’MT CHALLENGE di febbraio, con il tema della sfida proposto da BUCCI, ecco un patè dal gusto “russo”, baltico in particolare. Un caro amico di sempre, che vive tra Berlino, Milano e la Lettonia (da dove proviene… e guai a chiamare Russo un Lettone!), mi ha portato delle aringhe fresche di Riga (che pare siano particolarmente gustose), assieme alla ricetta della sua mamma, semplice, ma carica di storia, di cultura, di legami spezzati, che, per fortuna, si sono riagganciati. Preparando questa ricetta, ho ripensato ai racconti dei miei scrittori yiddish preferiti, a certi quadri di Marc Chagall e a un libro di Elena Loewenthal: “Un’Aringa in Paradiso”…

Rabbi Meir ha lasciato questo mondo. Sale in paradiso. Gli viene subito servito un piatto freddo di aringhe con patate. Sorpreso e un po’ deluso, il rabbino mangia senza dire nulla. Poi lancia per caso un’occhiata verso l’altro «settore » e vede i dannati gozzovigliare ingurgitando minestre vellutate, sformati, arrosti, pasticcini. Il rabbino continua a tacere. Al pasto successivo, di nuovo qualche aringa con patate, e una tazza di tè. Il rabbino getta di nuovo, questa volta non per caso, un’occhiata all’altro «versante»: crespelle, cacciagione, funghetti e via di seguito… Pasto successivo, stessa solfa, cioè aringhe e tè.
E di là: oca al forno, caviale, ricche torte. Il rabbino ha taciuto abbastanza, chiama il primo angelo che vede e indaga: «Non capisco. Questo dovrebbe essere il paradiso, e si mangia sempre solo aringa fredda. Di là, che dovrebbe essere il contrario, se non mi sbaglio, ci si abbuffa a piú non posso».
L’angelo sorride imbarazzato, abbassa lo sguardo e dice: «Eh, lo so. Sa qual è il problema, rabbi. Che non vale la pena di cucinare per una persona sola…»

Io non bevo superalcolici, quindi ho accompagnato il patè con della birra, ma un bicchierino di buona vodka sarebbe l’ideale

ps. Considerato il sapore decisamente forte, nordico e askenazita, si consiglia di servire il patè come aperitivo o antipasto di una cena prefestiva. In caso si debbano avere rapporti sociali il mattino dopo, visti cipolla e aringa, una scatolina di mentine forti è d’obbligo.

 

Ingredienti per 10 Porzioni di Antipasto

  • 250 gr di Filetto di Aringa fresca al Netto degli Scarti (oppure affumicata)
  • 1 Uovo sodo + 1 per decorare
  • 1 Cipolla di Tropea piccola
  • 1 Mela Annurca piccola oppure 1/2 Mela di tipo acidulo
  • 50 gr di Pane secco
  • 1 Cucchiaio scarso di Aceto di Mele + 1 di Acqua per imbibire il Pane
  • Olio per legare il patè
  • Rosmarino e Ginepro per arrostire l’Aringa (solo in caso sia fresca e, in questo caso, anche Sale e Pepe)

 

Preparazione

Se le aringhe sono fresche, arrostirle, possibilmente sulla brace o sul camino, su un letto di rosmarino e ginepro. Salarle e peparle, ma non usare grassi per cuocerle, perché sono già sufficientemente grasse per conto loro. Passarle al mixer con la cipolla, la mela sbucciata e senza torsolo, il pane secco imbevuto nell’aceto e poi strizzato, un filo d’olio extra vergine e l’uovo sodo. Quando l’impasto è pronto, metterlo nelle singole formine (una per ogni commensale) e lasciarlo in frigo per alcune ore, in modo che i sapori si amalghimino tra loro. Servire con pane nero fresco o tostato, ma anche patate lesse, guanendo ogni porzione con le briciole del tuorlo d’uovo sodo rimasto

BETEAVON!

 

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